Appello alla cultura per salvare il patrimonio storico civile di Caserta

downloaddownload (1)Il crollo di una parte del tetto della Reggia Vanvitelliana di Caserta è solo l’ultimo episiodio della allarmante situazione di degrado e di abbandono in cui versano tanti beni prestigiosi del nostro patrimonio storico e culturale. Negli ultimi anni si sono registrati tanti altri episodi e crolli nella stessa Reggia. Purtroppo negli anni la lista degli scempi e del degrado si allunga sempre di più, con il dissesto idrogeologico delle cave, che stanno divorando le Colline Tifatine ed il massacro del paesaggio urbano della conurbazione casertana. Lo splendido borgo medioevale di Casertavecchia (uno dei più belli in Italia) deperisce nell’incuria totale. Il Belvedere di S. Leucio (un altro tesoro patrimonio Unesco dell’umanità) non riesce ad avere una degna destinazione di uso, se non per qualche evento, spesso di gusto effimero. La nuova grande biblioteca civica “Ruggiero”, da poco riaperta al pubblico, non riesce a diventare un centro di socialità e crescita di cittadinanza (come direbbe Antonella Agnoli). I vari giardini borbonici, il grande parco del Macrico da decenni  chiusi al pubblico. E si potrebbe continuare il triste elenco con tanti altri esempi.

E tutto questo avviene in modo assurdo proprio nel momento in cui su questi beni sono stati paracadutati dall’alto alcuni eventi del Forum delle Culture, senza alcuno coinvolgimento e partecipazione della comunità cittadina. Per l’opinione pubblica è uno spettacolo di poca coerenza vedere l’impiego di tanti finanziamenti – si parla di oltre E. 300mila per manifestazioni (spesso solo effimere), in una  città che continua a fare i conti con un pesante dissesto finanziario.

Le Piazze del sapere – insieme a tante altre associazioni – da tempo si battono  per una visione diversa: la cultura ed il sapere per essere realmente fattori di coesione sociale e di sviluppo del territorio devono poter far leva sulla partecipazione consapevole e competente, devono essere in grado di suscitare nuovi spazi di creatività e di cittadinanza democratica (come sostiene Tomaso Montanari nel suo bel libro “Istruzioni per l’uso del futuro”, che di recente è stato presente  alla Feltrinelli).

Da tempo lavoriamo su un progetto che abbiamo avanzato all’assessore F. De Negri per indicare un percorso virtuoso con cui animare la grande Biblioteca Civica Ruggiero ed il Chiostro di Sant’Agostino come centri di vita sociale e di conoscenza per la nostra città. A tal fine ribadiamo ancora una volta la richiesta di attivare  un Osservatorio cittadino della cultura per valorizzare i beni comuni, con il contributo delle principali associazioni attive sul territorio e dei talenti di cui è ricca la città. In questo modo si può realizzare un principio di vera sussidiarietà, di collaborazione e partecipazione consapevole, di cittadinanza attiva, con cui fare fronte anche alle difficoltà economiche, per animare i luoghi del sapere e della conoscenza come centri di vera socialità e di creatività. Ma da questo orecchio il sindaco fa finta di non sentire.

Per questi motivi lanciamo un appello accorato al mondo della cultura per aiutarci a sostenere questa battaglia di civiltà, per salvare il ricco patrimonio di beni comuni dall’incuria e dall’abbandono in cui viene lasciato dalla politica e dalle istituzioni locali (molto spesso colluse con la criminalità).

Prime Adesioni

Pasquale Iorio,           Coordinatore Le Piazze del sapere

Antonella Agnoli,        Esperta di biblioteche, saggista

Carlo De Michele,      Pubblicista

Renata De Lorenzo,    Storica, Università Federico II di Napoli

Maria Rosaria Iacono, Italia Nostra 

Nicola Melone,           Dipartimento di Matematica, SUN

Tomaso Montanari, Storico dell’Arte ,Università Federico II

Sergio Vellante,          Dipartimento di Ingegneria, SUN

Giuseppe Ventriglia, AIF Campania

Caserta, 9 maggio 2014