Aversa. Il Complesso Monumentale della Maddalena

Primo manicomio in Italia, questa struttura nacque nel 1813 col nome di Real Case dei Matti fondato per volere del re di Napoli, Gioacchino Murat. A questi plessi si aggiungono ampi spazi verdi con piante autoctone che ne fanno il più esteso polmone verde di tutto l’Agro-Aversano. La Maddalena: per molto tempo luogo di sofferenza, di detenzione psichiatrica, di contenzione. Poi la dismissione, carica di attese, che ha evidenziato l’incapacità di trasformarlo da luogo di degrado a luogo di benessere, cultura e arte. Ha invece suggellato l’abbandono, ha tacitamente permesso il vandalismo. Oggi La Maddalena è dimenticata. Per questo motivo il “Coordinamento per La Maddalena che Vorrei” ha intrapreso un percorso condiviso e tenace che mira a restituire ai cittadini questi spazi riscattandoli nelle forme che ne rispettino il valore storico culturale, con l’intento di trasformare la Maddalena in un laboratorio di esperienze, dedicato alla condivisione di saperi e di scambi culturali per tutto il tessuto sociale. L’Ospedale psichiatrico, insieme alla Chiesa e al convento della Maddalena con il suo spazio verde è l’ennesima occasione mancata per la città di Aversa di godere di una testimonianza artistica e culturale, di un’interessante opera architettonica. Elemento propositivo d’azione questo, riproposto in primo piano dalla nuova amministrazione con il neo sindaco aversano Enrico De Cristofaro che afferma: “sarà la tutela, la cura e l’implementazione dei polmoni verdi e dei giardini urbani, riprendendo anche la buona pratica della piantumazione di un albero per ogni nuovo nato residente nel territorio del Comune la strada da perseguire, l’Ex-Maddalena, l’Ex-OPG, il Complesso del Carmine, tutte queste insule messe assieme potranno dare luogo ad un Parco Urbano”. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia (proverbio africano).

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