Antichità Scippa, il mestiere dell’antiquario

Antichita Scippa- Mario Scippa

L’architetto Mario Scippa, esperto antiquario e gestore della galleria d’arte e di antiquariato Antichità Scippa sita a Napoli, che ci ha fatto percorrere un interessante viaggio alla scoperta di un antico mestiere ricco di storia e di segreti.

Come si è avvicinato all’arte dell’antiquariato?
«Veri antiquari non si diventa, si nasce! Nel senso che è un mestiere che si tramanda per generazioni. Io e mio fratello Gennaro siamo la terza generazione a portare avanti Antichità Scippa. Nessuna scuola, accademia o libro può dare ciò che dà l’esperienza e la conoscenza tramandata da padre in figlio».

Di cosa  si occupa nello specifico un antiquario?
«La sua abilità è rintracciare e proporre bellezza. Amo l’antiquario come quello di una volta, una personalità che dal passato cerca oggetti di arte e di uso comune che esprimono bellezza. Il vero antiquario compra per se stesso, non segue le mode e non pensa mai alla potenziale clientela».

Da Antichità Scippa nasce poi anche il vostro salotto letterario.
«È l’incontro tra il mondo degli oggetti e il mondo delle idee. Ho cercato di rendere vivo il tempo morto che è l’attesa del cliente in galleria e ho pensato di ospitare nella mia galleria eventi culturali, dove poter avere un libero confronto tra scrittori, poeti, fotografi e artisti in genere. Diciamo che ho riproposto in chiave moderna ciò che spontaneamente si svolgeva nelle vecchie botteghe antiquarie a Napoli facendo appunto salotto».

Lei tiene personalmente delle lezioni di antiquariato. Qual è l’obiettivo di questo corso?
«In questo ciclo di lezioni, che riprenderanno proprio a gennaio, si vogliono leggere i linguaggi che si sono succeduti nei secoli nel mondo della realizzazione degli oggetti di uso comune. Le lezioni sono rivolte a chiunque abbia interesse per il mondo dell’antico e per gli amanti delle arti e sarà possibile  approfondire il mondo dell’antiquariato da un punto di vista diverso da quello accademico».

Lei è presente da anni anche sul web: da facebook a youtube, quanto conta oggi essere on-line?
«A livello comunicativo viviamo oggi in una fase di transizione e il modo di comunicare tra le persone si sta completamente trasformando. Con l’avvento del web si sono trasformati i linguaggi per comunicare idee, offerte commerciali, riflessioni, relazioni umane. Oggi essere presenti in rete per la nostra attività è come una naturale evoluzione di quell’antico concetto di salotto che si svolgeva nella bottega dell’antiquario».

Oggi è possibile pensare di proseguire con questi mestieri e tradizioni o sono, secondo lei, destinati a scomparire nel tempo?
«Le rispondo con quello che era il punto di vista del mio maestro: “al mondo c’è sempre metà mondo che vende e metà che compra e sempre ci sarà, l’antiquario si trova al centro di questo movimento di oggetti”. Ciò ci fa capire che questo è un mestiere che non potrà mai finire, si evolve come si evolvono le civiltà, ma ci sarà sempre un’attenzione al passato».

di Melissa De Pasquale
melissadepasquale@libero.it

Tratto da Informare n° 165 Gennaio 2017

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