Luigi Leonardi – Serve più collaborazione sociale

Luigi Leonardi, imprenditore napoletano, dopo anni di minacce, estorsioni e intimidazioni da parte della Camorra, iniziate nel 1997, finalmente riesce a ribellarsi e riprendersi ciò che è di suo diritto: la vita. All’epoca dei fatti si muoveva nel settore dei lampadari e possedeva negozi a Nola, Giugliano, Cardito e Melito che aveva dovuto chiudere proprio a causa dell’opprimente fiato sul collo della camorra, che non gli permetteva di avere un attimo di riposo. Dopo un maxi processo, concluso con l’arresto di circa 170 persone, Luigi si è visto negato della scorta urgente , assegnatagli solo dopo l’intervento de “Le Iene”, e privato della propria famiglia. Infatti aveva confessato di essere costretto a una sorta di “protezione fai da te” che consisteva nel cambiare dimora ogni 6-7 mesi, per evitare che lo rintracciassero. Un modello da seguire contro l’omertà e la paura di denunciare ,Luigi Leonardi, seguito da migliaia di persone sui social, è stato disponibile per parlarci di come vive la sua situazione ora e di come è cambiata la sua vita.

Signor Leonardi come vive questo momento?

“Mi hanno fatto spesso questa domanda, riferendosi al fatto che per questi gravi motivi sono dovuto andare sotto scorta. Sto vivendo questo periodo con molta più sicurezza, prima non era assolutamente così, era un continuo nascondersi e vergognarsi delle scelte che ho fatto: denunciare e contrastare la criminalità organizzata. Purtroppo, nella nostra terra, l’errore sta nel denunciare, non nel pagare.”

Ha ricevuto molta solidarietà dopo il servizio de “ Le Iene”?

“Tantissima, così tanta da non averne neanche un’ esatta contezza. Più di tutto, le persone che mi scrivono stanno riponendo in me una speranza di rinascita affinché questa nostra terra abbia diritto ad una seconda possibilità. D’altronde le persone per bene sono tante, ma molte di più rispetto ai criminali.”

Puoi dare qualche consiglio alle persone che si potrebbero trovare nella sua situazione?

“ Alle persone che si trovano o si potrebbero trovare nella mia situazione, consiglio di non aver paura di questi reietti. L’unione fa la forza, non abbiate paura. E’ arrivato il momento che questi si cerchino un lavoro piuttosto che comportarsi da parassiti a scapito delle brave persone. La denuncia e la collaborazione sociale, queste sono le uniche soluzioni. Un consiglio mi permetto di lanciarlo anche ai giovani; siete voi il futuro sano che il Paese merita, non smettete mai di rendere il domani migliore di oggi. Meritate di meglio.”

 

 

di Flavia Trombetta