Antonio Giordano – “I cittadini devono conoscere la verità”!

Antonio Giordano – “I cittadini devono conoscere la verità”!

2013_05_17 Italian Ambassador visits Sbarro
Italian Ambassador visits Sbarro


Antonio Giordano
, l’illustre scienziato napoletano, studioso della terra dei veleni, recentemente premiato a New York, nel 1993 individua e clona l’oncosoppressore RB2/p130, il gene che nel ciclo cellulare controlla la corretta replicazione del DNA prevenendo l’insorgenza del cancro.

E’ probabile però – riferisce lo scienziato – che l’origine del cancro non sia dovuta solo alla mutazione del DNA ma dipenda anche da modificazioni epigenetiche determinate da agenti fisici o da sostanze chimiche tossiche con le quali veniamo a contatto.

Non sono un epidemiologo ma ho osservato un aumento di patologie in Campania ed ho ripreso un lavoro fatto da mio padre”.

Giovan Giacomo Giordano, padre di Antonio, anch’egli oncologo e ricercatore internazionale, nel 1976 fu l’autore della prima mappatura dei veleni in Campania, precursore quindi della Terra dei Fuochi.  Insieme alla sua equipe di ricercatori, oltre 40 anni fa dimostrò l’incidenza delle neoplasie nelle industrie chimiche sul territorio della provincia di Napoli e della Campania. Una ricerca che gli costò la rimozione dal suo incarico di Direttore scientifico del Pascale.

“Ho intuito – prosegue  Giordano – che mancava una raccolta dati, si moriva ma non si sapeva perché. Le istituzioni erano refrattarie a fornire i dati. Ho trovato un sistema chiuso che non rifletteva la situazione della salute dei cittadini. Iniziai a prendere in considerazione i tumori della mammella e notai che vi erano 40.000 casi non intercettati nei registri dei tumori. Il lavoro scientifico fece scalpore. Iniziai a riferire i dati alle varie associazioni attive sul territorio. Adesso la gente sa che il contatto con certi agenti può trasformarle la vita. Oggi l’Istituto della Sanità è quasi costretto a venir fuori con i suoi dati.

Uno stile di vita errato può essere solo uno dei fattori di rischio ma non l’unico. Lo Stato deve finanziare la ricerca scientifica ma non la deve condizionare altrimenti non si conoscerà mai la verità. Bisogna aumentare il livello di conoscenza e dare le informazioni giuste. Bisogna individuare i fattori di rischio ed eliminarli orientando la politica sanitaria in tal senso”.

Secondo l’OMS il 24% delle malattie è dovuta all’esposizione a fattori ambientali. Questo significa che una morte su quattro, quindi, è determinata dai fattori di rischio nel luogo dove si vive o si lavora.

Quando si parla di patologia in tema ambientale, spesso di pensa solo alle neoplasie quando invece anche infarti, ictus, malattie respiratorie e neurologiche possono essere dovute a fattori ambientali. Le sostanze tossiche possono venire a contatto con l’uomo attraverso l’inalazione, l’ingestione o la penetrazione attraverso la pelle. Il loro effetto è subdolo in quanto non hanno un effetto immediato per questo motivo è fondamentale innalzare il livello di conoscenza”.

Le sostanze cancerogene sono di tre tipi: quelle il cui effetto cancerogeno è noto, quello che si dovrebbero considerare cancerogene e quelle di cui si sospetta un possibile effetto cancerogeno.

“Deve vigere sempre il principio di prevenzione secondo cui, una sostanza, anche se c’è solo il sospetto che possa essere nociva, non deve venire a contatto con l’uomo. I pesticidi ne sono un esempio. Essi stanno determinando un dibattito molto acceso nella politica agricola comune europea  ma fino a quando non verrà provata la loro tossicità o meno, bisogna ridurre la loro dipendenza e quindi anche il carico chimico e ambientale che ne consegue”.

Come tutelare la nostra salute?

“L’esposizione continua a sostanze nocive determina un bioaccumulo di quelle che non vengono eliminate naturalmente dal nostro corpo. E man mano che si sale nella catena alimentare il fenomeno si amplifica.

Molte di queste sostanze sono volatili, cioè le troviamo nell’aria, altre le troviamo in molti prodotti che utilizziamo per la pulizia della casa o per la cura delle piante o anche per la cura personale.

Bisogna imparare a tutelare la propria salute già in periodo prenatale coinvolgendo le istituzioni ed i propri medici. Promuovere l’agricoltura biologica, acquistando prodotti di stagione da piccoli coltivatori, quindi  con filiera corta, effettuare una verifica periodica dell’acqua. Preferire alimenti poveri di additivi. Sostituire i prodotti chimici per la cura della casa, delle piante e della persona con prodotti naturali.

Ma bisogna soprattutto eliminare il danno che un accordo scellerato tra politica, industria e una certa classe medica ha perpetrato a danno dei cittadini. Una parte di camici bianchi, pur di portare voti non ha fatto il proprio lavoro, occultando la verità”.

Questa denuncia è potuta venir fuori grazie ad un lavoro indipendente americano mentre era compito delle istituzioni ufficiali scoprire questo vaso di Pandora.

Grazie a questo modello di denuncia adesso i cittadini iniziano ad essere informati e protestano.

“Bisogna investire nella ricerca scientifica per la tutela dei cittadini, evitando sprechi. Personalmente vedo un enorme spreco di risorse economiche la rimozione delle ecoballe in quanto le stesse ormai, avendo già rilasciato il percolato, il danno lo hanno già prodotto da tempo per cui trasformerei le stesse in un grande monumento per i caduti della Terra dei Fuochi”.

 

Mina Iazzetta

Info: minaiazzetta@libero.it