Angelo Abate, un musicista a 360°: orgoglio marcianisano

Angelo Abate, musicista di Marcianise (CE)

Un talento puro e innato, che ha accumulato successi dopo successi e non si è ancora fermato, un treno in piena corsa. È il maestro Angelo Abate, di Marcianise (CE), che abbiamo avuto il piacere di intervistare.

Come è iniziata questa passione per la musica?
«Già da piccolo mi divertivo a realizzare pianoforti con dei mattoncini e già immaginavo di suonare. Mio padre, vedendomi, mi regalò una tastiera e da lì iniziai a suonare delle melodie. La prima canzone che ho imparato è stata “Tu scendi dalle stelle”. A 7 anni ho iniziato a studiare musica e solfeggio e intanto suonavo in chiesa. A 14 anni decisi di intraprendere un serio studio del pianoforte. A 23 anni presi il diploma di musica classica presso il conservatorio “Domenico Cimarosa”di Avellino».

Ci racconti i progetti che lo hanno portato fino “ai piani alti”.
«Iniziai a far parte di un orchestra che girava per la Campania, da lì, incontrando anche personaggi di spicco, presi parte a progetti più “importanti”. Suonai insieme ad Eugenio Bennato, Edoardo De Crescenzo, Pietra Montecorvino. Quando iniziai a frequentare Roma, attraverso vari contatti, arrivai a prendere parte alla trasmissione “Io Canto”. Durante questa trasmissione ho suonato con artisti internazionali, e l’esperienza mi ha arricchito molto. Dopo ciò ho iniziato a fare tournée, con Marina Rei, Antonello Venditti, con cui ancora oggi collaboro».

Qual è il suo più grande successo?
«Suonare con Michael Bublè e Pino Daniele è stata una grande emozione. Un altro momento indimenticabile l’ho vissuto suonando con Michael Foster, uno dei più grandi produttori americani. In generale amo tutti i momenti in cui sono sul palco e ci sono tante persone ad ascoltare la mia musica».

Cosa si sente di consigliare ai giovani musicisti?
«Consiglio di avere un’infarinatura generale della musica, non trascurare nulla, poi specializzarsi nel campo in cui ci si sente più preparati e affascinati. Ognuno ha una propria sensazione della musica, ognuno si esprime in maniere differenti, io ad esempio prediligo il jazz, ma bisogna comunque conoscere a 360° le sfumature della musica. Altra cosa fondamentale è acquisire esperienza, suonando con tanta gente, che sia migliore o peggiore di te, perché così si impara sempre qualcosa. La musica è condividere, prendere e dare.  Infine, bisogna essere costanti. Associare talento e studio, permette di arrivare ad un livello eccellente, mentre il talento da solo porta ad essere mediocri».

di Flavia Trombetta

Tratto da Informare n° 168 Aprile 2017