Al disagio mentale la CEI dedica un Convegno ! Le famiglie di questi “malati” necessitano di concretezze e non parole !

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Il Presidente

Al disagio mentale la CEI dedica un Convegno ! Le famiglie di questi “malati” necessitano di concretezze e non parole !

 

Presso la Sala S. Pio X in Roma Via dell’Ospedale 1, l’Ufficio  Nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana il 27 settembre annuncia un Convegno dal titolo : “ La malattia mentale una emergenza ! La psichiatria in tempo di crisi “. “ Non possiamo tacere ! ( CEI 2 agosto 2014 ).

 

Questo “scompenso” della salute comporta una sofferenza interiore spesso è legata all’anima, mentre la sofferenza fisica è legata alla causa, comunque  “ La sofferenza non è un valore in se stessa, ma una realtà” ( dice molto giustamente ed argutamente Papa Francesco 17 maggio 2014 Ud.za Gen. Aula Paolo VI° ).

 

Dobbiamo ammettere, noi cristiani, con coraggio e senza tema di smentite che la società italiana e le famiglie sono molto preoccupati per la mancanza di sostenibilità finanziaria del servizi pubblici inerenti il disagio mentale e questa “peste sociale”, purtroppo, è un progetto sanitario-legislativo incompreso ed incompiuto, che miete vittime innocenti.

 

Non vogliamo instaurare una polemica, che risulterebbe molto sterile e vana, ma evidenziare con convinzione che nei dibattiti Parlamentari, con le leggi finanziarie, con lo spending review, nessuno ha riconosciuto l’urgenza di interventi sanitari-legislativi nei confronti dei circa 10 milioni di cittadini italiani affetti da disturbi psichiatrici di natura ed intensità diverse, colpiti da forme di depressione o da schizofrenia, dove sono notevoli, in massima parte, la carenza di prevenzione, strutture, cure, nelle disorientate famiglie.

 

Bisogna aggiungere che nel quadro delle strategie comunitarie di salute pubblica il 18 novembre 2000 il Consiglio “Sanità” della Commissione Europea ha approvato quanto l’Associazione “Cristiani per servire” ha esposto ( primi in Europa con orgoglio) nella Petizione n.146/1999 a norma dell’art.175 paragrafo 3 del Regolamento UE con la Risoluzione PE 290.531 CM/414554IT doc. sulla promozione della salute mentale in Europa, per poi riconfermare in altra Petizione il 24 ottobre 2013 al n. 2276/2013 in esame presso il Parlamento Europeo per una Direttiva Comunitaria uguale e con la stessa valenza in tutti gli Stati membri della UE ( lettera di conferma prot, n. 320287 del 29.11.2013 Directorate-General Presidency). ( vedere n/s sito internet http://digilander.libero.it/cristianiperservire   interviste,documenti ecc.) .

 

La gestione della sanità pubblica, ad opera dei passati Parlamenti e Governi italiani per questo delicato ambito socio-sanitario non è stata fra le migliori. Da buona parte delle Regioni non è stato apportato un valido contributo teso ad alleviare il mondo della sofferenza, anzi ha creato difficoltà, delusione, disorientamento e sconcerto nelle famiglie di questi “sventurati”, creando insicurezza tra i cittadini.

 

Non vogliamo apparire giudici formulando sentenze, non vogliamo invadere la “competenza” della comunità scientifica, non vogliamo “occupare” il campo sociale delle Istituzioni tutte protese ad una squallida litigiosità, né quello di “altro” ambito, ma con l’opinione pubblica “gridare” la realtà  che tocchiamo tutti con mano quasi ogni giorno.

 

Esistono orientamenti che vogliono mantenere una frammentazione ed una diversificazione d’intenti per questo “problema”, ma l’homo sapiens deve cercare il bene comune !

 

A questo proposito mi ha colpito la lettera di un disabile fisico ( pubblicata da” h-Press” pag.50 del 31.01.2004), dove con una frase afferma : “L’Italia non deve fare discriminazioni. Per me non è una condanna essere disabile : lo è l’essere italiano”.  Non di meno contiene, quale grido di dolore, l’espressione accorata di un donna, “qualcuno mi aiuti a portare la croce”, per il figlio schizofrenico in famiglia, “urlo”che ho sentito durante una mia partecipazione ad una Tavola Rotonda dal titolo “La malattia mentale speranze disattese”, nella Radio Buon Consiglio a Frigento (AV) – Suore dell’Immacolata – del 14.9.2004 (un’emittente radiofonica che trasmette in 38 Paesi nel mondo).

 

Certamente in Italia solo il 3,4% del budget totale è dedicato alla Sanità Pubblica per la cura dei disabili mentali, mentre in Tanzania è il 7%, in Australia il 10%, in Inghilterra il 12%, in Europa mediamente dal 4,5% al 5% . Petizione 2013  ): http://it.radiovaticana.va/news/2014/08/29/cristiani_per_servire_più_attenzione_ai_disabili/1105415 

 

http://media01.vatiradio.va/podcast/feed/rg_italiano_sera_300814.mp3 ( dal minuto 13,47 al 15,44 )

 

Da questi sommari dati statistici si rileva uno squilibrio tra necessità urgenti e risposte che devono far riflettere la comunità, specie quella cattolica, perché sono le Istituzioni che debbono provvedere, sollecitate da Convegni che espongono le necessità delle famiglie in cui insiste un “malato” e non da chiacchiere !

