Alla periferia di Giugliano, Licola: La terra dei veleni

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Licola è un piccolo paese diviso tra i comuni di Giugliano e Pozzuoli, da decenni martoriato e teatro della più infima forma di noncuranza. Un paese in cui l’illegalità si fonde con gli strati più profondi della società, in cui quei pochi che si ribellano si trovano ad affrontare battaglie contro i mulini a vento. Un territorio per decenni sfruttato da industriali, mafie e delinquentelli che ne hanno visto luogo fertile in cui impiantare i rifiuti più disparati; individui che adesso non hanno alcun interesse ad investire: la terra ormai è satura. Ciò che è sembrato emergere negli ultimi anni è una nuova tendenza, un tipo nuovo di inquinamento male organizzato, che parte dal basso e che non coinvolge più diversi attori, ma perpetrato da semplici cittadini a danno di altri cittadini. Ed ecco allora che i tir che qualche decennio fa sversavano rifiuti di qualunque natura, adesso vengono sostituito da privati cittadini, muniti di automobili o motocarri precari, che per qualche decina di euro raccattano immondizia per le case, nei piccoli rivenditori, negozi, officine e le riversano nei campi. Nelle campagne iniziano ad ergersi monti di scorie edili, bottiglie, televisori, frigoriferi, copertoni di camion e qualche volta addirittura auto bruciate. Immondizia per lo più delle volte abbandonata ai bordi delle strade o sui cigli dei canali d’irrigazione, che con il vento e la pioggia viene dispersa nei campi coltivabili e spesso addirittura coltivati. A pagarne le conseguenze sono sempre i cittadini onesti, le piccole attività, i contadini che nonostante siano lasciati soli a combattere contro queste ingiustizie, nonostante non ricevano alcuna forma di tutela, cercano di sopravvivere in un’economia ed in un territorio avverso.    

Qui il termine terra dei fuochi può far sorridere, per alcuni cittadini del luogo il termine risulta addirittura riduttivo, dove gli stessi preferiscono definirlo “terra dei veleni”, per il riverbero che le acque dei canali e le pozzanghere assumono alla luce del sole.

Siamo difronte ad una vera e propria catastrofe ambientale che abbiamo ignorato – o abbiamo fatto finta di ignorare – per troppo a lungo. È giunta l’ora di smetterla di voltare la faccia dall’altra parte, bisogna ribellarsi e pretendere degli aiuti concreti ed un piano di risanamento per un territorio che sfiorisce giorno dopo giorno.

Biagio di Francia
esclusiva per Informare  

 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.