AIDS: PERCHE’ NON SE NE PARLA PIU’?

Solo qualche giorno fa commentavo l’anomalo silenzio calato sul contagio da Hiv-Aids. Dopo un lungo periodo di tartassamento mediatico, in cui molti di noi hanno vissuto con ansia i rischi di una comune vita sessuale, sembra essersene dimenticati. Ciò ha indotto ad una naturale reazione di ‘dimenticanza’, nell’acquisita tranquillità del ‘non vedo, dunque non accade’. Così, purtroppo, non è.

Dal 20 novembre ad oggi si celebra la settimana europea del test Hiv, nell’attesa che il 1 dicembre si celebri la  giornata mondiale della lotta all’Aids. I dati degli ultimi 3 anni non sono particolarmente rassicuranti: il numero di persone che ha scoperto di aver contratto il virus è rimasto mediamente invariato, così come il numero di casi di malattia conclamata. Nell’Unione europea l’Italia si colloca al 12° posto, con 3.695 persone che hanno scoperto d’aver contratto l’Hiv e un’incidenza di 6.1 nuovi casi di sieropositività ogni 100.000 residenti. Le Regioni più colpite nel 2014 sono state il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna. Il virus colpisce più gli uomini che le donne, con una età media di 39 anni per i primi e di 36 anni per le seconde, sebbene la fascia di età con maggiore incidenza sia quella dei giovani tra i 25 e i 29 anni. Se in passato la principale modalità di trasmissione era la tossicodipendenza, oggi l’84% delle nuove diagnosi è legato a rapporti sessuali non protetti. Una persona malata su quattro risulta essere straniera. Dall’inizio dell’epidemia, nel 1982, in Italia sono stati segnalati oltre 67.000 casi di Aids, con 43.000 decessi.
hivtestday

“Ogni sforzo deve essere fatto per accrescere la sensibilità tra le persone potenzialmente a rischio affinché accedano quanto prima ai testi diagnostici. L’esecuzione del test Hiv e la diagnosi precoce dell’infezione risultano essenziali per poter contrastare la diffusione di un’infezione che, sebbene curabile, è comunque un’infezione cronica”.
Questo l’invito volto da Amcli, Associazione microbiologi clinici italiani, in occasione del 1 dicembre. La tempestività nella diagnosi della sieropositività all’Hiv (il virus dell’immunodeficienza umana che causa l’Aids) è la strada più sicura e rapida per contenere e combattere la diagnosi di infezione. A tal proposito di grande merito è l’iniziativa dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. Anche quest’anno l’Istituto nazionale per le malattie infettive offre l’esecuzione del test rapido Hiv sulla saliva in forma anonima e gratuita dalle ore 17.00 alle ore 19.00, dal 23 al 27 novembre, il 30 novembre e il 1 dicembre. Il risultato è rilasciato dai medici, senza referto, in 15-20 minuti. Per la corretta esecuzione del test non bisogna bere, mangiare o masticare gomme da almeno 15 minuti e occorre attendere almeno trenta minuti in caso di utilizzo di prodotti per l’igiene orale. Si effettua in modo assai semplice, facendo scorrere un tampone sull’arcata gengivale e solo se il test risulterà ‘reattivo’ sarà necessario effettuare uno screening di conferma con il classico esame su campione ematico.

Impariamo a non fuggire dalle situazioni che temiamo, per il nostro bene e quello di chi ci circonda: l’Aids esiste e va combattuto.

Barbara Giardiello