 

Ma quello che incombe con molta “violenza” nelle famiglie del mondo della sofferenza e della disabilità è il “dopo di noi”, cioè quando questo “mondo” è e sarà senza famiglia, senza assistenza e subirà sulle spalle un ulteriore pietoso fardello, dopo il misero budget del 0,4% destinato alle spese sociali, dimostrando uno Stato Sociale assente, al quale fin dal 7 ottobre 1998 con l’Opera don Orione e don Guanella con Petizione ne abbiamo sollevato questa emergenza e richiedendo l’attuazione di quel Fondo Dopo di Noi .

 

Anche se stringenti vincoli di finanza pubblica non permettono di avviare tale “Fondo”, ci sorprende che in tempi di crisi economiche provengono proprio dal Governo richieste di sacrifici alla povera gente ed evidenti negazioni al mondo cattolico, della sofferenza, della disabilità quando spese militari, viaggi all’estero, in Italia, parate militari, telefonini, auto blu, privilegi et similia abbondano in negativo nel bilancio statale .

 

Nei dibattiti parlamentari e con le leggi finanziarie, come ci informano i mass media, nessuno ha riconosciuto l’urgenza di interventi sanitari-legislativi nei confronti dei circa 10 milioni di cittadini italiani affetti da disturbi psichiatrici di natura ed intensità diverse, colpiti da forme di depressione o da schizofrenia, dove sono notevoli, in massima parte, la carenza di prevenzione, strutture , cure, specie nel gruppo delle disorientate famiglie. Ma non sono forse questi i segnali di un disagio interno che vanno compresi ed aiutati ?

 

Non sono state valutate, purtroppo, più che per esigenze sanitarie per ragioni politiche, le carenze delle leggi 180 e 833 del 1978 ( chiusura dei manicomi) e non sono state realizzate strutture alternative di accoglienza di questi “pazienti”, scaricando tutto, da circa 35 anni, sulle famiglie e sulla società che teme sempre per la propria incolumità !

 

Non ci stanchiamo di ripeterlo, anche se potrebbero essere disdicevole, ”gutta cavat lapidem” (la goccia scava la pietra!),finchè questa “situazione” non avrà una sua sicura definizione, saremo in trincea per “evidenziare” queste urgenti necessità del tutto ignorate dalle Istituzioni e che Corsi di formazione, Documenti, Suggerimenti non possono far altro che solo evidenziare la “situazione”, ma che sono un segno intangibile di grande insofferenza .

 

Secondo i mass media, l’Italia oggi 2014, è allineata con gli altri Paesi Europei per malati con disturbi psichici, ma con livelli più bassi di terapie e strutture non sufficientemente appropriate, da una poca valutazione e di provvedimenti legislativi, questi ultimi, che in Europa si attivano ogni 2/3 anni, mentre in Italia sono passati 35 anni senza alcun “risveglio parlamentare o governativo”. La realtà psichiatrica” oggi è un po’ diversa da quando nel 1978 vennero promulgate le leggi 180 e 833.

 

Il 40 % delle richieste al medico di famiglia ed il 20% dei ricoveri, pare, siano conseguenti a patologie psichiatriche, mentre il modello unico di trattamento dei servizi pubblici che affrontano l’attacco di panico, depressione o schizofrenia dimostrano che è inadeguato, costosissimo e la SLA e la distrofia muscolare di Duchenne (Dmd) sono diffuse patologie degenerative che in Italia colpisce 5.000 persone e nel mondo 250.000 .

 

Il 20% della popolazione (quasi 10 milioni) accusa disturbi psichiatrici ( dalla depressione alla schizofrenia grave, quest’ultimi in cura circa il 10%), il 16% da varie forme di disagio mentale, il 4% di disturbi mentali, mentre il 30% assume psicofarmaci. Le famiglie sono colpite in almeno dei suoi componenti dalla depressione : il 15% uomini, il 25% donne.

 

Solo circa 500.000 persone all’anno si recano nei Centri di Salute Mentale, a fronte di una spesa sanitaria per la psichiatria del 3,5% , ma circa 5 milioni di cittadini oggi devono ricorrere alle cure private (9° Congresso Nazionale della Società di Psicopatologia- Roma 24/28 febbraio 2004 ).

 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la depressione e la schizofrenia colpiscono il 2% della popolazione di tutti i 5 Continenti.

 

Questi “convulsi”, forse “incerti” ed “aridi” dati statistici ( chiediamo scusa per il dilungare di queste necessarie riflessioni ! ), anche se possono costituire dubbi o perplessità sulla loro autenticità o veridicità, tuttavia non ci distolgono dalla constatazione che i “fattacci” compiuti da menti psicologicamente alterate e da illogici raptus che quasi ogni giorno avvengono nel nostro Paese, costituiscono una verità, una cruda realtà, una fondamentale dimostrazione di questo grave disagio sociale che ci  deve richiamare alla ragione tutti, principalmente le Istituzioni.

 

 

Le famiglie di questi “desaparecido  della n/s civiltà” attendono con fiducia un grosso “segno” da parte del Convegno della CEI , “Perché i disabili mentali ricevano l’amore di cui hanno bisogno per una vita dignitosa” ( Intenzioni del Papa affidate all’Apostolato della Preghiera per il mese di settembre 2014 ).

 

 

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° :”Andiamo avanti con speranza ! ”

 

Previte

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