Amarezza Napoli. Altro stop con l’Udinese: gli Azzurri pareggiano solo con le piccole. Callejon non basta, Reina sbaglia

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Discontinuità. Ormai è la parola chiave che sintetizza questa stagione azzurra. Alla trentaquattresima giornata ancora non si riesce a trovare un equilibrio psico-fisico che garantisca risultati e prestazioni positive. Certe defaillance tecnico-tattiche sono quasi ingiustificabili a 5 gare dalla fine della stagione, di cui una, la finale di Coppa Italia, è la più importante che servirà a dare un senso ad un andazzo di quest’annata spesso sfortunata ma fin troppo altalenante. Ottavo pareggio in campionato ed ennesimi punti persi su campi di squadre medio piccole.

L’assenza di Higuain pesa tantissimo. Zapata è impreciso, fa quel che può ma potrebbe anche fare molto di meglio. Insigne gioca, pure bene, tantissimi palloni ma è inammissibile sciupare certe occasioni che avrebbero potuto chiudere il match. Del primo tempo ci si può accontentare: discreto il ritmo di gara, buona più di un’azione e quel siluro di Callejon che s’insacca nella porta di Scuffet è micidiale. Inesistente il Napoli invece nel secondo tempo: il portiere friulano si riposa (tranne quel brivido di paura nel faccia a faccia con Insigne), l’Udinese alza il baricentro e si ritrova ad attaccare in superiorità, in velocità e in modo temerario. La rete di Bruno Fernades, che segnò anche all’andata, è frutto di un errore di Reina e l’occasione per l’Udinese di confermarsi bestia nera per il Napoli.

Insomma, altro stop e 2 punti gettati all’aria. Quest’anno il Napoli ha pareggiato solo con squadre di bassa classifica: Sassuolo, Udinese, Cagliari, Bologna, Chievo Verona, Genoa, Livorno. Ciò è sintomo di una squadra incapace di imporsi e manifestare la sua grandezza in partite, sulla carta, più abbordabili. Ma questa, purtroppo, è storia già risaputa…

Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!