“Basta veleni a Marcianise”, i cittadini si organizzano per contrastare insediamenti di impianti inquinanti

Domenica 12 marzo 2017, a partire dalle ore 17.00 con partenza da Piazza Umberto I, si terrà a Marcianise un “Corteo di sensibilizzazione per la tutela della salute”.

Al grido di “Basta veleni sulle nostre terre, basta morti per tumori”, comitati ambientalisti e semplici cittadini di Marcianise sfileranno per la città contro il dramma provocato dall’inquinamento ambientale. Un’idea nata spontaneamente da parte di cittadini stanchi di vedere la propria terra violentata dalla criminalità organizzata e da imprenditori senza scrupoli.

Si prevede grande partecipazione della cittadinanza, le famiglie, innanzitutto, genitori e figli, che sfileranno insieme per dare alla città e al territorio un futuro più roseo, senza dover piangere prematuramente amici e familiari.

Basta veleni a Marcianise. Da oltre mezzo secolo Marcianise da città agricola è diventata città industrializzata, ma l’inquinamento di alcune fabbriche ha aumentato le malattie tumorali,portando morte nelle nostre case.

Sono tante, infatti, le aziende che hanno operato e che operano quasi indisturbate, disperdendo fumi tossici puzzolenti nell’aria che respiriamo, abbandonando sui nostri terreni veleni e composti chimici pericolosi e sversando nei regi lagni liquami di ogni genere. È per questo motivo che le industrie pericolose vanno allontanate senza indugi con un programma mirato e a breve termine.

Chiediamo subito la BONIFICA delle fabbriche dismesse e il risanamento del nostro territorio. Alcuni anni fa, a causa degli alti valori di diossina, a Marcianise era in vigore un divieto di pascolamento e quindi di coltivazione. La Regione Campania, invece di bloccare questi veleni, ha alzato i limiti consentiti della diossina, facendo risultare così tutto nella norma.

Intanto, oggi, si fanno ancora progetti di impianti pericolosi in una città già violentata, che ha pagato e sta pagando con vita umane le scelte scellerate di imprenditori senza scrupoli.

Questa città è diventata “un paradiso” per gli speculatori e “un inferno” per la popolazione.

Non possiamo e non dobbiamo rimanere in silenzio. Uniamoci per difenderla da chiunque la minacci. Solo con l’unione e la partecipazione potremmo lasciare ai nostri figli una “casa” e un futuro sicuri.