Gli angeli degli ospedali: l’Associazione AVO

Il Natale è ormai alle porte e la corsa ai regali è una delle costanti priorità di molti. Ci sono, però, persone che non hanno bisogno di cose materiali, ma di affetto, di una parola di conforto, di un sorriso che viene dal cuore. Sono i malati, quelli che sono costretti a passare il proprio tempo rinchiusi in una stanza d’ospedale, guardando la televisione, ma il più delle volte il loro unico schermo è il soffitto d’una stanza fredda e angusta in cui il tempo pare non trascorra mai. A volte hanno la sfortuna di essere soli, di non aver nessuno che faccia loro visita, oppure di averlo ma di essere trascurati, perché questo qualcuno si dice “troppo impegnato” e quindi di non aver tempo di far visita ad un congiunto ammalato. Ma forse non è tanto il tempo che manca, è il cuore. Sì, perché ci sono angeli che hanno scelto di mettere a disposizione il proprio tempo e la propria ricchezza interiore agli infermi. Sono i volontari dell’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri).
Nata a Milano nel 1975, grazie alla sensibilità di un medico, il prof. Erminio Longhini, primario pneumologo dell’Ospedale di Sesto S. Giovanni, Presidente onorario, scomparso lo scorso quattro novembre. Egli aveva notato che negli ospedali c’era una forte mancanza, quella di persone che si prendessero cura dell'”essere umano” in quanto tale, e delle sue esigenze, al di là delle cure mediche.
Questa mancanza presto iniziò ad essere colmata, grazie ad un primo gruppo di persone di buona volontà, che crebbe sempre di più fino a diventare una vera e propria Associazione, che in pochi anni raggiunse anche l’Italia meridionale. Attuale presidente della FederAvo è Massimo Silumbra.
L’AVO in Campania nasce nel 1980. I Volontari AVO in Italia, che ogni anno seguono un corso di formazione, oggi sono 25476, distribuiti in 240 sezioni sparse su tutto il territorio nazionale.

L’AVO a Caserta nacque nel 1987. Il Sig. Pasquale fa parte dei 200 volontari in servizio in 19 reparti dell’ospedale cittadino.
Insegnante in pensione, si dedica con passione e devozione a quella che per lui è una vera e propria missione, insieme alla moglie Maria.

Signor Pasquale, Come ha conosciuto l’AVO?
Non avevo mai sentito parlare di questa associazione, in verità.
Qualche anno fa, in una domenica come tante altre, ero a messa insieme a mia moglie. Prima che iniziasse la celebrazione, una signora ci si avvicinò sorridendo. Il suo volto era luminoso, ne fui colpito immediatamente.
Era una volontaria dell’AVO e ci propose di farne parte, spiegandoci tutto ciò che riguardava questa associazione. Partì tutto da quell’incontro magico.

Com’è il rapporto con gli ammalati?
Gli ammalati sono persone completamente sole e sofferenti e hanno bisogno di affetto, di vicinanza fisica e morale. Quello che a loro fa stare bene è una parola di conforto, un gesto gentile, un sorriso, ma anche qualcuno che stia loro accanto semplicemente ascoltandoli.

Cosa vi ha colpito di più in questi anni?
Le soddisfazioni che riceviamo noi volontari sono tante, ma tra le cose che posso dirle è che il rapporto tra noi e l’ammalato è una sorta di scambio: noi diamo loro il nostro tempo, ma i loro occhi che si illuminano e che ci guardano felici ci resistuisce molto di più. E’un’emozione che non si può descrivere a parole.
In occasione delle festività natalizie, portiamo loro dei piccoli omaggi; tra le tante cose che mi hanno colpito c’è anche il fatto che ci chiedano il prezzo, come se lo considerassero un servizio offerto loro a pagamento.
Basta questo a far riflettere su tante cose, tra cui il fatto che non si concepisca più l’offrire gratuitamente, e il ricevere senza per forza dover ricambiare con qualcosa di materiale.

di Teresa Lanna

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.