8 Marzo 2015: “Giornata Internazionale della Donna”

Occasione, in Italia, per rafforzare i diritti delle donne, per l’eliminazione delle violenze contro le donne, per il rispetto della dignità delle donne che va lentamente dileguandosi!

Condividi questo articolo
Segui Sordionline su
Pubblicato: lunedì 23. 2. 2015 alle 11:48
Categoria: Solidarietà
230 Numero visite
Commenta: Nessun commento
Postato: webdesigner

La Redazione di “Sordi on Line”, in occasione del prossimo 8 marzo 2015 in cui si festeggia la “Giornata Internazionale della Donna”, ha chiesto a Franco Previte Presidente della Associazione “ Cristiani per servire” che da tanto tempo si occupa del mondo della sofferenza e della disabilità, quali vicende hanno determinato questa Giornata” e quali problemi s’impongono ulteriormente con questa rievocazione. Si sconoscono le origini della festa dell’8 marzo, forse la più attendibile è quella che risale al 1908 quando le operaie dell’industria tessile Cotton di New York scioperarono per contestare le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Noi pensiamo che la ricorrenza offra l’occasione per ri-proporre alle Istituzioni tematiche di attualità in attuazione della Costituzione Europea .

 

  1. Signor Presidente, con  l’8 marzo 2015 sono passati 107 anni legati alla lotta sulla “condizione femminile”. Anche quest’anno sarà rievocata questa Giornata. Ma quale occasione ha determinato questo giorno, quali sono state le origini e con quali obiettivi?

 

  1. In atto ci sono molte leggende e forse le origini della “Festa Internazionale della Donna”, la più attendibile, è quella che risale al marzo 1908, quando, raccontano le cronache, le operaie, appunto, dell’industria tessile Cotton di New York scioperarono per contestare le condizioni in cui erano costrette a lavorare, quindi per essere tutelati e garantiti i loro diritti lavorativi .

 

festa-donna-menu-ricettePare che quel giorno il proprietario Mr. Johnson bloccò, con una motivazione sconosciuta, le porte della fabbrica e subito scoppiò un incendio e le 129 operaie, tra cui molte italiane, persero la vita mentre cercavano di difendere, ripeto, il loro diritto di lavoro, per un minimo di tutela e rispetto della loro dignità di persona umana e di lavoratrici.

In seguito Rosa Luxemburg, una propagandista socialista tedesca, propose di chiamarla “Giornata Internazionale” di lotta a favore delle donne : un movimento di ispirazione popolare.

La ricorrenza dell’8 marzo, offre come giustamente viene da Voi sottolineato, l’occasione di riproporre all’attenzione delle Istituzioni e soprattutto al Governo Renzi, specie in attuazione della Costituzione Europea, quelle tematiche d’attualità che richiedono ogni giorno il mondo del lavoro .

Assumendo una importanza mondiale divenne, in seguito, denominata la “Giornata della Donna”, ulteriore occasione per far conoscere all’opinione pubblica ed alle Istituzioni i problemi inderogabili della donna.

La ricorrenza dell’8 marzo, che continua ad avere una cadenza annuale, è diventata il simbolo del ricordo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso degli anni, il punto di partenza del proprio riscatto, ancora oggi viene celebrata per porre all’attenzione delle Istituzioni tematiche d’attualità, anche nel lungo processo dell’unificazione europea, come una speranza di democrazia, giustizia e pace.

 

  1. Il Governo in carica cosa ha fatto per le donne ? Quali provvedimenti ha adottato ? Ci pare che sia “fuori”, dimentico della situazione donna .

 

  1. Ai n/s giorni, purtroppo, il Governo Renzi non ha tenuto in considerazione i problemi specifici delle donne, soprattutto quando essendo un Governo di donne, non difende le donne, per la carenza di un Sottosegretariato o Ministero specifici ed atti per non vedere cadere taluni fondamentali valori etici e sociali che possono produrre un profondo divario tra situazioni legislative nel “problema donna” che resta pur sempre, protagonista privilegiata del cambiamento in continua evoluzione della nostra società, dove si tenta, ancora, di distruggere il principio fondamentale della famiglia che è la cellula fondamentale della n/s società.

