BIG MAMA – PROGRAMMA DAL 26 AL 29 NOVEMBRE 2015

bobby solo_COLOREBIG MAMA – PROGRAMMA DAL 26 AL 29 NOVEMBRE 2015

BOBBY SOLO

A full immersion into the blues

 

GIOVEDI’ 26 NOVEMBRE

Ingresso libero

Apertura ore 21,00

Concerto ore 22,30

 

Si chiama “A full immersion into the Blues” la serata che BOBBY SOLO presenterà al Big Mama giovedì 26 novembre in compagnia della sua band. Musicista completo, autore e grande conoscitore di tutto l’universo della musica Black e del Rock & Roll, Bobby Solo offrirà al pubblico del Big Mama una esibizione speciale che non mancherà di soddisfare i palati più raffinati, accompagnato da musicisti di altissimo livello.

 

Bobby Solo, all’anagrafe Roberto Satti, nasce a Roma il 18 marzo 1945. Molti lo hanno chiamato, e continuano a chiamarlo, l’Elvis Presley italiano. Il grande exploit lo ebbe, per la prima volta, al Festival di Sanremo del 1964. in coppia con il celebre cantante americano Frankie Laine portò alla ribalta sanremese una canzone destinata a fare storia:”Una lacrima sul viso”, splendido brano che Bobby stesso compose dedicandolo alla sorella. La canzone ebbe un immediato successo di critica e di vendite, e – caso più unico che raro per quei tempi egemonizzati dalla produzione anglosassone – fu uno dei brani italiani che riuscirono a sfondare anche all’estero, e tuttora rappresenta un momento fondamentale nella storia della musica leggera italiana.

 

La carriera di Bobby, sulla spinta di quel clamoroso successo, ebbe quindi un andamento costantemente segnato da successi: ”Quello che ho sbagliato”, di chiara ispirazione elvisiana; poi il famosissimo “Se piangi se ridi” vincitore del Festival di Sanremo 1965 in coppia col celebre gruppo americano “The Mintrels”; “Non c’è più niente da fare”, piccolo gioiello della musica degli anni sessanta, nella memoria legato indissolubilmente ad una importante sigla televisiva. Altre belle canzoni come “Siesta”, “Domenica d’Agosto” e “Una granita al limone” allietavano le spensierate estati di milioni di italiani. “Zingara”, altra vittoria nel Sanremo 1969 in coppia con Iva Zanicchi, fu un grande successo scritto, in incognito, dal suo buon amico Gianni Morandi. Con “San Francisco” di Scott Mekenzie,

 

 

 

Bobby portò anche in Italia il sound tipico della musica hippy della fine degli anni 60. Torna a Sanremo nel 1980 con “Gelosia” e fu di nuovo un grande successo di pubblico e di vendite. “Non posso perderti”(1981) e “Tu stai”(1982) sono altri successi che Bobby ha saputo successivamente regalare al pubblico italiano. Partecipa di nuovo a Sanremo nel 2003, in coppia con Little Tony, con il brano “Non si cresce mai”. Ma Bobby Solo non ha mai rinunciato al suo primo amore: il Rock & Roll, Elvis, le splendide ballate romantiche. Oggi Bobby Solo può contare su un suo pubblico affezionato che sa esattamente cosa aspettarsi da lui: coerente con se stesso, Bobby Solo prosegue il più che trentennale splendido rapporto col pubblico, facendo serate e concerti in tutto il mondo ottenendo sempre grande affetto e rinnovato successo. Oggi Bobby Solo continua il suo percorso artistico e ha scelto di farlo passare anche dal Big Mama, siamo sicuri che saranno molte le sorprese che saprà regalarci…

 

La Formazione: BOBBY SOLO (voce e chitarra), MARCO QUAGLIOZZI (tastiere), SILVIA ZANIBONI(chitarra), MICK BRILL (basso), FILIPPO DALLAMAGNANA (batteria)

 

 

 

 

ELIO VOLPINI – The Ultimate Tribute to JIMI HENDRIX

venerdì 27 novembre 2015

 

Ingresso libero

Apertura ore 21,00

Concerto ore 22,30

 

Si è appena spento MITCH MITCHELL, funambolico batterista della Jimi Hendrix Experience. Aveva 68 anni. Con lui scompare l’ultimo testimone di quello che fu probabilmente il trio più incredibile della storia della musica moderna. Dunque questo tributo ha una ragione in più per esistere.

