MARIO MASCIA; SE-gni & DI-segni in “Passaggio D’Inverno”

12469497_455729621285448_8722412660730419039_o
art/studio gallery_ MASCIA MARIO, foto: Angelo Pescatore

Nello “spazio del contemporaneo”, dove le esigenze si raccordano alle certezze, il fare operativo s’esplica in forme del contestuale mitizzato e recondito. Il costruito nella fattispecie si fonde con le esperienze del nostro sotto-strato; radici inconfutabili dalle quali ci risulta impossibile denaturarci. Quando pensiamo alla contemporaneità e alla sua discretizzazione, oggi, a mio parere, il tutto vuole essere molto complesso e delocalizzato. L’assenza di un vero e proprio riferimento decodificato non sempre guida l’utente verso lo scopo prefissato, traghettandolo con tempistiche volutamente differenti in meandri ignoti del fare produttivo semantico e compositivo. Anche in questo caso come in altri trattati, concedetemelo amo con affetto naturale di figlio, ed emozione sincera, riportare un’esperienza fortemente complessa di un noto artista Campano…di origini Sannite il Maestro Prof. Mario Mascia.

Artista nato e cresciuto in un paesino della ridente provincia beneventana, Colle Sannita, nella culla del fare produttivo del Sannio, formatosi presso il Liceo Artistico Statale di Benevento, prosegue la sua crescita concludendo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli laureandosi meritevolmente con il Maestro Prof. Spinosa. Da sempre partecipa ed ha partecipato a mostre e personali espositive in Campania e in tutta Italia, riportando sempre uno stile finemente unico e fortemente conclamato. A tal proposito, nell’ambito della rassegna atistica “PASSAGGI D’INVERNO”; una personalissima e interessante idea del Maestro Prof. Mario Lanzione che nella sua galleria espositiva art/studio Gallery in Benevento prevede una serie di sette personali con sette opere esposte per sette Artisti per sette settimane di esposizione; in essa, il Maestro Prof. Mascia presenta una sua personale inedita collezione d’opere alcune pittoriche altre grafiche e scultoree. Il fare di questo visionario artista; vede il mondo e la dialettica che lo caratterizza in un suo intimo meta-codice; è molto evidente nella lettura complessiva del suo operare la chiara e repentina necessità di collimare con il visivo un’attenta ricerca condivisa. Muovendo lo sguardo e il pensiero dell’osservatore in un pluridimensionale intento progettuale; “il riciclo e la passione per l’elemento cartaceo”, inteso fortemente nella sua accezione nobilitata, pertanto suggerito come strumento di creazione labile e strutturalmente radicato nelle esperienze sensoriali che ci accomunano sin dalla nostra infanzia. A mio modesto parere andando a ripercorrere le origini; le sue, le nostre; quelle volute e comuni; il foglio di carta era ed è si strumento di creazione; ma anche specchio e scrigno depositario, di segni e di-segni; dove l’idea della speranza e il suo racconto si argomentavano e protendono a nuova dominante genesi e decisa sperata misura. Proprio in questa nuova, forte, quasi irriverente traduzione espressiva, che dialoga e interagisce il lavoro totalizzante del Maestro Mario Mascia. Quando si osserva e ci si espone al suo fare, l’oggetto-progetto, che lui finemente racconta; la sua struttura complessa, segnata, costruita, ridefinita, segue un naturale processo vitale; per il giusto passaggio da tenue e bidimensionale palinsesto di racconto e deposito; ad aulico e costruito palcoscenico spaziato enne-fattorializzato. Il volume che volutamente lui traccia occupa presenza e spessore reale, il dialogo cromatico notevolmente legato si erge a stendardo del chiaro e scuro, un susseguirsi di presenze e latenze, di positivi e negativi; di solidi e soffusi bianchi, e specifici e dominanti neri; concetto “espressivo” per il suo astratto concettuale, ed “espresso”, per la sua valenza morale. Le opere del Maestro Mascia nascono oggettivamente da un retaggio nel passato tacitamente segnato e ri-di-segnato dove miti e leggende ataviche quasi rievocano gesti maturi, aulici, ridondanti. La sua declinazione futuribile, amiamo pensarla e osservarla nella natura riciclata e riciclabile dei nostri ambienti attuali, dove trame di pattern composito si deformano nella rigenerazione di un nuovo tessuto generativo, dove la trama segnata è da solida sponda per una nuova pelle, del tutto antropizzata e complessamente ri-vissuta.

Alla fine di tale processo, ma proprio alla fine; nell’intento delle sue opere….quelle di un ”padre- Artista”, la giusta dimensione percettiva vuole essere narrata sia come irraggiungibile segno d’approdo quasi asintotico baluardo di confine; ma anche, mirando da esso intesa; come grata ammirata chimera; sensibile richiesta concessa, auspicata lieta, prossima-prospettiva.

12491865_455729394618804_550695167052749133_o

art/studio gallery_ MASCIA MARIO, foto: Angelo Pescatore

 

12525396_10207300257656640_1242785918013617907_o
art/studio gallery_ MASCIA MARIO, foto: Ludovico Mascia

 

12525410_10207300448861420_6529304294714766350_o
art/studio gallery_ MASCIA MARIO, foto: Ludovico Mascia

 

12605338_10207300419540687_7821817378479696449_o
art/studio gallery_ MASCIA MARIO, foto: Ludovico Mascia

 

12622183_10207300254096551_51901531075928572_o
art/studio gallery_ MASCIA MARIO, foto: Ludovico Mascia

About Gabriele Arenare

Classe '88. Laureato in Informatica (Tecnologie Multimediali), presso il dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli "Parthenope". Diplomato in Fotografia pubblicitaria, Grafica pubblicitaria ed editoriale e Web Design presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione visiva) a Napoli.