L’artista Antonio Nocera, un’eccellenza napoletana nel mondo

Antonio Nocera

La carriera di Antonio Nocera, noto pittore, scenografo e scultore nativo di Caivano, comincia proprio a Napoli, dove l’artista si forma frequentando l’Accademia delle Belle Arti e apprendendo i diversi metodi di lavorazione del cuoio, della ceramica e di tutte le tecniche di stampa per continuare la formazione nell’ambiente artistico di Brera e dei Navigli a Milano dove Nocera si trasferisce poco dopo. Attualmente è un artista dalle mille sfaccettature e famoso in tutto il mondo come testimoniano le recensioni di grande livello che si riferiscono alle sue opere. Le tematiche che predilige sono perlopiù fiabesche perché l’artista, partendo dall’immaginazione, dai protagonisti delle fiabe e dal gioco, si interessa soprattutto delle problematiche attuali più dolorose e difficili e che persistono al di là del tempo e delle circostanze. Alcuni tra i personaggi delle fiabe che ha più a cuore sono “Pulcinella e “Pinocchio”.
«Pulcinella è un elemento di ricollegamento alla mia città. Circa 40 anni fa ho ideato una mostra che si chiamava “Pulcinella scende in piazza” e che trattava di tutti i problemi sociali che ci sono e che si riscontrano tuttora nella nostra realtà. Mentre Pinocchio lo ricollego maggiormente al tema delle favole. In merito ho realizzato un ciclo di opere ispirate alle favole nel carcere minorile di San Michele a Roma chiamato “C’era una volta” dove in tutte le celle dei ragazzi venivano inserite le mie opere. In questo modo ho trasformato un luogo di sofferenza in un luogo di divertimento».

Antonio Nocera
Antonio Nocera

A testimoniare la sua importanza a livello internazionale è la mostra che nel 1989 tenne presso il Parlamento europeo di Strasburgo e poi a Roma con il patrocinio dell’ambasciata di Francia in occasione del Bicentenario della Rivoluzione francese. Nocera ama definirsi un “animale da studio”, sempre pronto a lavorare, a conoscere e a scoprire. Attualmente ha deciso di ritornare nel suo paese natale dove ha costituito un archivio storico e dove ha intenzione di restare. Un altro tema che predilige è quello dell’immigrazione utilizzato per rappresentare la sofferenza e la povertà che, purtroppo, ancora caratterizzano la vita dell’uomo contemporaneo.
«È un tema a cui mi dedico da più di 20 anni su cui ho incentrato una delle più importanti mostre che ho fatto a Roma ai Fori Imperiali che si chiamava “Oltre il nido” dove attraverso la simbologia degli uccellini descrivevo sia il viaggio dei nostri concittadini che partivano per l’America e sia quello dei poveri che arrivano su barconi in pessime condizioni».
Nel contempo, fino al prossimo 15 settembre presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia è possibile osservare e visitare la mostra di sculture femminili in bronzo dalle cui teste partono agglomerati di farfalle realizzata dal maestro. È una rappresentazione metaforica che ha l’obiettivo di stimolare l’abbandono dell’indifferenza, la sussidiarietà e il supporto reciproco. Antonio Nocera non solo ha fatto della propria passione la propria vita, ma è riuscito anche a contribuire attraverso le sue opere e le sue produzioni al combattimento delle problematiche sociali associando l’arte, la pittura e la scultura ad iniziative di solidarietà sociale. È il fiore all’occhiello della nostra regione e dei nostri territori che non smettono mai di sfornare menti intelligenti e feconde ma che quasi sempre commettono l’errore di non saperle valorizzare. «Per fare il pittore mi sono beccato le ingiurie di molte persone. Io avevo questa passione, questo so fare, questo voglio fare e questo farò».

di Mara Parretta

Tratto da Informare n° 171 Luglio 2017