Arteterapia: cos’è, come e dove si svolge

Arteterapia

La parola alla psicologa Tiziana Teperino

Arteterapia: una parola così semplice, eppure, al contempo, un campo così complesso, misconosciuto, che regala ampi benefici a chi ne fa esperienza. Abbiamo avuto modo di approfondire questa disciplina grazie alla Dott.ssa Tiziana Teperino, psicologa napoletana.

Cos’è l’arteterapia?
«Spesso mi fanno questa domanda e non ti nascondo che ho sempre una certa difficoltà a trovare le parole giuste per spiegarlo. L’arteterapia è un’esperienza, che consiste nel conoscersi e raccontarsi, in maniera unica e libera da giudizi e schemi, attraverso il linguaggio artistico (musica, fotografia, pittura, danza). Mi preme anche sottolineare cosa NON è arteterapia. Innanzitutto non lo è colorare un album acquistato in edicola. Può essere rilassante e divertente, ma perchè si possa parlare di arteterapia è necessario essere guidati da una persona adeguatamente preparata (ndr: esistono corsi specifici che rilasciano il diploma di arteterapeuta ed è una professione regolamentata da norme europee). E qui mi collego al secondo punto: arteterapia NON è ricreazione, dare colori e fogli a delle persone e lasciarle disegnare per qualche ora. Si può parlare di attività ricreativa, che sicuramente ha un grande valore espressivo, ma che implica la preparazione di un setting adeguato, l’individuazione di obiettivi da raggiungere con determinate modalità e la restituzione di quanto emerso».

Quando ti sei avvicinata per la prima volta a questo percorso?
«É stato un incontro casuale, circa otto anni fa. Ho iniziato per curiosità, seguendo un corso sulle tecniche di fototerapia e fotografia terapeutica e ho proseguito poi con il tirocinio annuale post lauream presso un’associazione che si occupa appunto di arteterapia, fino a prendere la decisione di iscrivermi ad un corso di formazione e di fare di questa passione il mio lavoro. Nel mezzo ci sono stati tanti workshop, seminari e incontri preziosi per la mia formazione».

Come si svolge?
«L’arteterapia può essere praticata in incontri di gruppo o durante consulenze individuali. Non c’è uno schema prestabilito, si può partire da situazioni ed emozioni che portano i partecipanti, oppure proporre una tematica specifica. Indispensabile per iniziare è stabilire una relazione di fiducia tra il conduttore e i partecipanti e tra le varie persone presenti. Quel che accade in un laboratorio è reso possibile dal sentirsi in un ambiente protetto, dove l’altro non è giudicato, bensì accolto e rispettato. Il fulcro del lavoro è ovviamente il processo creativo che si attiva grazie alle esperienze proposte e che permette di trasformare, cioè di dare una forma nuova e visibile ai vissuti, così da poterli elaborare per  acquisire nuove consapevolezze».

È aperto a tutti?
«Certo. Non ci sono limiti d’età e non è necessario avere particolari abilità per praticare l’arteterapia. Spesso viene utilizzata in contesti riabilitativi, con pazienti psichiatrici o con disabilità fisiche e cognitive. Se però allarghiamo il concetto di benessere e lo consideriamo non solo come assenza di malattia, ma soprattutto come uno stato di equilibrio e di armonia tra ciò che siamo, pensiamo e facciamo, allora ci rendiamo conto che avere uno spazio ed un tempo per ascoltarci è un nutrimento che arricchisce tutti».

di Teresa Lanna

Tratto da Informare n° 165 Gennaio 2017

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.