Susanna Camusso a Mondragone, chi sono i veri “invisibili?”

MONDRAGONE – Susanna Camusso, Leader nazionale della CGIL, ai Palazzi Cirio, simbolo del capolarato, per parlare dei diritti negati dei lavoratori. Molto scarsa la partecipazione popolare. Ci si sarebbe aspettata una mobilitazione di massa che non c’è stata ma, per dovere di cronaca, bisogna dire che all’evento è stato dato poco risalto, forse volutamente. Io stessa l’ho appreso all’ultimo momento.

Susanna Camusso ai Palazzi Cirio
Susanna Camusso ai Palazzi Cirio

Alla quarta edizione del premio Jerry Masslo, organizzato dalla Flai Cgil – Federazione lavoratori agro Industria, per ricordare l’omicidio del rifugiato sud africano e bracciante ucciso a Villa Literno il 25 agosto 1989, hanno partecipato scuole di ogni ordine e grado, studenti universitari, laureati, scrittori, fotografi, blogger, video-documentaristi.

La manifestazione ha avuto inizio proprio dai Palazzi Cirio di Mondragone dove i camper si sono ritrovati tutti sotto la tenda rossa della campagna #cimettiamoletende e continuerà oggi a Villa Literno e domani a Napoli. La CGIL ha voluto così incontrare in piazza i lavoratori per educarli all’accoglienza, all’integrazione e alla convivenza civile.

I camper vogliono rappresentare un Sindacato di strada che renda edotto il lavoratore sfruttato e privato dei suoi diritti. A tal proposito, alcuni ragazzi stranieri hanno raccontato la loro esperienza di “sfruttati”.

Hanno poi preso parola sul palco Ivana Galli, segretaria generale Flai Cgil nazionale; Giuseppe Carotenuto, segretario generale Flai Cgil Campania; Valentina Vasylionova, vice presidente Fnsz sindacato bulgaro agricoltura; Emilia Spurcaciu, Inca Romania; ha concluso Susanna Camusso, segretario Generale Cgil.

A fine manifestazione è stato consegnato un pacco della legalità contenente un pacco di pasta ed una bottiglia di pomodoro.

Un giornalista, o aspirante tale, è tenuto a dire la verità e se si ha anche la fortuna di collaborare con una testata libera allora questo dovere diventa SACROSANTO. 

Allora bisogna dire che nessuno si è preso la briga di dare parola agli invisibili di casa nostra che, secondo la Camusso, non hanno difficoltà a far valere il proprio status di lavoratore ma che, nei fatti, fanno la stessa vita degli stranieri, ossia sono sfruttati senza aver alcun diritto.

Quando ho provato a sollevare il problema agli organizzatori mi è stato risposto che non c’era un rappresentante italiano in quanto gli italiani non vanno nei campi e non vivono queste condizioni disumane.

Di contro, a fine manifestazione, mentre si distribuivano i pacchi della legalità, prontamente ritirato anche dal “noto” contrabbandiere di Via Razzino, mi sono girata intorno ed ho notato lo sguardo disperato di qualche mondragonese che, nel frattempo, era accorso con la speranza di ascoltare qualche notizia che desse un minimo di speranza anche a loro, lavoratori, sfruttati e sottopagati.

Mi sono avvicinata ed ho iniziato a fare delle interviste raccogliendo le loro testimonianze.14686446_10208234010980442_2050923470_n

Il primo signore intervistato non ha avuto difficoltà a dire il suo nome in quanto tuttora disoccupato quindi non rischia il licenziamento. Il signore in questione si chiama Antonio Franciosa e per prima cosa si è scusato per il modo in cui parlava perché aveva alcuni problemi ai denti che, per ovvi motivi, non aveva la possibilità di curare. Mi ha riferito che ha lavorato su un distributore di benzina per 14 ore al giorno per 750 euro mensili, sabato e domenica compresi. Attualmente è disoccupato, non riceve nessun tipo di contributo e, purtroppo per lui, non è previsto nessun sindacato di strada che lo informi dei suoi diritti.

Della seconda persona intervistata darò solo le iniziali in quanto rientra in quelle categorie di persone ricattabili dal datore di lavoro. F.P. è una donna di circa 35 anni, mamma di un bambino con il marito disoccupato, quindi il suo lavoro nei campi rappresenta l’unica fonte di sostentamento della famiglia. Tutte le mattine, compreso il sabato e la domenica, in tutte le stagioni dell’anno, F.P. sale sul furgone insieme ad altre 20 persone fra cui vi sono altre 3 donne italiane e le restanti sono di etnìa bulgara. Il viaggio ha un costo che va dai 2 ai 5 euro a testa. Arrivate sui campi, inizia la loro lunga giornata di lavoro. E’ consentito andare una sola volta in bagno e per bagno si intende fare i propri bisogni nei campi in quanto non ci sono servizi igienici, e considerate questo cosa significa per una donna! Il tutto per 4 euro all’ora e senza contributi. La giornata lavorativa può arrivare anche a 11 ore.

La CGIL ieri ha ricordato ai lavoratori che la paga sindacale è di 52 euro al giorno per 6 ore di lavoro.

A voi tutti le deduzioni!

di Girolama – Mina Iazzetta

minaiazzetta@libero.it