Gli Angeli Guerrieri della Terra dei fuochi

MONDRAGONE – “Gli Angeli Guerrieri della Terra dei fuochi” sono tutte quelle vite prematuramente spezzate dal silenzioso biocidio che ha trasformato la Terra felix, una delle regioni più belle d’Italia in una zona altamente inquinata dove ormai la popolazione vive quotidianamente nel perenne timore di ammalarsi. Il libro del Prof. Amedeo CARAMANICA, presentato stasera al Salone PP. Francescani, a cura dell’Associazione TERRA MIA è stato partorito dall’emozione provata dallo stesso autore leggendo, attraverso la rete, le testimonianze delle mamme coraggio le quali ci lanciano un messaggio molto forte spronandoci a mettere da parte le lacrime per impegnarci a combattere con lucidità questa tragedia perché l’unico modo per vendicare questi Angeli è non stancarsi di denunciare fino a quando i diavoli che ci hanno condannato a questo dolore saranno assicurati alla giustizia, e fino a quando lo Stato inizia “seriamente” a bonificare i territori contaminati e “con coscienza” inizia un vero programma di prevenzione a tappeto finanziando una ricerca tesa a scoprire le correlazioni tra il danno ambientale e le patologie tumorali. La fantasia corre in aiuto dell’autore permettendogli attraverso un dettato dolce la narrazione dell’inferno della Terra dei fuochi, un inferno vero e reale come veri sono i luoghi narrati. Tutti i personaggi, ad eccezione del Parroco nel quale è facile scorgere la presenza di Don Maurizio Patriciello, sono invece frutto della fantasia. Eppure, purtroppo, narrano di situazioni reali, attraverso un “verosimile” di manzoniana memoria che tradisce l’impronta classica dell’autore il quale, consapevole che solo un ravvedimento di certi “Innominati” potrebbe portare ad un vero cambiamento di rotta, ha cercato tutti gli espedienti possibili, aggiungendo anche elementi propri del genere thriller per far sì che l’attenzione del lettore non calasse e per raggiungere un pubblico quanto più vasto possibile onde creare quel risveglio collettivo delle coscienze, passaggio fondamentale per poter risalire in superficie dall’abisso nel quale siamo precipitati. Il libro lascia spazio alla speranza perché quegli Angeli Guerrieri dall’alto dei cieli continuano a farci da guida per trovare la strada affinché  la nostra amata terra possa tornare un giorno ad essere nuovamente la terra felix, che non esista più la disoccupazione e quindi di conseguenza anche la criminalità sparisca.

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Per adesso però questo rimane il sogno e la speranza che mai dovranno abbandonarci ma a riportarci bruscamente alla realtà ci pensa Enzo TOSTI, portavoce della Rete di cittadinanza e comunità costituita in Terre dei fuochi, quel fiume in piena di cittadini che in questi anni ha spinto lo Stato a fare molti passi.

Perché lo Stato ha sempre saputo quello che accadeva nella nostra regione grazie ai tanti Angeli Guerrieri che in questi anni, per primi, hanno denunciato ma non sono stati creduti come Roberto MANCINI la cui inchiesta del 1993 è rimasta sepolta per oltre 20 anni nei cassetti delle varie procure, oppure  l’ inchiesta A-Delphi portata avanti dalla Procura di Napoli nel ‘92 che cerca di tirar fuori la verità e cioè che il problema non erano i rifiuti urbani ma l’indotto di un’economia malata che doveva speculare anche sui propri rifiuti. Il problema si conosceva benissimo anche quando nel 96-97 il nostro ex Presidente della Repubblica, Giorgio NAPOLITANO, all’epoca Ministro degli Interni  aveva secretato un’indagine condotta da Cafiero DE RAHO e Agostino CORDOVA.

Se oggi lo Stato ha desecretato quegli atti è anche grazie a questo fiume in piena. Ed è sempre grazie al coinvolgimento delle persone che in questi anni si sono innescati dei percorsi.

E’ del 2013 il decreto legge n. 136 sulla Terra dei fuochi che “seppur non sia esaustiva – spiega Enzo TOSTI –  ma, quanto  meno, legittima la tragedia della Terra dei fuochi che,  fino a qualche anno fa, era addirittura negata dalle istituzioni”.

