Per amore, solo per amore. Omicidi passionali ed animo umano allo specchio

Scena di "9 Volte per Amore" uno spettacolo della "Pazzianne & Redenne" (Foto di Gabriele Arenare)

Per amore, solo per amore, o forse no. Omicidi passionali ed animo umano allo specchio

Già autore de “I Bastardi di Pizzofalcone” che ha ispirato la recente serie televisiva, della collana del Commissario Ricciardi e di tantissimi altri capolavori, Maurizio De Giovanni, noto scrittore napoletano ha ceduto i diritti del suo “9 volte per amore” alla compagnia “Pazzianne & Redenne” di Napoli.

Una raccolta di nove omicidi passionali tristemente noti alla cronaca italiana ed elaborati con nove esperimenti di scrittura diversi che calano il lettore nell’animo degli assassini e delle vittime di questi tragici eventi, con l’obiettivo di far venire a galla il lato umano delle vicende. Tra le righe si cela la critica alla cultura mediatica del nostro paese, vittima di talk-show ed informazioni devianti, che demonizza i sentimenti dietro i fatti di cronaca, fuorviando o esaltando le vere motivazioni che spingono a commettere un omicidio

La trasposizione teatrale dell’opera letteraria è stata affidata ai coordinatori della Compagnia, Raffaele Picone e Savio De Marco, coautori ed interpreti, insieme agli altri giovanissimi tra i 23 ed i 28 anni, eccezion fatta per una straordinaria tredicenne che mentre abbassa la media anagrafica innalza sicuramente la qualità artistica ed il pathos che percorre l’intero spettacolo. Un gruppo di amici, prima ancora d’esser compagni d’avventura teatrale, che dal 2008 si cimenta con testi della tradizione napoletana e nel 2016 per la prima volta realizza un inedito, “L’ Umoristica – una finta storia vera”, scritta a quattro mani da Savio e Raffaele.

Ogni opera vede sempre l’impegno totale di tutti i componenti, che siano attori o, nei loro ruoli ambivalenti, direttori scenici, fonici, registi, scenografi, costumisti o quant’altro occorra per la corretta riuscita dello spettacolo. Raffaele e Savio si completano nella loro fusione: l’uno, tecnico dei dialoghi ed amministratore, l’altro, regista e artista creativo.

Abbiamo voluto, però, che anche ciascuno degli interpreti impegnati nello spettacolo ci trasferisse le proprie sensazioni, pensieri ed emozioni rispetto alla tematica principale dell’opera: l’omicidio per amore.

Comprendere lo stato d’animo dei personaggi, siano essi vittime o carnefici, giustificarne o condannarne l’agito è stato l’atteggiamento prevalente per ciascuno degli interpreti.

Un corollario di emozioni miste a professionalità nel prepararsi a rendere al meglio il personaggio, non sempre di facile interpretazione. Ciascuno, a suo modo, si è interrogato sulla verità dei fatti, cosa avrebbero fatto in quei panni, se fosse giusto agire per amore ed essere puniti per quello stesso amore che ha ucciso. L’amore e la passione al centro di tutto.

Non avrei mai ucciso una bambina” e scopri che hai ucciso la tua stessa figlia di 6 anni; “l’amore è mettere il bene degli altri avanti al mio” e nel contempo capisci che “questo non è amore ma egoismo e violenza allo stato puro”; “è giusto esser puniti per amore” perché anche l’amore può portare a gesti folli, che comunque devono essere puniti; riconosci la differenza tra innamoramento – coinvolgente quanto effimero e mascherato – ed amore – sentimento pieno e travolgente quale “tallone d’Achille”, ossessivo e folle, se non hai un carattere forte e capace di gestirlo; impari a riconoscere i limiti dell’apparenza e le distorsioni della realtà pur di raggiungere l’audience più alto, a pena e discapito della persona e della sua vita; capisci che anche un personaggio etereo, non reale, un Jolly, può condurti nei meandri più nascosti della tua coscienza; “la sfera razionale del pensiero, si può annebbiare ed accecare con la violenza e la perversione”; “l’amore maschera le vere intenzioni dell’assassino ed al tempo stesso giustifica le stesse azioni distruttive”;  “per amore si arriva ad annullare la coscienza tanto da non accettare la necessità di scontare una pena per aver ucciso”; “l’amore, per quanto incontrollabile ed irrazionale, non può mai sfociare in un delitto”; “un colpo di fulmine, e non solo, annebbia il cervello e ti rende fragile e soggiogabile” dal presunto amato; “dietro un atteggiamento burbero, si nasconde spesso solitudine e violenza psicologica subita” fino a diventare vittima per troppa fiducia.

Pensieri e riflessioni raccolte al volo (ci sarebbe da scriverne un capitolo a parte!), recitazione che si emoziona per emozionare, si interroga per interrogare e formare una coscienza. questa la sintesi dell’ottimo lavoro fatto dai ragazzi della Compagnia “Pazzianne & Redenne”.

Per le foto della rappresentazione, scattate da Gabriele Arenare:

I Atto: https://goo.gl/RvXAr2

II Atto: https://goo.gl/JLVho5

di Annamaria La Penna
annamarialapenna@gmail.com

About Annamaria La Penna

Pedagogista, si occupa di educazione, formazione e ricerca universitaria prevalentemente nell'educazione degli adulti e del Life Long Learning. Assistente Sociale, mediatrice familiare e consulente tecnico esperto in servizio sociale forense, è impegnata nei servizi e nelle politiche sociali dal 2001. Ha collaborato con alcune testate, tra cui Viewpoint, magazine di promozione culturale umbro (dove nasce e si forma) fino a giungere nel 2016 nella grande famiglia di Informare, dove ricopre il ruolo di caporedattore e direttore organizzativo. Iscritta agli Ordini professionali degli Assistenti Sociali e dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Obiettivo personale e professionale: con passione e dedizione, continuare a migliorare in qualsiasi cosa faccia.