Bere fino ad ubriacarsi… e poi ?

Cosa aspetta solitamente un giovane studente? Beh, i giorni di festa!
Quei giorni liberi che ti consentono di staccare dalla monotonia dello studio e fare cose che spesso per cui spesso non riesci a trovare tempo.

Essendo trascorso da poco un breve periodo di vacanza, ho chiesto ad alcuni ragazzi cosa abbiano fatto in “questo ponte” e ne ho ricevuto diverse risposte. Ma tra tutte una mi ha particolarmente colpita e ve la voglio raccontare.  Un ragazzo di 14 anni (e mi meraviglia come io, che ho appena 18 anni,  mi renda conto che a distanza di poco tempo la società e in particolare le abitudini dei ragazzi siano veramente cambiate!) mi ha raccontato che una delle sue serate le ha trascorse a casa di un amico per divertirsi!
Che c’e di male? – direte voi.
Il male è che per divertirsi hanno dovuto bere. Dei minorenni hanno bisogno di bere, bere fino a diventare ubriachi, bere fino a sballarsi senza ricordare perché hanno cominciato a bere, bere per divertirsi e non ricordare nemmeno un episodio carino da raccontare.

Ma mi domando e dico: se anche loro fossero, come sono, incoscienti, nel senso che non sanno cosa fanno tanto da doversi ubriacare e credere che questo sia divertimento, gli adulti che gli hanno venduto da bere, in beffa a quella legge che vieta la vendita di super alcolici ai minorenni, in che stato erano? Possiamo definirli sobri, saggi, oculati?!
Mi ricordo, e ricordo loro, che non solo la legge vieta òa vendita di bevande alcoliche ai minori di anni 18, ma anche che la somministrazione sul posto è vietata dall’art. 7 del DL 158/2012, come citano i tanti irrispettati cartelli all’interno di molti locali.

Eppure, se troviamo degli stupidi ragazzi che bevono, troviamo ancor più infidi uomini adulti che vendono senza pensare che quel ragazzo potrebbe essere un loro nipote, figlio, fratello.

Ed io da grande, poco più grande di loro, mi ritrovo a appendere quanto siano stati stupidi quei ragazzi da non capire che il vero divertimento non è questo. Badate bene, questa non è una semplice “ragazzata”, come qualcuno potrebbe pensare. Questo quattordicenne mi ha spiegato che non è la prima volta che bevono, che alzano un po’ il gomito fino ad ubriacarsi. E mi sento un vecchietto che si chiede dove mai siano finiti i valori di una volta? Così come il buon senso dei commercianti che vendono bottiglie o drink a questi ragazzi.

Certo bisogna creare molta più sensibilizzazione in tal senso, sperando che uno sfogo come il mio possa essere utile a smuovere la coscienza di qualcuno!

di Antonio Ricchezza

a.ricchezza@yahoo.it