Successivamente, nel 2015 c’è stata la legge n. 68 sugli eco-reati che “purtroppo – precisa ancora Enzo TOSTI – anche quella non risolverà il problema perché non è ancora  del tutto operativa ed inoltre non è retroattiva per cui in sostanza, anche se escono fuori i responsabili ,con quella legge non pagheranno”.

Spesso i Comitati e lo stesso Padre Maurizio vengono accusati di aver distrutto l’economia di questa regione. “E’ una cosa vergognosa ed inaccettabile – continua Enzo TOSTI – perché è solo grazie a noi se oggi è possibile gettare le basi per un’economia virtuosa”.

I comitati hanno indotto anche la Regione Campania a tirare fuori i valori di fondo dei terreni e delle nostre acque. “Se qualche giorno fa sono stati dissequestrati dei terreni a Caivano – prosegue Enzo Tosti – è perché si è innescato questo meccanismo. In quel periodo abbiamo detto subito che si stavano facendo dei sequestri impropri perché fino ad oggi gli unici parametri che avevamo erano quelli delle acque potabili e quelli delle aree verdi per cui le acque dei pozzi in Campania si misuravano sui parametri dell’acqua potabile e sappiamo bene tutti che questo non è possibile perché l’acqua potabile è una cosa differente dal pozzo in campagna e lo stesso vale per i parametri utilizzati per analizzare  i terreni che non potevano certamente essere quelli del verde pubblico. Noi abbiamo gridato che questa cosa non rendeva giustizia né all’agricoltura virtuosa né alla comunità”.

Il Decreto Legge n. 52 sulla difesa del suolo è del 2006, e in essa c’è l’art. 241 che doveva innescare questo meccanismo ma la Regione Campania ha impiegato ben 10 anni per tirare fuori i valori di riferimento e, se non ci fossero stato Padre Maurizio ed i Comitati che gridavano, i politici non si sarebbero mai seduti al tavolo per parlare con i tecnici e decidere cosa fare. “Non che abbiano fatto grandi cose ma nel frattempo si sta cercando di tirare fuori finalmente questi valori di fondo per i nostri terreni e per le nostre acque. Nel frattempo sappiamo che alcune zone dei terreni hanno dei tassi di inquinamento elevati dovuti a delle sostanze che sono state trovate così come sappiamo che in alcune aree le falde hanno subito un inquinamento antropico. Eppure la gente si continua a confondere. I Comitati hanno iniziato a gridare affinché venisse fuori la verità sulle condizioni della nostra terra, delle nostre acque, e del nostro territorio”.

Enzo tosti, l’inferno della terra dei fuochi lo vede e lo respira da vicino, ogni giorno. “Sì, noi abbiamo visto l’inferno! Quando si entra in un posto e si vede la terra che fuma ma non siamo su un vulcano ma fuma perché sotto ci sono i fanghi e le sostanze chimiche interrate da tempo quello non è un inferno? Noi questo inferno lo abbiamo visto in tante zone e da questo inferno vogliamo uscire e vogliamo che questa terra ritorni ad essere la Campania Felix di un tempo,  una terra che faceva quattro raccolti all’anno perché i terreni sono di origine vulcanica e perché le nostre acque sono ricche di alcuni elementi che hanno creato le eccellenze. Quello che è stato fatto in questa terra in maniera scellerata ha distrutto la nostra economia eppure ancora oggi c’è una parte della stampa che invece di additare chi ha fatto tutto questo addita chi grida per salvare la propria terra. E’ indegna e vergognosa questa cosa.  Tanti di noi potevano scappare ma siamo rimasti qui per salvare la nostra terra”.

Nel delineare  un quadro preciso di questo inferno, Enzo TOSTI cerca di circoscrivere il momento preciso in cui la terra sotto ai nostri piedi si è aperta e siamo sprofondati in questo abisso.

