Alfredo Bucciero, chirurgo dalla pelle (non) dura

Dott. Alfredo Bucciero durante un'operazione - Photo credit Francesco Catalano

chirurghi sono uomini dalla pelle dura. Impassibili, tagliano, clampano, suturano. Operano sotto giuramento per salvare vite o per renderle migliori. Chi la pratica, definisce questa professione la più bella ed entusiasmante tra tutte. Sicuramente, tra quelle con un carico di responsabilità maggiore.

La Campania è scuola e fucina di eccellenze mediche in termini di risorse umane. Tra quelle che operano in regione, figura il dott. Alfredo Bucciero, neurochirurgo della Clinica Pineta Grande di Castel Volturno. La sua formazione oscilla tra periodi di studio trascorsi a Napoli e a Lione: «Alla Federico II – ci racconta – mi è stata data la possibilità di imparare le tecniche di base di neurochirurgia, operando anche sul campo operatorio, che altrove non sempre permettono di fare. In Francia, invece, ho studiato l’approccio a determinate patologie, confrontandomi con nuove tecniche e arricchendomi con un’esperienza di studio internazionale, necessaria per approfondire la professione».

MALASANITÀ – La sanità campana, nonostante medici di primordine, è ancora fortemente arretrata in termini strutturali ed organizzativi. La mancata efficienza del servizio va a discapito del paziente e della qualità operativa dei medici: «qui manca un’organizzazione definita, che invece si riscontra al Nord Italia o magari negli Stati Uniti d’America. Io ho la necessità di rapportarmi con ricercatori, immunologi e altri professionisti per dare una risposta ai pazienti e il deficit di questa sanità sta proprio nell’inefficienza del rapporto tra operatori, servizi e professioni. Servono, inoltre, maggiori investimenti e più cura dei cervelli che crescono. La Campania deve superare i suoi problemi che dipendono dalle individualità che esulano i problemi medici o chirurgici specifici. Credo che l’obiettivo non sia invertire i viaggi della speranza bensì trattenere qui i pazienti campani, onde evitare che vadano all’estero o altrove in Italia, aggravando comunque le spese regionali e della famiglia del paziente. Per quanto riguarda la questione ricerca e sviluppo, credo che siamo sempre un passo indietro alla ricerca, la quale ci fornisce metodologie sempre nuove e più efficienti».

ÉQUIPE – Équipe giovane, qualificata e in continuo aggiornamento: Bucciero definisce «encomiabile» il lavoro dei suoi collaboratori, «con i quali sto crescendo e dai quali però dovrò svincolarmi anche per limiti fisici e biologici. Insieme, contribuiamo ulteriormente allo sviluppo della struttura nella quale operiamo e che ci garantisce la strumentazione necessaria per affrontare le emergenze quotidiane grazie ai numerosi investimenti fatti e a quelli che si faranno».

EMERGENZA SCOLIOSI – La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale caratterizzata da una deviazione laterale della schiena, spesso con origini sconosciute, altre volte con cause neurologiche, genetiche, metaboliche, ecc. In Campania, non esistevano centri di riferimento finché il dott. Bucciero, colto l’“allarme” relativo a questa alterazione della colonna vertebrale, ha deciso di intervenire, nonostante non sia materia prettamente chirurgica: «è assurdo che un paziente vada al Nord, in Svizzera o negli USA per curarsi una scoliosi. Poiché già operavo casi simili (la neurochirurgia interviene sul cervello, sulla colonna vertebrale e sui nervi, ndr) ho avvertito la necessità di intervenire anche per le scoliosi. Oggi abbiamo una buona lista d’attesa e ne sono orgoglioso, anche perché vengono alla Pineta Grande pazienti di altre regioni e addirittura ho avuto un caso arrivato direttamente dall’Ucraina». In queste operazioni vengono utilizzati i cosiddetti potenziali evocati che servono a stimolare il paziente durante l’anestesia per capire se riesce a reagire a degli stimoli: in passato questi si provocavano svegliando il paziente con la schiena aperta e facendogli muovere le gambe. «Tanti bambini – continua Bucciero – vanno seguiti maggiormente evitando di trovarli da adulti con deformazioni importanti».

 

 

CASTEL VOLTURNO – Nonostante sia nato a Napoli, Bucciero ha trascorso la gioventù a Castel Volturno e opera attualmente nell’«oasi» Clinica Pineta Grande: «è per me un orgoglio partecipare alla crescita di questo territorio, che sta diventando qualcosa di importante e che ho vissuto nel cambiamento negativo e positivo. La gente sa che qui c’è una struttura di prim’ordine e medici molto in gamba. Io appartengo a questa terra. Trascorro più tempo a Castel Volturno che a Napoli. Sono qui da oltre 40 anni e questa struttura inizialmente era una catapecchia. Oggi, invece, è un polo di eccellenza che sta crescendo alla grande».

 

 

NUMERO CHIUSO – Dopo gli scandali scoppiati in occasione del test d’ingresso per accedere alla facoltà di Medina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli, per i quali sono in corso delle inchieste, Alfredo Bucciero si esprime in merito alla questione del numero chiuso, qualificandolo come «superato, perché si preclude la possibilità ai giovani, anche di qualità, di accedere al corso di laurea in medicina. Non sarebbe più giusto farli entrare e selezionarli durante gli anni in base a determinati criteri e sbarramenti? Oggi abbiamo bisogno di medici di base, specialisti, ricercatori e chirurghi. E non penso ci sia bisogno di andare all’estero se non per motivi di aggiornamento. Questa professione bisogna amarla. Al massimo può far diventare benestanti ma chi diventa ricco vorrà dire che sta facendo un altro mestiere e non più il medico».

 

 

FUTURO – Dopo 31 anni di attività, Bucciero continua a guardare al futuro e a sperare nella realizzazione di un sogno nel cassetto: «i progetti sono quelli di incrementare il numero di interventi tipo scoliosi e tumori cerebrali che danno qualità ad un reparto. Questo è compito mio e della mia équipe. Poi resta sempre il sogno nel cassetto di cominciare a lavorare con le cellule staminali. Ciò che è importante, a 31 anni dalla mia laurea, è che continuo ad emozionarmi ed entusiasmarmi quando porto a termine con successo una bella operazione, dando i benefici che si aspetta un mio paziente». 

In fondo, questa pelle dura i chirurghi non ce l’hanno.

di Fabio Corsaro
Foto a cura di Gabriele Arenare e Francesco Catalano

Tratto da Informare n° 174 Ottobre 2017

Per info e/o appuntamenti e contatti rivolgersi alla Clinica Pineta Grande al numero 0823 854111

 

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!