 

Il 27 novembre di 73 anni fa nasceva a Seattle, sulla costa occidentale degli Stati Uniti, il chitarrista Jimi Hendrix. Il Big Mama celebra ogni anno questa ricorrenza con una serata dedicata a questo genio musicale. Sul palco ci sarà ELIO VOLPINI con i suoi UT JIMI. Elio è senza dubbio uno dei migliori specialisti in Italia della musica di Hendrix, attento ricercatore di suoni e con uno stile rispettoso della tradizione del grande musicista ma sempre in continua evoluzione.

Jimi Hendrix, ovvero la chitarra che fece la storia del rock. Il musicista di Seattle ha completamente e irreversibilmente mutato l’approccio alla chitarra elettrica, per molto tempo lo strumento principe e incontrastato del rock.

Hendrix è un ciclone che attraversa la scena del rock, proprio perché il rock è il genere musicale dove più che in ogni altro contano il suono e l’immagine, la forma, quindi, oltre che i contenuti, come si evidenzierà sempre di più col passare degli anni e con l’avvento dell’elettronica e l’evoluzione dell’iconografia rock.

Nato il 27 novembre 1942 a Seattle, da un incrocio fra indiani, neri e bianchi, James Marshall Hendrix comincia a suonare la chitarra a undici anni, poco dopo la morte della madre. A 16 abbandona gli studi e comincia a sbarcare il lunario suonando con complessi di rhythm and blues e di rock’n’roll. Dopo aver svolto il servizio militare come paracadutista, a 21 anni inizia una intensa attività da session-man. Diventa il chitarrista di Little Richard, Wilson Pickett, Tina Turner, King Curtis.

Nel 1965 al Greenwich Village forma il suo primo gruppo e firma un contratto e comincia a esibirsi con regolarità. Jimi è già padrone di una tecnica superiore, il blues scorre puro lungo le corde della sua chitarra, ma l’America rapita dal beat è tutta presa dai suoi giovani fenomeni bianchi. La fama del prodigioso chitarrista giunge però alle orecchie di Chas Chandler, ex-Animals, manager a New York in cerca di nuovi talenti. Chandler lo porta con sé a Londra, dove lo introduce nel colorato mondo del flower-power inglese, propiziando l’amicizia con Donovan. Hendrix conquista l’Europa col blues elettrico, dilaniato e lancinante dei singoli “Hey Joe” e “Purple Haze”, cui fanno seguito un paio di tour, nel corso dei quali l’entourage del chitarrista alimenta l’immagine di Hendrix personaggio mefistofelico, dedito alle più estreme esperienze di droga e sesso.

 

 

Jimi sta al gioco infiammando le platee con un repertorio coreografico che è diventato parte inestricabile del suo mito: la sua Fender Stratocaster è, di volta in volta, la proiezione del suo membro, oppure compagna di torridi amplessi elettrici, suonata coi denti, i gomiti, gli abiti, strofinata contro l’asta del microfono o contro le casse alla ricerca del feedback più corrosivo.

Dopo aver formato il primo complesso rock di soli neri, la Band of Gypsies, con Buddy Miles alla batteria e Billy Cox al basso, si esibisce nell’agosto 1970 all’Isola di Wight. Un mese dopo, lo ritrovano morto a Londra, vittima di un’overdose di barbiturici.

Gli afro-americani, che avevano già perso per morte violenta sia l’”apostolo” Martin Luther King, sia il leader del loro orgoglio Malcom X, perdono anche colui che aveva restituito la paternità nera al rock’n’roll.

 

ELIO VOLPINI – voce, chitarra

CRISTIANO POLIZZI – basso

PIERO FORTEZZA – batteria

LUCIANO GARGIULO – tastiere

special guest: FULVIO FELICIANO – chitarra

 

 

 

 

BLUE STUFF

sabato 28 novembre 2015

 

Ingresso libero

Apertura ore 21,00

Concerto ore 22,30

 

I BLUE STUFF nascono a Napoli nel 1982, grazie all’iniziativa di Mario “Blue Train” Insenga, già animatore di un precedente progetto musicale che aveva dato vita ai Blue Box. Sin dall’inizio la band si caratterizza come una sanguigna blues band fedelmente dedita al Chicago Style. Così, mentre apparentemente i BLUE STUFF sembrano impegnati in un coerente recupero di un certo blues ilologico. Di fatto però, attraverso le loro performance, dimostrano come un linguaggio musicale antico possa rimanere di grande attualità e di grande coinvolgimento emotivo. La semplicità ed immediatezza delle strutture ritmiche, la pulizia degli schemi armonici e melodici, il calore della voce e, soprattutto, la passione per il blues e più in generale per la musica, fanno del suono BLUE STUFF un esempio di vitalità musicale.

