In tempo di Quaresima, un “digiuno” di parole

L’invito che ogni anno è rivolto ai fedeli, da parte della Chiesa, al digiuno quaresimale cristiano, e che caratterizza il periodo antecedente la Santa Pasqua di Resurrezione, può essere accolto alla lettera, astenendosi dal consumo di cibi a base di carne ogni venerdì, ma, al contempo, essere applicato concettualmente, in maniera flessibile, a tutto quanto abbiamo di superfluo e a cui possiamo rinunciare, facendo qualche piccolo sacrificio.
Questo vale sia per i tanti oggetti materiali che ingombrano le nostre vite senza darci nulla di più rispetto al necessario, sia (e la cosa avrebbe ancora più valore se fatta consapevolmente) nei riguardi delle parole.
Sì. Perché oggi parliamo troppo; e a volte, lo facciamo a sproposito.
Quante cose potrebbero essere risolte se, prima di aprir bocca, riflettessimo su ciò che stiamo per dire!
Quanti litigi nascono per una parola di troppo, pronunciata in un momento di particolare concitazione e che basta ad innescare una vera e propria guerra che compromette, a volte per sempre, l’armonia familiare!
In un’epoca difficile come la nostra, in cui le disparità sociali la fanno da padrone e dove, da una parte c’è chi ha troppo, dall’altra chi non possiede neanche il necessario, la rinuncia assume l’aspetto, se non di un atto cristiano, di un dovere morale nei confronti di se stessi, ma anche degli altri. Un atto di umanità, di buon senso, che diventa estremamente importante, laddove c’è chi può permettersi di comprare, quasi a cadenza trimestrale, un cellulare con prestazioni maggiori del precedente e chi non ha neanche lo stretto necessario per sopravvivere.

Pablo Picasso, Vecchio mendicante con un ragazzo, 1903.

di Teresa Lanna

(amoreperlarte82@gmail.com)

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.