Alzo gli occhi al cielo.

La Luna 03

 Alzo gli occhi al cielo. Stasera il velo blu della notte è ricoperto da migliaia di punti luminosi. Ed io, io mi sento piccola, minuscola, impotente dinanzi a tanta grandezza.  E come ogni sera penso a me, a cosa è oggi e a cosa sarà DOMANI…ecco domani, non ho nemmeno il coraggio di ripetere questa parola a voce alta. Sento un suono che mi riporta nel balcone di casa mia, è la voce di mia madre, che mi avverte che la cena è pronta. Arrivo, mi guarda e sorride, come sempre, come ogni giorno.. E mi viene da pensare che il suo sorriso sia l’unica cosa che mi da conforto, aiuto, coraggio… Sediamo a tavolta, e come per abitudine mio padre chiede a mio fratello, da due anni laureato in economia, se per caso è stata accettata quella domanda di assunzione. E lui, con sguardo sconfitto, scuote la testa, un NO freddo, che ricorda tutti i rifiuti che ha avuto dal giorno della sua laurea. E intanto io, che respiro quest’aria di senso di sconfitta, ritorno a pensare a me…

HO PAURA! Paura di non essere abbastanza per questa società, di non riuscire a prendermi, domani, l’indipendenza che cerco, paura di non realizzare i miei sogni, di non portare luce al mondo, di vivere la mia vita da spettatore, senza mai esserne protagonista!  Vivere nell’incertezza non è proprio il massimo delle aspirazioni, è sentirsi parte di una macchina  con andatura incespicante, che non ti permette di vincere la gara.

Tuttavia ho deciso, da oggi guido IO!

Sono potenza allo stato puro, elettricità, sono uno tsunami e nulla può fermarmi. Correrò i miei rischi, ma sarò coraggioso e forte, se il mare mi travolge, sarò in apnea, fino a quando non potrò respirare.  Io sono giovane!

Ricordo ancora, come se fosse ieri, il giorno in cui mio nonno mi prese da parte e mi fece capire cosa significa davvero vivere, non sopravvivere, quello è tutt’ altra cosa! Era una di quelle serate in cui tutto quello che vorresti fare è semplicemente sparire. Lui mi guardò e mi disse:

“La vita è una lotta continua, una battaglia, e tu ogni giorno devi indossare come armi le tue idee… Esporti potrebbe portarti delle ferite, che, talvolta, ti porteranno a lasciare tutto, ma solo quando capirai che stai lottando per la cosa giusta, solo allora, sentirai che ne è valsa la pena” Da quel giorno ho capito che non sempre il mondo che ci circonda rispecchia ciò che sei e quello che vorresti. Ma questo non è certo un buon motivo per arrendersi, anzi è proprio la paura l’inizio del cambiamento. Ebbene siamo i guerrieri di oggi. Basta col dire che i giovani sono il futuro, i giovani sono il presente. Quel presente, a volte offuscato, offeso, ma che ha in sé un potenziale tanto, troppo grande, per essere trascurato. Il lavoro non c’è? Inventiamolo, usiamo la nostra creatività per alimentare la novità,  invadiamo il mondo con il nostro entusiasmo e lasciamoci aiutare da chi in noi ci crede dall’inizio.  Basterebbe un po’ più di coraggio per rendere la nostra vita un capolavoro. Coraggio di essere luce. Un faro che illumina tutt’intorno, che guida il pescatore, che è speranza per il marinaio. Un faro che brilla di luce propria e che è punto di riferimento per tutti.

Io mi sento così, e a te che non credi in me, nei miei ideali, nel mio domani, io sorrido.Come sorride chi è consapevole di potercela fa.

Bob Dylan diceva:

“Essere giovane vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro. “

La speranza che mi sorregge, mi sostiene, mi aiuta.

A te, che sei giovane come me, dico di non temere per domani, non esitare a sperare in un futuro diverso, migliore. Alza gli occhi in sù, stiamo guardando lo stesso cielo, non siamo soli.

 

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"