 

Cambiamento, che ho citato, in quanto fra i due sessi dovrebbe intercorrere ed essere indirizzati all’unisono alla ricerca di una vita individuale e coniugale in cui si possa esprimere il meglio di sé e per il bene comune, anche se si “starnazza” di aiuti alla famiglia che non è sola quella dei pannolini, o degli 80 euro, non solo per bonus bebè per i primi 3 anni ( pari a 960 all’anno ) per chi  non supera le 1.500 euro al mese, mentre zero per i pensionati.

Anche se si assiste ad una “fragilità” della famiglia, ad una comunità “bersagliata” da nuovi disagi sociali, la donna, la madre, la sposa, la compagna sono sempre, ancora, in grado di rispondere alle debolezze dell’etica rispetto alle situazioni del quotidiano che diminuiscono il valore e le modalità educative verso le giovani generazioni. Come faremmo “se non ci fossero le Suore negli Ospedali, nelle Missioni, nella carità” (Papa Francesco 2.02.2014 Angelus).

Da tempo, da troppo tempo sui mass media si leggono notizie sulla rapida escalation di violenze fisiche o verbali verso il mondo femminile, verso un proprio congiunto, un amico, un cittadino/a qualunque, ricondotte ad improvvisi “raptus” di follie, di incomprensibili atteggiamenti sociali, terrificanti, terribili, tremendi : veri bollettini di guerra che psichiatri e psicoterapeuti si fanno in quattro per definire. Ma dove stiamo andando ?

Purtroppo constato con amarezza come a distanza di anni ancora nessun Esecutivoricorda l’Onorevole Ines Boffardi, quale Sottosegretario di Stato alla “ Condizione Femminile” del 4° e 5° Governo Andreotti, la quale per prima ufficialmente in Italia ha iniziato con appassionata e responsabile dedizione quel lavoro importante e necessario teso a valorizzare anche istituzionalmente la donna, quale persona nella società e nelle Istituzioni.

I tempi dell’epoca erano molto turbolenti ed uniformati al concetto che il “femminismo”, dove veniva “proclamato”, considerava solo la donna amministratrice del proprio corpo, il “momento” della sua fertilità e maternità, mentre l’iniziativa governativa era finalizzata al precipuo ed incondizionato obiettivo del riconoscimento dei diritti della condizione femminile e della difesa etica della dignità della donna per quella che era considerata dimenticanza, emarginazione, abuso, insensibilità.

La donna in ogni epoca ha contribuito ad una equilibrata crescita e conformazione dell’umana connivenza costituendo una ricchezza non solo nel focolare domestico, ma nell’intera società, restando pur sempre protagonista privilegiata del cambiamento in continua evoluzione della n/s società .

 

  1. Ancora oggi si tenta di distruggere il principio fondamentale della famiglia che è la cellula primaria e prioritaria della n/s società. Cosa ne pensa ?

 

  1. Non si deve ignorare che esistono altre famiglie e sono tantissime, dove insiste un malato in stato vegetativo, un malato psichico in cerca di una giustizia legislativa ( da ben 37 anni), quello fisico che trova ancora “intralci architettonici” nelle strade delle n/s città e dove tutti “vivono” con euro 279,75 al mese, mediamente secondo le disabilità, situazione che i “paladini della famiglia” difendono solo a parole nel progresso . Mi viene in mente un tipica affermazione del Poeta Marinetti, fondatore del Futurismo : “Abbiate fiducia nel progresso, che ha sempre ragione anche quando ha torto ” !

 

E’ un problema che anche in Italia non è soltanto culturale, sociale, politico, :http://it.radiovaticana.va/news/2014/08/29/cristiani_per_servire_pi%CB9_attenzione_ai_disabili/1105415

Non è vergognoso e scandaloso tutto ciò, mentre si dilapidano mezzi finanziari per spese inutili ? Infatti tutti, specie i politici,  sono in cerca della ribalta televisiva, nella certezza che “sposare la causa “famiglia”, anche quella del disabile, porti consensi. Ma cari amici della politica alle parole ci vogliono i fatti ! Perché anche il disabile fisico, l’andicappato psichico, invalido, cieco, sordo, sordomuto, drepanocitoso o talassemico major, ha le sue priorità, le sue debolezze, le sue necessità… e non chiacchiere !

