Napoli, la storia infinita della biblioteca comunale del Rione Sanità

Biblioteca comunale del Rione Sanità Napoli - Photo credit Gabriele Arenare

Ciò che racconteremo è la travagliata vicenda di una biblioteca comunale attraverso un percorso, quasi surreale, in cui ci conduce Francesco Ruotolo, consulente speciale alla memoria della 3° Municipalità (Stella – San Carlo all’Arena).

Partiamo da Piazza Mario Pagano, nel cuore della Sanità, ove si trova la Scuola Statale “Andrea Angiulli”. Dal 1996 al 2006 l’ala destra di questo istituto ha ospitato la biblioteca comunale (a Napoli attualmente ce ne sono tredici e nella terza municipalità ce n’è solo una nella zona dei Ponti Rossi). Francesco Ruotolo, che all’epoca era rappresentante della componente dei genitori, promosse insieme all’allora preside Emma Valenza, il trasferimento della biblioteca in una nuova sede. Tale decisione fu determinata da motivi di sicurezza, in quanto l’ampio salone della biblioteca non aveva né un accesso autonomo né un’uscita di sicurezza e tantomeno un ingresso per i diversamente abili; altra problematicità era legata alla dipendenza della biblioteca agli orari scolastici, chiudendo ogni sabato, ogni pomeriggio, e già a partire dal mese di luglio, quando il regolamento comunale impone la chiusura nel solo mese di agosto.

Bibloteca comunale Rione Sanità Napoli - Photo credit Gabriele Arenare
Biblioteca comunale Rione Sanità Napoli – Photo credit Gabriele Arenare

In conclusione uno spazio scarsamente frequentato, poco funzionale e mal gestito, utilizzabile dalla scuola per fini didattici o per attività extracurriculari, come di fatto avviene oggigiorno. Nel marzo 2006 Rosa Russo Iervolino, sindaco di Napoli, venne personalmente a visitare la scuola e accelerò la delocalizzazione della Biblioteca, ma essendo a fine consiliatura occorreva ancora aspettare. Nel giugno di quell’anno la Iervolino fu rieletta sindaco e venne nominata Dolores Feleppa Madaro come assessore “ai cimiteri, anagrafe, biblioteche, memoria della città e archivi storici”, la quale subito diede disposizioni affinchè i 18mila libri e i suppellettili (tavoli, sedie, scaffalature, etc) fossero trasferiti il 30 agosto nella nuova sede in Via Stella, in un locale dell’ex Istituto Froebeliano. Per quella data tutto era imballato ed inscatolato, ma il trasloco non avvenne perché fu detto che la nuova sede era stata da poco riattata e mancavano le porte – almeno questo venne riferito.

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Fu così che tra il 31 agosto e il 1 settembre 2006, gli scatoloni con i 18mila volumi, di cui circa il 10% sono libri ultracentenari, furono trasferiti “provvisoriamente” negli scantinati del plesso della “Lombardi” nella vicina Via Fontanelle. In seguito al 2008, da alcune indagini risulta che i libri e gli arredi della Biblioteca Angiulli siano stati allocati – sempre provvisoriamente – in biblioteche pubbliche, un gravissimo atto perché all’insaputa degli organi della Municipalità 3 e dello stesso comune di Napoli. «Oggi, ad 11 anni da quel mancato trasloco, esiste solo una Biblioteca di chiacchiere e di insulsi provvedimenti amministrativi – afferma Francesco Ruotolo con rassegnazione – nella futura sede dell’ex Istituto Froebeliano di Via Stella ancora manca l’ingresso autonomo, l’uscita di sicurezza, l’accesso ai disabili, oltre alle problematiche legate al rinvenimento, al trasferimento e al restauro dei 18.000 libri e delle scaffalature ove ospitarli».

Difendiamo la città con l’unica arma a nostra disposizione: LA CULTURA

Un paradosso in una città che vuole essere punto di riferimento culturale e professa il proprio riscatto sociale a partire dalla cultura. Evidenziare tali mancanze significa amare questa città e sebbene c’è chi come Francesco Ruotolo non ha più speranze dopo aver duramente lottato, e nonostante tutto continua a lottare, l’obiettivo è quello di mettere i riflettori su questa vicenda affinchè si faccia finalmente qualcosa. La cultura salva le anime.

di Fulvio Mele
Foto di Gabriele Arenare

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"