Bene la balneabilità, facciamo qualcosa in più per il Volturno

GRAZZANISE  La riva destra del Volturno
La riva destra del Volturno

GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – Il “circolo virtuoso” inaugurato, per la balneabilità sulle coste del casertano, all’inizio di questa fortunata stagione estiva 2011, va producendo, giorno dopo giorno, effetti positivi per il rilancio turistico del litorale domiziano lungamente rivendicato ed atteso. S’è ingranata la prima marcia. Buon per tutti! Nessuno però s’illude che il processo “liberatorio” avviato sia facile o breve. C’è ancora tantissimo da fare. Il ritorno massiccio dei bagnanti a Castelvolturno, a Mondragone, a Cellole…va considerato un “testimone” che merita altri valenti corridori “in staffetta”. Bisogna ingranare la seconda, la terza e poi… E allora, in tale quadro di graduali passaggi, deve essere pure considerato appieno il “caso Volturno”. Lavorando a monte

-s’intende-. Andiamo a spiegarci meglio. Per i Regi Lagni alcune efficaci operazioni son partire; parimenti sulla ricognizione e sul funzionamento dei depuratori. Tuttavia – o per nostra disinformazione o per informazione interistituzionale non sufficientemente giunta in periferia – si sa ancora poco degli interventi attivati al fine di disinquinare le acque del più importante e lungo fiume dell’Italia meridionale. Ecco, su questa linea sarebbe necessario un consistente supplemento di monitoraggio, di progettualità e di investimenti finanziari provinciali, regionali, governativi, europei. Ci sono già? Basta saperlo, basta vederli. Il Protocollo di salvaguardia ambientale firmato a Caserta nel gennaio scorso prevede che il  Tavolo tecnico di coordinamento permanente costituito presso la Prefettura si riunisca con ”cadenza bimestrale – il primo martedì di ogni bimestre successivo alla data di sottoscrizione del presente protocollo – per la programmazione del lavoro e

per la ricognizione e l’analisi dei risultati ottenuti”. S’è letta di recente una dichiarazione del Procuratore Corrado Lembo – strenuo sostenitore del “nuovo corso” maturato agl’inizi di quest’anno -, ma non sapremmo dire fino a qual punto abbia fornito ragguagli fondati ed esaustivi sugli esiti delle prime convocazioni del Tavolo. Segnatamente ci sfugge proprio la parte concernente i nuovi dati disponibili sul fiume e le incipienti azioni di disinquinamento delle sue acque che, a vista – almeno da Grazzanise al mare – appaiono ancora di un colore giallo-sporco e preoccupante. E il “caso Volturno” – a nostro avviso – resta tale non soltanto per la componente H2O, ma anche e tremendamente per lo stato delle sue sponde, per i residuati bellici tutto giacenti sul letto, per i tubi che succhia(va)no acqua utile ad irrigare i campi, per le buste di plastica rimaste appese ai salici dopo le piene, per gl’ingombranti gettati nel fiume dagli sconsiderati di sempre e…via dicendo.

 

Raffaele Raimondo, giornalista

 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.