 

  1. Intanto continua imperterrita la violenza contro le donne, specie in famiglia e fra i coniugi . Ma non è una ingiustizia riprovevole ?

 

  1. Certamente ! Bisogna ricordare che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituì nel 1999 la “ Giornata Internazionale per l’eliminazione delle violenze contro le donne”, dove era ed è inderogabile per ogni connivenza sociale proseguire nella riflessione di questo, ormai, deplorevole fenomeno che quasi giornalmente avviene in ogni Paese.

 

La lotta contro la violenza sulle donne, oggi, si è spostata con estrema escalation nelle famiglie ed ora anche contro i bambini, disabili, emarginati e persone indifese .

La rievocazione che avviene il 25 novembre di ogni anno, nel contesto della questione femminile, è dovuta anche per la conseguenza derivante da un lungo ciclo di scarso protagonismo culturale, sociale e politico della donna .

Una strutturale subalternità dei bisogni della stessa rispetto alla logica dello sviluppo sociale, con l’obiettivo di contribuire a colmare quei scompensi e costruire una situazione di parità attraverso itinerari capaci di valorizzarne le naturali specificità a beneficio dell’intera società .

E’ opportuno ricordare in queste Giornate madri, sorelle vittime indifese di violenze d’ogni genere, di stupri ricorrenti che lasciano nella “vittima” ferite profonde nel corpo e nell’anima, mentre incombono oggi 2015 rafforzati omicidi, suicidi quasi ogni giorno, anche nelle famiglie !

Ricordo queste donne casalinghe, “eroine” sociali, “angeli” della famiglia e del focolare domestico che devono “combattere” quasi quotidianamente con la presenza in famiglia di congiunti disabili siano essi fisici, malati in stato vegetativo, malati psichici, senza adeguati specifici provvedimenti legislativi finalizzati ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Dice Papa Francesco“ma per favore : non lasciatevi rubare la speranza” ( 24 Marzo 2013 Domenica delle Palme Sagrato di San Pietro), speranza che ancora “vive” nell’animo di questo mondo della sofferenza e della disabilità .

Quelle che si vogliono instaurare a volte sul mondo della sofferenza e della disabilità sono considerazioni molto pericolose perché potrebbero coinvolgere disabili fisici, handicappati psichici, anziani non autosufficienti, malati terminali : budget del ricoverato : unaeutanasia sociale ! con la “scusa” davvero colossale ed incredibile di lenire le sofferenze in quanto le cure ed assistenze comporterebbero una spesa sociale molto elevata per una lunga degenza o una lunga cura ed un aggravio alle loro famiglie.

Pare che si vada uniformando un “caso” molto delicato, importante e grave per la salute dei cittadini in quanto logiche di convenienza, come si vocifera, in nome del concetto supremo economico di risparmio, si tende ad abbandonare al loro destino pazienti dimettendoli anzitempo dalle strutture ospedaliere, ancor più gravi se questi sono disabili, anziani ed in condizioni di fine vita. Questa è eutanasia “fuori” dalla legislazione vigente in Italia.

Il problema femminile, soprattutto la mamma, non può essere ricordato solo in questa Giornata in subordine alle vicissitudini, ma nella quasi certezza di continuare a proporre soluzioni atte a risolvere anche quelle specificità di essere donna, riconoscendo il loro ottimo lavoro di laboriosità e di ingegno sia nel sociale, nel politico, nell’industria, con parità di partecipazione non ancora efficienti ed efficaci in qualche parte del mondo.

L’8 marzo lo si deve festeggiare nella consapevolezza e nell’auspicio di una nuova società che attribuisca a valori umani ed etici nel “viaggio della vita” per un apporto profondo e ricco di solidarietà fra il genere umano.

Questo è il significativo ricordo della “Giornata Internazionale della Donna”nella consapevolezza e nell’augurio di un rinnovamento continuo della società verso valori umani e di bene comune fra il genere umano e ringrazio la Redazione di “ Sordi on line” per aver fatto “rivivere” quei momenti così importanti, ma molto delicati per il mondo donna nella vita del n/s Bel Paese .