”Siamo convinti che tutto questo è iniziato nella seconda metà degli anni ‘80 perché il terremoto è stato devastante sotto tutti gli aspetti, non solo ci sono stati migliaia di morti ma ha anche creato qualcosa di incredibilmente diabolico. In quei tempi qui sono arrivati soldi a fiume e la camorra si è organizzata immediatamente nell’ottica della ricostruzione.  Ricordo che in quel periodo nelle campagne del casertano, nell’agro aversano fino ad arrivare a Villa Literno ed anche nella zona a Nord di Napoli le campagne erano piene di buche. In quel periodo sono state create numerose cave perché bisognava tirare fuori la pozzolana per la ricostruzione ma c’erano anche delle cave naturali. L’affare del business dei rifiuti interrati è stato subito fiutato dalla camorra ma non è stato creato da essa bensì da un’industria malata che ha pensato di speculare  anche sul proprio rifiuto pericoloso e tossico ed ha proposto alla camorra questo business. Da questo momento in poi i rifiuti industriali non sono stati più conferiti  nelle discariche speciali per il trattamento ma sono andati a riempire tutte queste buche”.

L’inchiesta A-Delphi di cui abbiamo parlato sopra nasce infatti dalle dichiarazioni di un primo pentito, Nunzio PERRELLA, che parla di questo traffico e della massoneria e di Licio GELLI, il massone che rappresenta quest’indotto industriale malato. Sarà  Licio Gelli a fare questa proposta alla camorra che subito si organizza e da inizio a questo scempio e le nostre terre sono state nel loro ventre riempite di veleni.

Veniamo alla notizia dell’ultima ora. A Calvi Risorta oggi sta fumando, una delle discariche illegali, quella che un tempo era la Pozzi Ginori che, oltre a produrre sanitari, produceva anche mattonelle e quindi usava vernici. Quell’industria all’epoca contava 800 addetti e quella discarica era all’interno della fabbrica. Qualcuno vedeva quello che si faceva ma forse, in questo caso si parla esclusivamente degli operai, non si aveva la consapevolezza di che cosa si stesse facendo. Quando è stata scoperta è stata definita la discarica più grande d’Europa, si parlava di 2 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti “Noi eravamo lì con la Forestale. continua il portavoce della rete di Cittadinanza – E’ uscito il terreno rosso, ad un certo punto si tira fuori questa roba che al contatto con l’aria si cristallizza e c’era una puzza di benzene allucinante. Quella roba che è stata tirata fuori è rimasta lì ed è cronaca attuale che ,proprio in queste ore, in quegli scavi la terra sta fumando. Nell’agro caleno, nel giardino della Campania Felix la terra fuma e questo è gravissimo perché questa discarica è stata tirata fuori qualche anno fa e comunque la roba sta ancora lì. Perdonatemi, se questo non è inferno, l’inferno che cos’è?”.

A Maddaloni c’è poi il caso della Cava Monti dove,  la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha accertato che in questa cava, dove un tempo si estraeva il tufo, sono stati sversati 200 mila metri cubi di rifiuti chimici che hanno intercettato la falda. Oggi l’acqua della falda è dentro questi rifiuti. Nonostante la magistratura ha quindi portato a termine il suo compito, ha accertato ed interdetto 40 pozzi ed i terreni circostanti, la politica non si è ancora mossa e anche questa storia si è fermata qui.

La rete associativa di cui Enzo Tosti ne è il portavoce cerca di far luce sulla complessa situazione della Terra dei fuochi e lo fa partecipando per capire e vedere quello che succede nelle nostre terre ed è grazie a questa partecipazione che la rete è riuscita a bloccare degli appalti a Giugliano proprio in vista delle rimozione delle eco-balle dove una di queste società era rientrata nell’inchiesta Roma Capitale.

Ecco cosa significa partecipare.

