Cantieri Culturali alla Reggia di Carditello: si inizia con “La Notte della Tammorra”

Festa della Tammorra alla Reggia di Carditello

La “Festa della Tammorra” protagonista in due serate alla Reggia di Carditello. La prima, quella intitolata “Tammurriate Ritmo” prenderà il via questo venerdì alle ore 18 con le tammorre per le strade di San Tammaro e proseguirà nell’ampia tenuta dei Borbone delle Due Sicilie con l’esibizione di Mimmo Maglionico e i Pietrarsa, della Paranza d’o Lione e dell’Orchestra delle Tammorre e Putipu. Il giorno successo entrerà nel vivo la vera e propria “Notte della Tammorra”, una serata all’insegna della tradizione e della cultura popolare, che “regalerà” le performance dei maestri Carlo Faiello e Marcello Colasurdo, oltre che di Fiorenza Calogero, dell’Orchestra del Mezzogiorno, di Antonella Morea e dei Bottari di Macerata Campania. Durante il corso della kermesse, ideata dall’associazione “Il Canto di Virgilio”, il cui direttore artistico è Carlo Faiello, sarà possibile visitare il sito borbonico e degustare le pietanze tipiche del posto. La due giorni si inserisce nel programma della rassegna intitolata “Cantieri Culturali Carditello”. Noi di “Informare” abbiamo intervistato il maestro Faiello che ci ha così raccontato i dettagli della “Notte della Tammorra”.

Maestro Faiello, 17 anni di “Notte di Tammorra” e non sentirli. Le sue origini sono antiche ma è ancora molto attuali. La melodia oggi è ascoltata e ballata grazie anche all’impegno di chi come lei porta avanti la tradizione. Ci vuole spiegare come ha pensato di organizzare la 17esima edizione e perché la scelta della Reggia di Carditello?
«Le serate de “La Notte della Tammorra” saranno le due serate di apertura della manifestazione “Cantieri Culturale Carditello”. Portare “La Notte della Tammorra” in un contesto così prestigioso significa fondere la cultura che nasce dal basso con quella che viene proposta dall’alto. Inoltre è diventata un’urgenza necessaria far rivivere le straordinarie bellezza della Regione Campania, in particolar modo località come il sito borbonico di Carditello».

La musica ben si concilia anche con l’arte. La Reggia di Carditello sarà quindi palcoscenico per esponenti del genere ed altre esibizioni. È una manifestazione che tende a valorizzare l’arte campana. Quanto sono fondamentali, secondo lei, manifestazioni del genere per il territorio?
«La musica è innanzitutto Arte. In giro c’è un grande bisogno di bellezza, di cultura , di musica. Il turismo internazionale si sta avvicinando in modo esponenziale alla nostra terra. Dobbiamo farci trovare pronti per offrire ai tanti visitatori l’immagine reale del paese e non solo quella che viene proposta dai media con gli stereotipi della camorra, de degrado e dell’inefficienza».

Lei è a capo della Domus Ars di Napoli, che organizza anche laboratori musicali proprio sulla tammorra. Un giovane, secondo lei, in che modo può e perchè dovrebbe avvicinarsi a questo genere musicale in modo da continuare la tradizione?
«La Domus Ars ormai è una realtà importante a Napoli. Produce musica, spettacoli, eventi. Tanti giovani si avvicinano alla Musica popolare perché hanno capito che saper riconoscere le proprie radici significa evitare la trappola della cultura di massa che causa solo alienazione».

di Giovanni Iodice