Esame di Maturità : Un Punto di Arrivo e di Partenza

Ormai siamo agli sgoccioli e si avvicina il momento tanto atteso da migliaia di studenti in tutta Italia. Dopo anni di studi finalmente arriva il momento in cui per alcuni si conclude un ciclo, mentre per altri ne inizia uno nuovo: l’esame di maturità.

Molti ragazzi purtroppo, durante il loro percorso formativo non sono proiettati verso il futuro.  Le scelte da fare dopo il diploma sono varie. Si può iniziare un’attività lavorativa, ci si può iscrivere ad un corso di formazione professionale oppure soprattutto nei casi in cui si è conseguita una maturità di tipo Classico o Scientifico ci si può iscrivere all’ Università.

Oggi rispetto a vent’ anni fa le dinamiche del mondo del lavoro sono cambiate. Cambiando le necessità delle persone, di conseguenza cambiano anche le offerte di formazione professionali, le specializzazioni post “diploma professionale” (anche detto “finito”) e soprattutto si evolve anche l’offerta formativa degli atenei.

Se si sceglie di conseguire un attestato professionale è essenziale che sia riconosciuto dalla Regione, nonché dallo Stato, così da non avere sorprese in caso di un concorso pubblico.  Oggi è possibile scegliere tra le numerose offerte di enti accreditati alla formazione ed al rilascio di attestati professionali.

Se si sceglie di continuare gli studi con il percorso universitario allora è opportuno fare le dovute considerazioni. Oggi l’università non è più quella che hanno frequentato i genitori o i nonni ma piuttosto è un trampolino di lancio verso tantissime opportunità che vanno oltre gli stereotipi  delle classiche “Facoltà” (ormai sostituite dai dipartimenti).

Allora come scegliere? Come capire quale percorso intraprendere?

Il primo consiglio che si potrebbe dare è quello di non scegliere mai l’università pensando che “una scelta vale l’altra”, puntando su quei percorsi di studi che si ritiene (erroneamente) portino ad un ingresso più sicuro nel mondo del lavoro. Parenti ed amici possono consigliare sulla base delle loro esperienze ma è bene tener presente che a nessuno di loro spetterà il compito di portare avanti il percorso scelto ed ognuno è responsabile del proprio futuro. Inoltre, affrontare degli studi in maniera “forzata” avrà ricadute non solo sul rendimento curriculare, ma anche su un successivo lavoro affrontato con frustrazione. Se si pensa che una Fashion Blogger oggi guadagna più di un Chirurgo, ormai nulla più è scontato.

Bisogna innanzitutto valutare le proprie attitudini selezionando i corsi che più si avvicinano a ciò per cui si è portati. Dal ramo Umanistico a quello Scientifico, dal ramo Economico a quello Giuridico, dai corsi più teorici a quelli con inclinazione a maggiore attività di laboratorio. Successivamente si può individuare il “percorso breve” con laurea triennale seguita a scelta da una specialistica di due anni o un più intenso ma completo “ciclo unico” di cinque anni. A seconda della scelta è importante sapere che per alcuni concorsi pubblici in cui si ambisce a carriere di livello superiore, il ciclo unico è un requisito indispensabile. Oggi tutti gli atenei forniscono quasi tutti i corsi di laurea di entrambe le tipologie.

Un’altra possibilità per chi intende da subito dopo il diploma cominciare un’attività lavorativa senza rinunciare alla possibilità di una laurea, sono le Università Telematiche. In rete è possibile trovare molte offerte formative che consentono agevolazioni dal punto di vista della frequenza ed offrono percorsi equivalenti, permettendo di laurearsi anche a chi può dedicare meno tempo alla vita di dipartimento. Quello di cui bisogna assicurarsi bene scegliendo un Ateneo telematico è che i codici dei singoli corsi di laurea offerti, siano uguali ad i corrispondenti di un Ateneo fisico. Questo, affinchè la laurea conseguita sia valida e spendibile al pari di una qualunque altra dello stesso tipo.

Non resta quindi che augurarsi che ognuno faccia la scelta più “matura” per se stesso ed inesorabilmente anche per la società. Che sia uno studente o un lavoratore, un individuo che vive in maniera responsabile la sua vita, renderà un servizio non solo a se stesso ed alla sua famiglia, ma anche e soprattutto agli altri. Se almeno i giovani si sforzassero ad immaginarsi come parte di un grande meccanismo, quale è la nostra società e si impegnassero a fare di se stessi persone e lavoratori migliori, potremmo smettere di immaginarci un mondo migliore ed iniziare a costruirlo.

A cura di Raffaele Gala

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