“Perle o poesie opache dalla forma incerta”: prima silloge poetica per il giovane scrittore Giovanni Vanacore

Da poco più di un mese ha compiuto 18 anni Giovanni Vanacore, studente di Aversa, in provincia di Caserta, e così giovane ha già ricevuto importanti riconoscimenti per il suo talento di scrittore e poeta.
Giovanni, infatti, è risultato vincitore nelle competizioni della sezione Anima Filosofia al Festival della Filosofia (Matera 2016) per il miglior testo poetico “Arriva il temporale” e per il miglior dialogo filosofico “Uno e nulla più”.
Ha vinto altresì la sezione Giovani Promesse al Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti (2016) con la lirica “Quando lei fuma”.
Oggi frequenta il Liceo scientifico di Trentola Ducenta (CE), ma spera di proseguire il suo camminino scolastico in ambiti umanistici.
“Perle o poesie opache dalla forma incerta”, di prossima uscita presso la MReditori, è una raccolta di 103 poesie e 52 aforismi, ed è la sua prima silloge poetica ad essere pubblicata.
Le poesie, per lo più, sono a tema romantico, quasi sempre espresso in maniera nostalgica o struggente.
La tristezza da cui sono permeate, tuttavia, non è la conseguenza di una resa dinnanzi ad un amore che svanisce, bensì un messaggio di speranza che non si consuma nel tempo.

Di seguito tre poesie e tre aforismi, dalla raccolta “Perle o poesie opache dalla forma incerta”:

EMANUELA (poesia)

Io ti amo Emanuela
Ma tra me e te c’è un pilastro
Lo sento freddo sulla schiena
Quanto crudele può essere
Sapere che oltre ci sei tu
La tua lingua morbida
Bagna la carta di una sigaretta
L’arrotoli
Come fai col mio sguardo
E la fumi
Come fai coi miei silenzi
Brucerei felice
Se morissi sulle tue labbra
E la mia cenere ti macchiasse i piedi
Per lasciarti un ricordo
Perché io non ricordo
Altro che amarti
Lo scrivo sul pilastro
Perché sulla pelle non c’è più spazio
Lo scrivo sempre
Sulla mia parte del pilastro
Quella che tu
Non vedrai mai

MANIFESTO (poesia)
In questo mondo matematico
La poesia è l’ultimo assaggio
Di libertà
I poeti sono stanchi
Stanchi
Stanchi
Dopo aver ucciso
Rima e metrica
È giunta l’ora
Della punteggiatura
La poesia si spoglia
Di un nuovo limite
E si mostra
Ancora di più
Nella sua indecifrabile bellezza
Nell’ombra delle regole
Scriveremo la confusione
Con i mattoni della poetica
Non faremo sculture
Ma disegni nella sabbia
Sassi fatti per divenire
Sabbia fine
Vetri forgiati
Solo per le notti
Dei cristalli
Se un corpo celeste
È informe
Se le sue orbite
Non necessarie
Rinneghiamo l’etere
Anche per la poesia
Che saprà essere bella
Perché incerta

NEL MIO SANGUE (poesia)
Forse ho finito
Le parole straziate
Forse non ho più inchiostro
Da piangere
Ma il dolore mi soffoca
Mi morde dentro
Sanguino
E nel mio sangue
Annego
Per tanti anni
Non ho vissuto
Ed ora che vivo
Muoio

Aforismi:
Il mondo è ricoperto d’asfalto
Ma non è nero
Il colore della terra

Vorrei mostrarti quanto del mio cuore
È pieno
Di te

Sono un rimasuglio di vita
Nelle profondità della tristezza

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di Teresa Lanna

(amoreperlarte82@gmail.com)

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.