Verso la giusta via: un giorno a Santiago de Compostela

Santiago de Compostela

“Di tutte le persone che ho incontrato per strada ho tenuto una faccia, un nome, una lacrima o qualche risata. In tutti i paesi e le piazze dove ci siamo fermati, abbiamo perso un minuto ad ascoltare qualcuno. Sono state lezioni di vita imparate che ancora conservo. Nessun rimpianto per quello che è stato, che le stelle ti guidino sempre, che la strada ti porti lontano. Buon viaggio hermano querido e buon cammino ovunque tu vada”.

Sono parole dalla canzone “La Strada” dei Modena City Ramblers, che tuttavia, anche non essendo stata a Santiago da pellegrina, ma solo da visitatrice, rappresentano quello che ho provato guardando tutte quelle persone che con il sorriso sulle labbra, cantando, parlando, percorrevano le strade che portano alla Cattedrale per l’ultimo timbro.

Detto così suona un po’ macabra, in realtà “l’ultimo timbro” è solo il tanto atteso conferimento dell’indulgenza plenaria che viene concessa ai pellegrini, anche se questi hanno percorso a piedi solo 100 Km. In realtà il cammino più famoso, ed anche il più attrezzato, è il Cammino Francese, che attraversa il nord della Spagna da est a ovest per circa 800 Km passando da importanti città come Pamplona, Logroño, Burgos e Leon e da tanti piccoli paesini che sembrano rinati grazie all’itinerario.

All’inizio del Cammino viene data la credenziale, una sorta di passaporto del pellegrino, da timbrare ad ogni tappa e che è necessaria per ricevere la Compostela, un documento assegnato a Santiago presso la Oficina del Peregrino, che attesta il compimento del pellegrinaggio. Quando ero in macchina, per raggiungere Santiago, ho visto ogni 100 metri delle frecce gialle con la conchiglia, infatti quelle frecce indicano al pellegrino la giusta direzione e ben segnalano tutto il tragitto. I pellegrini alloggiano negli albergue, dormitori misti.

Il Cammino di Santiago de Compostela è una delle vie di peregrinazione più importanti della storia, tanto che la città è considerata la terza città santa per la cristianità dopo Gerusalemme (da cui tutto partì) e Roma. Divenne così importante nel Medioevo, che il termine pellegrino, come cita Dante nella Vita Nova, divenne sinonimo del viandante che si dirigeva a Santiago. La tradizione narra che Giacomo, uno dei 12 apostoli, dopo la morte di Gesù Cristo andò nella penisola iberica per predicare il cristianesimo; fece poi ritorno a Gerusalemme dove, intorno al 44 a.C., venne arrestato e decapitato. Dopo il suo martirio, si narra che i suoi discepoli caricarono il suo corpo su una nave di pietra che raggiunse la Spagna, per dargli sepoltura nella terra dove lui stesso si era recato da pellegrino.

Secondo la tradizione, nel IX secolo le sue spoglie vennero trovate dall’eremita Pelayo, che seguì una scia di stelle che lo condussero fino all’antico e dimenticato sepolcro. Da tutto ciò deriva il nome della città che qui nacque: Santiago (termine spagnolo per “San Giacomo”) de Compostela (del Campus Stellae) a ricordo di quella stella che indicò a Pelayo il luogo del sepolcro.

Alfonso II re delle Asturie proclamò san Giacomo Santo Patrono della Spagna e la notizia si diffuse rapidamente attirando i pellegrini di tutta Europa verso questo luogo sacro. Ebbene qualche sorta di magia avvolge questo luogo, ti fa sentire rapito dalla voglia di migliorarti, dalla voglia di aumentare la fede e finalmente essere un vero Cristiano.

Vedendo l’entusiasmo dei pellegrini, la loro voglia di fare e soprattutto sapere che lo stai facendo per migliorare te stesso sotto tutti i punti di vista, ho deciso che ci tornerò e magari raccontarvi direttamente la mia esperienza e non ciò che ho visto!

di Flavia Trombetta