Andrea Langiotti, dalla Lazio a manager di una barberia

Andrea Langiotti, all'interno della sua barberia ad Itri (LT)

“Andrea Langiotti, classe ’87, da cinque anni alla Lazio, alla ricerca di uno spazio tutto suo in questa Primavera così ricca di talenti. Anche mercoledì, con la Lazio che doveva fare a meno di dieci giocatori, è partito dalla panchina. Un punto di partenza scomodo per chi, come lui, è sempre stato abituato a giocare ed a segnare con la Lazio. Un punto di partenza che non gli ha impedito di dimostrare che, nel momento del bisogno, su di lui si può sempre contare”.

Così scriveva il Corriere dello Sport nel novembre 2004 su Andrea Langiotti, una giovane promessa della Lazio, il quale ha continuato a giocare a calcio, diventando professionista in serie C con la Viterbese e poi altre squadre, ma oggi a trent’anni è un manager in una barberia di Itri, piccolo centro in provincia di Latina.

Andrea Langiotti e Tommaso Morlando all'interno della Barberia Saccoccio ad Itri (LT)
Andrea Langiotti e Tommaso Morlando all’interno della Barberia Saccoccio ad Itri (LT)

La barberia è di Maurizio Saccoccio, eccellenza dell’hair stylist italiano, il quale per scelta di vita lavora ad Oslo. È dunque Andrea, l’attuale manager, un giovane con una lunga barba, ma curatissima e ben vestito a tema con tutto l’ambiente circostante. Emblema della altissimo livello professionale e della bravura di tutto lo staff, è l’unica poltrona che si trova, in modo tale da dare la massima attenzione ad un solo cliente. Un apprezzamento a questi giovani che si mettono in discussione, con caparbietà, costanza e sacrifici e partendo da un piccolo centro si impongono all’estero e creano lavoro sul territorio. Questa è la migliore Italia, quella che ha insegnato tantissime cose al mondo intero, con artisti e artigiani straordinari che non temono le sfide e recuperando antichi mestieri appresi nelle tante botteghe di cui ancora è ricco il nostro Paese, vincono le sfide del terzo millennio. Qualche politico potrebbe iniziare ad immaginare in che modo sostenere queste realtà che purtroppo trovano sempre più difficoltà a resistere in un’economia globale che non ha tradizioni e nè storia da conservare. Andrea, merita una nota a parte, anche lui è un esempio, nonostante sia arrivato al professionismo nel calcio, ha imparato un arte, che conduce in modo eccellente e che gli darà grandi soddisfazioni.

di Tommaso Morlando