Infatti il tratto saliente del progetto sta nel fatto che esso “brilla di luce propria”, ciò a dire che i BLUE STUFF suonano del Chicago Blues, ma l’originalità delle loro composizioni li pone come una blues band viva e pulsante. D’altronde, testimonianza della vitalità di questo gruppo e’ la sempre calda accoglienza ricevuta da parte del pubblico che non resta mai impassibile di fronte alla irresistibile miscela di musica, simpatia e spettacolarità. Sul finire del 1991 nasce le collaborazione con Joe Sarnataro, ovvero l’alter ego blues di Edoardo Bennato. Nasce così il disco “E’ Asciuto Pazzo ‘O Padrone”, colonna sonora di un musical e con un lungo tour europeo. Nel 1994 a esce “L’Acqua e’ Poca” per la Sony, nel 1999 “Roba Blues” per la Cheyenne Records che pubblica anche l’ultimo lavoro “Altra Gente, Altro Blues” un nuovo CD che vede – tra gli altri – la partecipazione del polistrumentista partenopeo DANIELE SEPE. Il disco, che contiene 11 tracce originali,è una ulteriore testimonianza della capacità di questa band di saper comporre e suonare brani propri, affiancando al blues il dialetto napoletano, senza perdere il carattere dominante di questa musica.

 

 

 

BLUEBIRD & SKOKO – A Blues Night with..

domenica 29 novembre 2015

Ingresso libero

Apertura ore 21,00

Concerto ore 22,30

 

“Trust your Mojo Sista” è il titolo del CD di Bluebird & Skoko che ha ottenuto una nomination al “Grammy Awards” nella categoria “American Heritage Historical Music”.

Bluebird & Skoko sono una combinazione di profondo blues di Chicago e rock’n’roll graffiante ed energico, guidati dallo spirito di Screaming Jay Hawkins, Billie Holiday, Muddy Waters, The Cramps, e tutti quegli artisti ispirati dal fuoco interiore. La loro musica è espressione della passione per il blues e per la gioia di vivere. Cantano e giocano con coraggio e libertà, ispirati da quella creatura misteriosa che gli afroamericani chiamano “Mojo”.

Il loro primo album insieme “”Trust your Mojo Sista””, è stato registrato a Bali e masterizzato presso gli Abbey Road Studios di Londra.

Bluebird è cresciuto a Chicago sotto l’ala del grande Junior Wells. Dal 1975 ha suonato e collaborato con tanti artisti della capitale dell’Illinois, da Sammy Lawhorn a Eddy Taylor, da Phil Guy a Valerie Wellington. Ha suonato anche con con Muddy Waters e ha aperto per lui tutti i concerti del suo tour italiano del 1980. Ha suonato con Dr. John (con cui ha registrato una delle sue canzoni), John Kalb, Bill Dicey, Alexis Korner, Sun Ra Orchestra e molti altri. Nel 1982 una delle sue canzoni ha vinto un disco di platino in Sud America. Le sue canzoni sono state incluse in numerose compilation in Europa e in America. La sua ultima versione della canzone “Johnny B. Goode” ha ricevuto cinque stelle dalle stazioni radio indipendenti negli Stati Uniti.

Elena Skoko aka Sugar Babe, è nata in Croazia. Da sempre innamorata della musica di Elvis Presley, è cresciuta ascoltando Nina Hagen, Sex Pistols, Sonic Youth, Pixies, Siouxsie and The Banshees, The Cramps, The Stooges, e tutto l’universo punk. Ha colpito la scena indie rock italiana negli anni 90 con la sua rabbia, la sua passione, e con spettacoli teatrali “scandalosi”. Ha pubblicato tre album con la sua band CUT e cantato con i Timoria, la rock band di Francesco Renga. Con la sua band ha condiviso il palco con Royal Trux, Jon Spencer Blues Explosion, The Hives e molti altri. Recentemente ha registrato la canzone “ Watching Ya”, pubblicata dalla casa discografica italiana “Suoni di Jato” e indirizzata verso le acque più tranquille, ma profonde e fangose, di Billy Holiday, Anita O’Day e tutte le grandi donne che hanno cantato il blues. Ha usato varie forme d’arte per esplorare i molti lati della sua anima, dal video alla poesia, dalla performance alla fotografia, viaggiando in tutto il pianeta, fino a quando ha incontrato Bluebird e gli ha detto: “Voglio cantare il blues”!!

 

Bluebird – harp, guitar, slide & vocal

Skoko – vocal & percussions

Piero Fortezza – drums

Alex Saba – Bass, Double bass

Nick Distaso – guitar

Eric Daniel – sax

Fabio Di Cocco – organo Hammond