Alimentazione e sport: le colonne del benessere contro l’emergenza obesità

Dott. Marcellino Monda, Dietetica e Medicina dello Sport all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” - Photo credit Gabriele Arenare

Dott. Marcellino Monda: «L’attività fisica migliora l’efficienza mentale»

 

Lobesità è una patologia che ha bisogno di poche presentazioni. È definita dall’indice di massa corporea, che mette a rapporto principalmente il peso e il quadrato dell’altezza di un individuo, oltre che una serie di fattori morfologici, determinando il peso forma di una persona che può oscillare da una grave magrezza ad un’obesità di III classe. Questa patologia è tra i principali problemi di salute pubblica, una condizione nella maggior parte dei casi prevedibile.

L’obesità è stata recentemente qualificata, in un recente studio condotto dall’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington, come una “mondiale, crescente ed allarmante crisi di sanità pubblica”.

In Italia, circa il 10% della popolazione è obesa mentre più del 35% degli italiani è in sovrappeso. In questo contesto, la Campania è maglia nera del Paese, detenendo il primato di maggiore prevalenza dell’obesità in adulti e bambini. Abitudini alimentari scorrette e uno stile di vita poco attivo rimangono le cause principali che favoriscono l’aumento di peso. Proprio in questo bacino del Mediterraneo, dov’è nato un patrimonio immateriale dell’umanità come la dieta mediterranea, si registrano dati poco rassicuranti. «Dobbiamo capovolgere il modo di vedere il nostro rapporto col cibo, prima che sia troppo tardi» ci dice il dott. Marcellino Monda, direttore del reparto di Dietetica e Medicina dello Sport all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. «Se mangiamo male e ci muoviamo pochissimo – continua – saremo destinati all’obesità sempre più grave, altro che pandemia universale».

 

 

Monda dirige un’unità complessa che coniuga la medicina dello sport con la fisiologia della nutrizione, «l’unica realtà universitaria e sanitaria che da due anni e mezzo rende un unico soggetto due ambulatori che prima lavoravano separati e indipendenti l’uno dall’altro. Ciò è avvenuto perché ho sempre pensato che la nutrizione e l’attività fisica fossero le due colonne principali del benessere».

Mangiare bene, quindi, e muoversi adeguatamente: lo ripete più volte il dott. Monda, invitando magari a tenere sotto controllo la propria attività fisica e usufruendo di alcuni momenti della quotidianità e del tempo libero per tenersi in forma. «L’attività motoria ben condotta crea beneficio sull’organismo fisico e su quello mentale. Tutti gli sport che richiedono molta destrezza, individuali o di squadra, aumentano il numero delle sinapsi, il contatto tra i neuroni, e la forza sinaptica che sul lungo periodo riduce l’incidenza delle malattie legate al decadimento psichico. Un’efficienza mentale maggiore – spiega Monda – per coloro che fanno attività fisica è ampiamente dimostrata. Sana alimentazione e attività motoria non possono essere la panacea per tutti i mali però possono prevenire malattie cardiovascolari, ossee, articolari ed oncologiche».

 

Dott. Marcellino Monda, Dietetica e Medicina dello Sport all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” - Photo credit Gabriele Arenare
Dott. Marcellino Monda, direttore del reparto di Dietetica e Medicina dello Sport all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” – Photo credit Gabriele Arenare

 

Negli anni, Monda ha attenzionato anche il fenomeno del doping nel mondo dello sport, conducendo, con diversi colleghi dell’Università Parthenope e dell’ex Seconda Università di Napoli, una ricerca iniziata nel 2003 e durata 10 anni che ha analizzato oltre 15.000 atleti italiani. I risultati non sembrano particolarmente allarmanti, poiché solo il 3% di essi sono risultati dopati. Questi dati confermano, secondo Monda, che «il doping è una pratica non frequentissima grazie alle campagne di prevenzione e repressione che incidono sempre di più anche se bisogna continuare a fare quanti più controlli possibili. Non dimentichiamo poi che chi si dopa commette un reato penale. Inoltre, il doping non assicura nessuna vittoria e l’assunzione di determinate sostanze incide sul futuro dell’organismo. I pilastri fondamentali dello sport sono una buona genetica e tanto allenamento, gli unici elementi che permettono di raggiungere gli obiettivi desiderati».

di Fabio Corsaro
Foto di Gabriele Arenare

Tratto da Informare n° 175 Novembre 2017

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!