Teatro in Comune – Francesca da Rimini conquista il pubblico

 

Mondragone – Ieri sera nel cortile della Casa Comunale di Viale Margherita, nell’ambito della Rassegna Nazionale di Teatro “IL SIPARIO D’ARGENTO” organizzata dall’Associazione Culturale “IL SIPARIO” di Mondragone con la Direzione Artistica di Franco Di Lorenzo e con il patrocinio del Comune di Mondragone, è andata in scena “Francesca da Rimini” di Antonio Petito,  interpretata dalla Compagnia Teatrale “ACIS IL SIPARIO” che, attraverso gesti, battute, equivoci e battibecchi tra i personaggi è riuscita a creare un clima di ilarità tra il folto pubblico presente.

“Francesca da Rimini” è un testo che, per la sua meta-teatralità, anticipa il “teatro nel teatro” pirandelliano, in quanto l’ azione, svolgendosi anche in platea, mette a nudo il gioco del teatro. L’autore, Antonio Petito, è un attore napoletano vissuto nell”800, appena capace di leggere e scrivere. Le sue opere sono scritte con la mentalità di chi pensa alla comicità che la battuta scaturirà nel teatro, grazie al vivo ed immediato contatto con il pubblico. La scrittura, per Petito, è soltanto appoggio mnemonico all’uso scenico: le battute, che nel testo risultano difficili, nella recitazione provocano invece irresistibilmente la risata, accompagnate dalla ricca mimica richiesta dalla situazione.

“Francesca da Rimini” è una parodia. In letteratura si ha la parodia quando  un’opera che tutti conoscono come ‘seria’ viene utilizzata da un altro scrittore allo scopo di far ridere.  Petito, in quest’opera, fa la parodia di un motivo letterario tra i più famosi, la storia tragica di Francesca da Rimini. La vicenda di Francesca è raccontata per la prima volta da Dante nella Commedia: è la vicenda di due nobili amanti del 1200, Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, i quali vengono sorpresi da Gianciotto (o Lanciotto) Malatesta, legittimo marito di Francesca, e uccisi.
La storia di Francesca e di Paolo è stata trattata spesso in letteratura e nell’arte figurativa: nell’Ottocento Silvio Pellico ne scrisse una tragedia, mentre molti presero il motivo a soggetto di opere liriche. Si trattava quindi di una vicenda molto nota, ben conosciuta dal vasto pubblico, il quale era al corrente della triste fine dei due amanti e sapeva già che quella storia era legata a sentimenti dolorosi e lacrimevoli.
Proprio su queste attese e conoscenze del pubblico gioca la parodia di Petito, il quale immagina un teatro dove, al momento in cui deve andare in scena la Francesca, vengono a mancare gli attori, impediti da una serie di liti sentimentali degenerate in zuffa. La prima attrice, che deve impersonare Francesca, scopre il proprio fidanzato in compagnia di alcune ballerine; questi, per parte sua, trova lei in compagnia dell’attore che deve impersonare Paolo. I due rivali si affrontano, l’uno con la spada, l’altro con la pistola; ne nasce un parapiglia. La compagnia si scioglie; la recita non può più avvenire. Il pubblico, intanto, attende che si alzi il sipario, e protesta perché è stanco di aspettare. È Don Gennaro, interpretato da Sasà Palumbo, ad annunciare alla platea quanto è accaduto,e questo annuncio, che è già finzione scenica, è simulato come vero: insomma, realtà e finzione si sovrappongono, e gli spettatori veri, tra i quali ci sono alcuni attori che si fingono spettatori, vengono coinvolti anche loro nella farsa. Questi artifici accentuano la comunicatività del testo, che riesce a far ridere anche i bambini o il pubblico più incolto. E’ lo stesso Don Gennaro che deve sapersi arrangiare  a trovare il modo di allestire lo spettacolo anche senza gli attori: lui stesso, travestito da donna, farà la parte di Francesca; prenderà tra il pubblico Paolo; manderà a chiamare Gianciotto tra gli avventori del caffè che sta di fronte al teatro. Naturalmente i nuovi attori non sanno la parte, e devono inventare, imbastendo gesti e battute grossolane che si adattino grosso modo alla storia dei due celebri amanti.
A fine serata, il regista Sasà Palumbo, a nome della Compagnia ha dedicato un momento di riflessione ai momenti tragici che si sono vissuti nei giorni scorsi, riferito sia alle vittime dell’incidente ferroviario avvenuto in Puglia e sia alle vittime dell’attentato di Nizza, anche per esprimere la propria vicinanza a Raffaele Wirz, l’attore protagonista che ha impersonato Don Anselmo, la cui mamma è miracolosamente scampata all’attentato di Parigi che è costato la vita a tante vittime innocenti.

Questi i prossimi appuntamenti:

  • Martedì 19 Luglio – Compagnia “NOI, ATTORI PER CASO – Parrocchia di San Rufino” con lo spettacolo ‘NA STRANA FAMIGLIA;
  • Sabato 23 Luglio – Compagnia “GRUPPO DEL PIERROT” con lo spettacolo NON MI DIRE, TE L’HO DETTO di Paolo Caiazzo;
  • Giovedì 28 Luglio – Compagnia “PICCOLA RIBALTA OPLONTINA” con lo spettacolo IO, ALFREDO E VALENTINA di Oreste De Santis;
  • Lunedì 1 Agosto – Compagnia “TRA PALCO E REALTA’ “ con lo spettacolo VENERDI’ 17 di Antonino Grosso;
  • Sabato 6 Agosto ore 21 PREMIAZIONI a seguire La Compagnia “IL SIPARIO” con lo spettacolo VITA DA ARTISTA da Petito.

Buon Teatro a tutti.

Mina Iazzetta

Info: minaiazzetta@libero.it