2 Giugno – Festa della Repubblica. Onore agli Eroi dimenticati.

Il 2 giugno celebra la nascita della Nazione.

Il cerimoniale in Italia prevede la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto, presso l’Altare della Patria, e un’importante parata militare in onore della Repubblica, in presenza delle più alte cariche dello Stato. Alla parata, prendono parte tutte le Forze Armate, tutte le Forze di Polizia della Repubblica, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Croce Rossa oltre a alcune delegazioni militari della NATO, dell’ Unione Europea e dell’ONU.

Ma chi è il Milite Ignoto?

Il Milite Ignoto è soldato italiano, senza nome, che ha combattuto per la Patria durante la prima Guerra Mondiale e la cui salma riposa all’altare della Patria a Roma, Il Vittoriano.

Agli Eroi di Guerra senza nome, va l’omaggio più alto dello Stato Italiano.

Al centro del mastodontico Altare della Patria, dedicato a Vittorio Emanuele II, diventato in seguito monumento nazionale, sotto la Dea Roma, giace il corpo di un soldato non identificato.

L’idea di onorare una salma sconosciuta risale in Italia al 1920 e fu propugnata dal Generale Giulio Douhet.

Il relativo disegno di legge fu presentato alla camera italiana nel 1921.

Approvata la legge, il Ministero della guerra diede incarico ad una commissione che esplorò attentamente tutti i luoghi dove furono più aspri i combattimenti, dal Carso agli Altipiani, dalle foci del Piave al Montello.

Le undici salme ebbero ricovero, in un primo tempo, a Gorizia, da dove furono poi trasportate nella Basilica di Aquileia il 28 ottobre 1921. Qui si procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani.

Spettò a una popolana di Trieste, Maria Bergamas, mamma di un soldato deceduto, Antonio, scegliere la salma che oggi riposa nella capitale. La donna entrò in Chiesa e si fermò davanti ad uno dei feretri, lì probabilmente ci sarebbe stato suo figlio, un ragazzo che aveva disertato la leva con l’esercito austriaco per combattere a fianco degli italiani. Fu straziante. La bara prescelta, collocata sull’affusto di un cannone e, accompagnata dai reduci decorati al valore e più volte feriti, fu deposta in un carro ferroviario appositamente disegnato.

Poi, la salma venne trasferita in treno a Roma. Ad ogni stazione il convoglio ferroviario fece una sosta, tra gli applausi degli italiani, radunati per omaggiare l’eroe simbolo: il Milite Ignoto, morto a difesa della Patria.

Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano.

La cerimonia ebbe il suo epilogo nella capitale. Tutte le rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei caduti, con il Re in testa, e le bandiere di tutti i reggimenti mossero incontro al Milite Ignoto, che da un gruppo di decorati di medaglia d’oro fu portato a S. Maria degli Angeli.

Il 4 novembre 1921 il Milite Ignoto veniva tumulato nel sacello posto sull’Altare della Patria.

Al Milite Ignoto fu concessa la medaglia d’oro con questa motivazione:
“Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria.”

Mina Iazzetta