Informare ospite del 9° Stormo Francesco Baracca

A passo lesto ci muoviamo, come gli uomini e le donne del 9° Stormo sono abituati a fare nelle loro mansioni quotidiane.

La moltitudine di sigle usate, il codice di comportamento all’interno del sedime militare come in territori di guerra, l’importanza di ogni singola azione ed il peso di ciascuna di esse sono indispensabili a comprendere il lavoro di questa squadra e ad apprezzarla. Viviamo per un giorno con loro mentre svolgono le ordinarie attività. Tra queste la visita al GEA (Gruppo Efficienza Aereomobili), scuderia del 9* Stormo, dove troviamo gli elicotteri per la manutenzione, il collaudo e rimessa in volo. Un gentilissimo Ufficiale Tecnico sintetizza in pochi minuti l’articolata attività sulla linea B112.

Nella prima fase, una squadra di tecnici manutentori esegue un check con prove funzionali, utili a verificare se quanto riportato sui documenti acclusi al mezzo corrispondono a quanto riscontrato dai tecnici. Terminato il controllo, l’Ufficio tecnico prepara i cicli manutentivi ed affida il mezzo ad una baia e ad una squadra di lavoro che provvede a smontare il velivolo in un periodo variabile di circa un mese. Parallelamente, si avvia una corposa attività tecnica sulla parte cablagistica dei nostri gioiellini che montano sistemi ad arma un poco datati ma ancora molto richiesti e controllati con un’attività tecnologica molto avanzata. Nella fase di rimontaggio, di circa 3-4 mesi in base alla profondità dell’intervento, è molto importante che la fase di controlli qualità venga eseguito da personale tecnico esperto di pari qualifica che garantisce, in un clima di sana collaborazione, il controllo del montaggio di ogni singolo componente garantendone sicurezza e qualità, fondamentale a tutto l’operato. Questa fase si conclude con altri check funzionali, elettro-idraulici e motori e con la chiamata di un pilota collaudatore a cui si affida l’elicottero per la prova funzionale al collaudo, prova che avviene a terra, per la funzionalità motore, e in volo, per la parte elettrica avionica, radiocomunicazioni ed altro. Solo quando tutto è pronto, il pilota rilascia l’operatività della macchina e l’elicottero viene assegnato al reparto operativo per le sue attività.

Per alcune missioni fuori sede, è stato studiato un piano di proiettabilità che definisce la quantità e la tipologia di materiale da spostare tra cui, qualche volta, anche un elicottero che, smontato in circa 14 ore, viene imbarcato e portato a destinazione dove, nel giro di 18 ore circa, è nuovamente rimontato e reso funzionante. In ogni condizione, il 9° Stormo è autonomo e fornisce supporto alle Forze Speciali anche in operazioni internazionali, militari, di ricerca e soccorso, soprattutto laddove i mezzi di terra non riescono ad arrivare.

La conoscenza della carte e la gestione del traffico aereo prevedono un’elevata competenza professionale sia nella fase di movimento al suolo che nelle immediate vicinanze dell’aereoporto o in quello più ampio di competenza della Torre di controllo. L’utilizzo delle autostrade del cielo, invisibili ma reali, adoperano un riferimento normativo ed un linguaggio univoco. I limiti di competenza di ciascuna Torre di controllo si sviluppa in 3D  e si misura in miglia o piedi. Ciascuna giurisdizione gestisce sia il traffico civile che quello militare, le linee ed i traffici ed è tanto articolato e delicato che prevede, oltre ad una grande passione, anche un’elevata competenza professionale, linguistica e fisica.

La visita alla Tiger Room mostra la grande raccolta di cimeli donati alla squadra da quando è stata fondata nel 1919 mentre negli anni 60 entra a far parte della Nato Tiger….

Ogni anno, tutti i gruppi che hanno come emblema la tigre si misurano in volo e competono per il loro premio. “Siamo il secondo gruppo per anzianità dopo i belgi”, ci racconta uno degli Ufficiali.

Breafing pre volo e di sicurezza, il Lince operativo ed i fucilieri dell’aria sono protagonisti assoluti dell’operazione di salvataggio in territorio nemico a cui abbiamo l’onore di partecipare.

Finita l’esercitazione, il comandante Pilota Pasquale di Palma ci concede un’intervista.

Come si colloca il 9° stormo all’interno dello scenario nazionale ed internazionale”

In ambiente nazionale ed internazionale il ruolo del 9° stormo è sicuramente molto ampio perché le nostre forze sono di supporto alle Forze speciali ma sono speciali di per sè. I nostri uomini e donne sono professionisti e lo dimostrano ogni giorno. Le attività principali sono quelle di supporto a tutte le interforze che si occupano dei settori speciali. Abbiamo delle specificità: il 21esimo gruppo volo ed i fucilieri dell’aria, sono entrambi capaci di supportare in modi complementari le attività delle forze speciali, una nicchia di competenze.

Oggi avete visto un’operazione di soccorso ma il nostro operato con il 21esimo ed i fucilieri dell’aria siamo in prima linea in questa missione di supporto alle attività.

Col vostro operato, potete dire di aver salvato delle vite umane ed in che modo?

Il salvataggio di vite umane è sicuramente al primo posto, fa parte della connotazione di questo gruppo volo che ha partecipato a tutte le operazioni nazionali ed internazionali in termini di supporto per calamità naturali, soccorso marittimo ed aereo, civile e militare in strettissima collaborazione con tutte le forze di terra che si occupano della incolumità della cittadinanza.

Può parlarci della  pista semi preparata che abbiamo notato in Aeroporto?

Nasce dall’esigenza di addestramento con velivoli come i C-130 e C-27 per atterri e decolli su piste che non rispettano gli standard previsti ma si presentano più o meno accidentate e non sempre adeguate. È una pista unica nel suo campo utilizzata da tante nazioni, non solo dall’Italia, e permette di esercitarsi soprattutto per missioni in Libia, Kosovo, Kuwait.

Operazioni alle quali avete partecipato e che vi hanno visti come elementi risolutivi della problematica?

Esercitazione/competizione del Tiger Meet, un’esercitazione annuale di memoria storica delle forze dell’aviazione in cui il 21esimo ha ben figurato negli ultimi anni rappresentando come il connubio macchina-personale di bordo può superare delle vetustà del sistema stesso. Questa sintonia e capacità ha condotto ad ottimi risultati. Con la NATO ed altre forze armate, ci sono tante attività, tipo il Personal Recovery dove si è lavorato insieme per imparare a gestire al meglio le missioni.

La presenza della NATO all’interno dell’aereoporto, come vi ha arricchito?

La presenza del 2nd Signal Battillon mostra la connotazione di questa base, con l’ambizione verso il contesto internazionale e che ci porterà in futuro verso una ricchezza professionale ed operativa per la Base stessa. Si tratta di un indotto che non va lasciato cadere nel dimenticatoio.

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di Annamaria La Penna

Servizio fotografico a cura di Carmine Colurcio