Aversa (CE) – Lo sviluppo in analogico è ancora attuale

Uno studio bianco con ampie vetrate, le pellicole sparse un po’ ovunque, il fascino ermetico della camera oscura, questo è Artigianato Fotografico: un nuovo studio fotografico, sito ad Aversa. Tonia Capriello, la padrona di casa ci accoglie facendoci sedere nel suo “giardino”: un piccolo tavolinetto di legno, con sopra delle piante, posto opportunamente vicino alla vetrata. Mentre chiacchieriamo della sua attività, Tonia ci dice: «Tutte le attrezzature che vedete qui sono utilizzabili, chiunque le può adoperare per sviluppare il proprio rullino». Se non l’avete mai fatto, niente paura, Tonia vi guiderà in questo processo.

Una volta entrati nella camera oscura osserviamo le pellicole stese ad asciugare, le vasche pronte ad accogliere diversi liquidi per la fase di sviluppo, l’ingranditore. In un piccolo ambiente con un lavello sono riposti i chimici e le bobine. Tonia ci spiega che le prime fasi dello sviluppo devono avvenire totalmente al buio: «La luce brucerebbe la pellicola. Bisogna infilare il rullino negli spazi sui bordi della bobina e avvolgerlo. Ci proviamo, ma al buio non è facile. Mentre siamo impegnati nella nostra attività, Tonia ci confessa: amo passare delle ore qui al buio, lascio fuori il cellulare e la fretta quotidiana. Se c’è una cosa che la fotografia analogica richiede è la calma. Quando si sviluppa non si può correre e quando si scatta non è possibile vedere subito il risultato. Io lavoro anche in digitale, ma non è la stessa cosa: manca quella curiosità. Inoltre le immagini ottenute con l’analogico sono qualitativamente migliori rispetto al digitale».

Aversa, Artigianto Fotografico

Chiediamo a Tonia come si sia avvicinata a questo tipo di fotografia e perché a scelto di aprire la sua attività. «Sono una web designer, ma mi è sempre piaciuto fare foto. Sono nata con l’analogico poi, successivamente, è arrivato il digitale. Non mi sono mai allontanata da questo tipo di fotografia. La vita è breve, di solito siamo abituati a rimandare i nostri desideri, i nostri sogni, dicendo si, si, magari lo farò un giorno o lo farò domani, raramente si pensa che quel domani potrebbe non arrivare. Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di fare qualcosa per me. Sono consapevole di aver corso un rischio, che un attività del genere potrebbe non andare, ma ho dato vita a quello che desideravo e per il resto speriamo».

Infine ci incuriosisce sapere quali difficoltà debba affrontare e quali sono i suoi obiettivi futuri. «Sicuramente il posto è ancora poco conosciuto e purtroppo alcuni, credendo che questa sia un’attività elitaria, sono un po’ timorosi nel contattarmi o nel venirmi a trovare, ma non lo è. Voglio che questo posto sia, e rimanga, un luogo aperto, di scambio, dove chiunque ama la fotografia, ma anche le altre arti, possa venire, proporre le sue idee, lavorare o semplicemente curiosare».

di Grazia Martin

About Grazia Martin

Studente presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della Seconda Università degli Studi di Napoli. In precedenza ha fatto parte della redazione di un'altra testata online. Personalità poliedrica, dai molteplici interessi, ha cominciato a scrivere da giovanissima ricevendo anche diversi riconoscimenti, è appassionata di musica; si occupa di musealizzazione delle strutture ex manicomiali e di turismo for all. Guarda con notevole interesse alla storia e alle attuali vicende della città d'Aversa. Per contatti: martin.grazia@hotmail.it