GAL ALTO CASERTANO, IL MARCHIO D’AREA CONVINCE I CONSUMATORI

GAL ALTO CASERTANO, IL MARCHIO D’AREA CONVINCE I CONSUMATORI

 

Presentati a “Fiera Agricola 2016” oltre cento prodotti agroalimentari “figli” di una terra incontaminata, sorprendente e generosa

 

Cappella (Gal): «Il marchio è garanzia di acquisti responsabili e di economie sostenibili»

 

PIEDIMONTE MATESE. L’Alto Casertano in un marchio. Il Gal, gruppo di azione locale che abbraccia ben 48 Comuni della provincia, ha scelto “Fiera agricola 2016” per presentare a decine di migliaia di visitatori il proprio Marchio d’Area, segnalato come «best practices» tra le iniziative europee finanziate dai programmi «Leader». «Sotto un unico tratto grafico – spiega Pietro Andrea Cappella, coordinatore del Gal –, abbiamo raggruppato oltre cento prodotti che «distillano» il meglio dell’agroalimentare della zona compresa tra il Matese, il Monte Maggiore e il Monte Santa Croce». Lo stand, tra i più affollati nei quattro giorni di esposizione, conclusasi il 25 aprile, ha dimostrato ai consumatori l’impegno che il Gal sta profondendo nella valorizzazione delle tipicità enogastronomiche. Nel paniere, un’accurata selezione di vini, salumi, formaggi, miele, oli, conserve, confetture, farine, legumi, frutta, verdura, prodotti da forno e del bosco: tutti di provenienza certificata, sottoposti a rigidi disciplinari a garanzia di chi compra e rispettosi degli ecosistemi in cui avviene la produzione, la cui salubrità è, peraltro, assicurata da un innovativo biomonitoraggio effettuato attraverso le api del progetto «Cara Terra». Grazie al Marchio d’Area, le Cipolle Alifane, i Tartufi del Matese, le Olive Caizzane, il Maialino Nero, le Mele Annurche, i Caciocavalli Silani, i biscotti di San Michele, per citare solo alcune delle tipicità tutelate, sono ora riconoscibili e, quindi, al contempo, oggetto di promozione e soggetti promotore di un sistema virtuoso. «Il marchio – rivela Cappella – è un sogno che ho voluto si realizzasse, dopo aver conosciuto una realtà simile in Austria. Lo considero un viaggio alla riscoperta dell’identità di un popolo che condivide storia, tradizioni, confini geografici e prodotti della terra. È un percorso impegnativo ma avvincente, nella direzione di forme di acquisto responsabili e di economie sostenibili». Tra le tante attività in agenda a «Fiera Agricola», Gal è stato ospite di un bel convegno, promosso dal Consorzio Nazionale Produttori Apistici, su «I prodotti di eccellenza e la promozione del territorio: il miele e le altre tipicità dell’Alto Casertano». Moderati dal vicedirettore del dipartimento di Agraria dell’Università del Molise, Antonio De Cristofaro, sul mondo dell’apicoltura e non solo sono intervenuti Riccardo Terriaca, direttore del CoNaProA, Mario Ambrosino, presidente dell’Associazione Interprovinciale Apicoltori Casertani e Napoletani e Adornino Scacchi, il più famoso apicoltore professionista italiano. Nella seconda parte, la parola è passata a Gennaro Granata, delegato regionale Coldiretti Giovani, il quale ha ribadito «l’importanza dell’agricoltura e del rapporto tra produttori e consumatori». Poi, al microfono, Giovanni Esposito di Fattorie Montane e Gennaro Di Vincenzo, project manager di Resourse Napoli, i quiali hanno illustrato il ruolo strategico del brand «Alto Casertano» agli occhi del consumatore e le strategie di marketing per consentire l’inserimento dei prodotti nei circuiti di vendita della Grande distribuzione organizzata. All’incontro sono intervenuti anche Pier Antimo Carlino, del consorzio Tecnova, Angelo Milo, direttore di Coldiretti Caserta, e lo stesso Cappella. Tra i benefici effetti collaterali del Marchio d’Area, oltre alla difesa degli acquirenti e dei produttori, le ricadute sul turismo e, più in generale, sulle capacità attrattive dell’Alto Casertano, un territorio incontaminato, generoso e assetato di riscatto.

 

Piedimonte Matese, 26 aprile 2016

 

 

 

Per il Gal Alto Casertano 

 

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Ufficio stampa

Claudio Lombardi 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.