Animal Care EXPO 2015: Intervista alla dott.ssa Dorothea Friz

La più grande organizzazione protezionistica del mondo, la HUMANE SOCIETY OF THE UNITED STATES (HSUS), ha scelto questa volta New Orleans per ospitare il suo annuale maxi corso di aggiornamento professionale. Un vero e proprio EXPO sugli animali che coinvolge oltre 2000 partecipanti, tra veterinari professionisti e volontari provenienti da tutto il mondo, che si sono riuniti dal 30 marzo al 2 aprile 2015 per usufruire di una vasta offerta formativa che copriva tutti gli aspetti di temi relativi al benessere degli animali, alla medicina veterinaria, ai rifugi per animali ed alla loro gestione, all’adozione di animali, al fundraising ed a molto altro. Tra i vari interventi, quello della dott.ssa Dorothea Friz, veterinaria tedesca della LEGA PRO ANIMALE che svolge la sua professione con diligenza ed impegno nel Sud Italia, ha mostrato, tra le altre cose, come metodi quali la castrazione e l’identificazione/registrazione dei cani e dei gatti possano ridurre in modo permanente il numero degli animali e tutelare la loro sicurezza e quella pubblica.

Qual è stata l’offerta formativa? Quali i temi trattati?
Dalla gestione dei canili al problema del randagismo; si è discusso della sanità e della sicurezza pubblica e di come debbono essere salvaguardate per prime e, soprattutto, come si determina il numero degli animali in una popolazione, un fattore importante per trovare i metodi corretti per risolvere il problema.

Sono stati proposti nuovi metodi per risolvere il problema del randagismo?
I metodi più importanti e diffusi restano comunque la sterilizzazione e il controllo sui cani patronali. La cosa interessante è vedere come altri Paesi si misurano con questo problema. È emerso che in Bali il 98% di cani per strada ha un padrone. A titolo d’esempio, da Paesi come l’India, le Mauritius, Puerto Rico, Costa Rica e Bhutan sono stati presentati problemi differenti ed è stato illustrato come essi vengono risolti.

Gli altri Paesi come gestiscono il randagismo?
Un pomeriggio è stato proprio dedicato alle legislazioni dei diversi Paesi, alla discussione su come politici e autorità possano essere convinti ad iniziare una efficace gestione degli animali di strada. Un dato certo è che con la cattura e con l’uccisione o/e il ricovero in canili degli animali non si riesce né a far diminuire il numero complessivo in una popolazione né ad sradicare malattie come la rabbia, che sono mortali per l’uomo. C’era un’unica opinione internazionale, condivisa all’unanimità, di come si debba combattere il problema del randagismo soltanto e unicamente attraverso il ricorso a misure di prevenzione come la formazione professionale del personale e l’informazione della cittadinanza, l’identificazione e la registrazione di tutti i cani e di tutti i gatti e inoltre il controllo delle nascite.

Qual è la situazione in Italia?
Ci vuole più collaborazione da parte delle Istituzioni. I Comuni devono capire che i fondi stanziati per i canili possono, invece, essere sfruttati per la sterilizzazione dei cani patronali. Solo in questo modo possiamo avere una diminuzione del randagismo e un più attento controllo sulle nascite.

…e a Castel Volturno?
Ad agosto 2014, in seguito alle numerose richieste dei cittadini di Castel Volturno desiderosi di sterilizzare/castrare i propri cani e di combattere così il problema del randagismo, la Lega Pro Animale ha contattato l’organizzazione anglosassone Dogs Trust, presentando un progetto che rispondesse alle esigenze dei cittadini, che il Comune di Castel Volturno non era in grado di soddisfare. L’organizzazione Dogs Trust, concorde nell’identificare la causa del randagismo locale nella presenza sul territorio di cani padronali non sterilizzati/castrati, ha accettato di finanziare il progetto della Lega Pro Animale. Così, grazie a tale cooperazione, è stato possibile offrire ai cittadini di Castel Volturno la sterilizzazione/castrazione gratuita del proprio cane regolarmente iscritto all’anagrafe canina e identificato con un microchip. Il progetto, svolto tra febbraio e maggio 2015, ha coinvolto complessivamente 65 cani. Con questo progetto si è innanzitutto riusciti a garantire una migliore qualità della vita ai cani delle famiglie di Castel Volturno che hanno aderito. In secondo luogo, si è contribuito a ridurre il problema del randagismo evitando che i cani padronali, spesso liberi di vagare sul territorio, accoppiandosi con altri cani vaganti potessero generare cuccioli destinati a morire oppure a vivere perennemente in strada o in canile, con spese enormi per la comunità.

Ada Marcella Panetta
foto di Valentina Panetta