“A Natale si è più buoni… e più dolci”, parola di Scaturchio

Il Natale a Napoli è uno dei momenti più dolci dell’anno. Insieme al presepio e ai regali vi è un’altra fondamentale tradizione che va rispettata nelle case di chi festeggia a Napoli questo periodo: i dolci natalizi. Per conoscere meglio questa squisita tradizione noi di INFORMARE abbiamo deciso di parlare con qualcuno che realizza in prima persona le materie prime per portarla avanti: Giacomo Cautiello, direttore e responsabile del laboratorio dolciario della celebre pasticceria “Scaturchio”.

_MG_0607Quali sono i dolci del natale napoletano? Perché?

“Non vi è un motivo storico principale, ma ci sono delle tradizioni che si rispettano per quanto riguarda la pasticceria napoletana e in special modo per il Natale. I dolci sono tantissimi e guai se mancano. Il roccocò è basilare sulle tavole, pasta reale e pasta di mandorle, le cassate, i mustacciuoli. Inoltre a Napoli si importano tradizioni e si interconnettono: Il panettone, che è di origine Milanese, oggi a Napoli viene prodotto artigianalmente, mentre la pastiera, tipico dolce pasquale napoletano, ha assunto un ruolo dominante anche nel periodo natalizio. Infine vi è lo struffolo che, essendo buonaugurante, non può mancare.”

Il torrone ai morti, la cassata a Natale. Ogni festa ha il suo dolce. Come mai si usa fare questa combinazione?

“Sono tradizioni che si tramandano negli anni, nate da significati particolari o dalla disponibilità dei prodotti del momento. Molti dolci natalizi, per esempio, sono fatti con il miele perché, non ci dimentichiamo, che lo zucchero è arrivato con la scoperta del nuovo mondo. Fino a quel momento il dolcificante usato era il miele.”

La tradizione dolciaria a Napoli ha dei simboli importanti, al pari della pizza. Come mai proprio a Napoli è così importante?

“E’ per la filosofia di vita del napoletano. Nella sua ultima povertà, dico ultima perché la storia ci insegna che in passato eravamo molto più ricchi, il napoletano vuole che in quelle poche festività annuali che ricorrono ci sia ricchezza, almeno, sulla tavola.”

Come si possono incontrare innovazione e tradizione per offrire un prodotto sempre nuovo?

“Io, ad essere sincero, non sono molto per l’innovazione. Quest’ultima non è altro che prendere i gusti basilari, i più buoni, e aggiungergli qualcosa che in conclusione non innova il gusto. Sono contrario alla novità perché è la cosa a cui già hanno pensato tutti quanti. Se innovazione deve esserci allora dobbiamo parlare di tecnologia, eppure tra un dolce fatto a mano e un dolce fatto a macchina c’è un’abissale differenza.”_MG_0610

Scaturchio è uno dei marchi più conosciuti a Napoli. Ce ne racconta un po’ la storia?

“Scaturchio nasce nel 1905, dalla volontà di due fratelli calabresi che decisero di venire a Napoli e aprire il loro primo negozio a via Toledo. Da lì si divisero, uno rimase in quella zona e l’altro si spostò in piazza S. Domenico Maggiore, dove fondò la nostra prima pasticceria. L’attività passa di generazione in generazione, ricordiamo i due nomi più importanti Giovanni e Mario, e così, rimanendo della convinzione che i prodotti da usare debbano essere sempre di prima scelta, arriviamo alla fama di oggi. Noi diciamo che i nostri prodotti vanno sempre prima guardati, poi annusati e poi mangiati.”

Quest’anno, quindi, più roccocò e struffoli che Pandoro e Panettone.

“Assolutamente si, è sempre la nostra tradizione che deve essere portata avanti.”

Salvatore De Marco

 

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About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.