“Per tutelare l’eccellenza dei nostri prodotti dobbiamo tirar fuori dove sta il  problema, chiudendo quella zona ed iniziando a riqualificarla attraverso la bonifica solo così riusciremo a  per salvare quello che oggi è ancora un’eccellenza”. Ne è fermamente convinta anche Miriam CORONGIU che, con amore e passione, coltiva la sua terra alle pendici del Vesuvio. Miram Corongiu, esponente del movimento “Decrescita felice”, nato nel 2007 in Italia e creato da persone e gruppi che si riconoscono nella teoria del libro di  Maurizio Pallante, quando un anno fa ha perso il lavoro ha fatto una scelta molto particolare. E’ tornata a lavorare nei campi. “Ho un pezzo di terra, sono una contadina e lo faccio con molto orgoglio perché l’agricoltura è uno dei comparti fondamentali della nostra regione la cui ricchezza è la bellezza. Il mio compito come contadina è preservare questa bellezza e difendere la biodiversità del paesaggio. Lavorare la terra è un lavoro duro ma è anche un lavoro molto pensato. Ho la fortuna di avere un terreno buono ma abbiamo fatto molto lavoro. La prima cosa che abbiamo capito è che dovevamo dire la verità perché chi non dice la verità sulla terra fa un danno anche a me che sono una contadina. Il movimento decrescita felice fa parte della rete di cittadinanza e noi questo chiediamo. La Decrescita felice è una filosofia molto articolata che chiede di essere responsabili ognuno nel proprio ruolo. Avevo la possibilità di trovarmi un altro lavoro ma non l’ho voluto fare perché ho scelto di prendermi il mio tempo nella mia regione, nella mia terra cercando di difendere quello che è ancora buono ed io ne sono un esempio ma come me ci sono tantissimi altri contadini che lavorano allo stesso modo e questa è una scelta di responsabilità. Ho messo insieme la ma terra con la Terra dei fuochi perché un contadino oggi deve difendere il proprio campo anche per strada, lo deve fare in piazza, nelle scuole e lo deve gridare alla gente. Dobbiamo prenderci cura del mondo ed è quello che fa la Decrescita proponendo stili di vita, alternativi cioè riducendo gli sprechi e guardando all’ambiente come a una casa comune. Non dovete sentirvi soli ed esclusi davanti ad un problema così grande. I problemi possiamo risolverli stando insieme e sviluppando una sensibilità ma è un lavoro che deve partire da noi perché ci vogliono molto ignoranti e disinteressati, molto fuori dalle loro stanze mentre questi spazi ci appartengono di diritto. Siate indipendenti nel pensiero, raccogliete queste occasioni di informazioni, solo così sarete liberi perché come dice Margaret Mead “Non dubitare mai che un gruppo di cittadini onesti e risoluti possa cambiare il mondo. È invece l’unico modo in cui ciò è sempre accaduto”.

La presentazione del libro del Prof. Amedeo CARAMANICA è stata quindi anche l’occasione per fare il punto della situazione odierna sulla questione Terra dei fuochi. L’unica strada percorribile per uscire da questo inferno è capire, conoscere e diffondere la verità, quella oggettiva, quella libera da condizionamenti di sorta. Non bisogna mai stancarsi di ricercare la verità né di divulgarla con la consapevolezza che la Campania non è la pecora nera dello Stivale ma, nonostante l’inferno sopra descritto, una parte della cittadinanza campana, quella parte che ha avuto il coraggio di denunciare, oggi rappresenta un modello da imitare rispetto alle tante Terre dei fuochi sparse sull’intero territorio nazionale dove i cittadini non hanno ancora trovato la forza ed il coraggio di denunciare.

Peccato che nessun politico a Mondragone abbia sentito la necessità di partecipare a questo  momento di crescita per il nostro territorio!

Di Girolama – Mina Iazzetta

Info: minaiazzetta@libero.it

 

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1 comments

Gentilissima Signora Mina, le sono infinitamente grato per il bellissimo articolo che ha scritto sulla mia ultima fatica, che veramente è nato dalle emozioni che io ho provato, leggendo in rete il mai rassegnato dolore di quelle mamme- coraggio, come la Signora Marzia e la Signora Di Vilio, ma anche la loro forza e il loro coraggio per rendere ” non più silenziosi” quei crimini che non solo i nostri maledetti malavitosi, ma anche, e forse soprattutto, i responsabili delle aziende del Nord e del Centro Italia, come ha detto Enzo Tosti, sapevano di quegli scarti velenosi e cancerogeni, che avrebbero portato morte e distruzione nelle nostre meravigliose zone agricole, e per oltre venti anni coloro che avrebbero dovuto controllare hanno ignorato. Ben vengano altri incontri di questo tipo che servano a fare il punto sulla situazione della Terra dei fuochi e pungolino le Istituzioni che, come lei ha rilevato, purtroppo anche in questa “occasione” a Mondragone erano assenti. Ma mai demordere, e io ho detto a Vincenzo Tosti, che se vogliono, sarò sempre al loro fianco. Comunque veramente grazie di cuore per il suo articolo e grazie anche al giornale, che come ho potuto vedere, è in primo piano a pungolare le Istituzioni.

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