È PASSATA ‘A NUTTATA – Nec spe nec metu, il bello e il difficile iniziano ora

2015-11-30_21-35-52Notte insonne per Napoli, sulla vetta d’Italia dopo 25 anni dall’ultima volta in solitaria, nonché dallo scudetto del ’90. C’è qualcosa di magico quest’anno per Partenope, un destino graffiato dall’incoscienza consapevole di poter rimanere a lungo lassù, nella posizione più bella e difficile del campionato. Notte di calcio e spettacolo, di un Napoli che alza la voce dopo un minuto e che prova a sigillare la partita con la doppietta di Higuain dopo un’ora di gioco. L’esperienza di Mancini induce l’Inter ad aspettare l’avversario per provarci nell’ultima frazione di gara, con risultati più o meno soddisfacenti: la rete di Ljajic tieni in vita la gara fino al 94′. Ed è in quegli squarci finali di partita che si consacra il destino del Napoli: la schiacciata di testa di Jovetic è micidiale all’interno dell’area di rigore, ma il pallone si stampa sul palo, e poi Reina unisce il mistico al talento con una delle più belle parate degli ultimi tempi, salvando il risultato e facendo impennare il Napoli avanti a tutte.

Napoli e Inter sono due gran belle squadre, con mentalità di gioco diverse, ma sicuramente entrambe da scudetto. Ora comincia una nuova stagione per Sarri e i suoi uomini: tenere la vetta tra pressione degli avversari, stanchezza che incalza mese dopo mese, concorrenza spietata non è facile, e la forza del gruppo dovrà essere tale da capire che è necessario volare bassi per poter guardare gli altri dall’alto. E Sarri, nel post-partita, con una dose di adrenalina inimmaginabile nelle vene, è capace di affermare: “Domani i miei riceveranno un cazziatone per essere calati gli ultimi 20 minuti. Higuain? – continua – può ancora migliorare e diventare il più forte di tutti”. L’esperienza dell’allenatore tende a placare il clima di inevitabile entusiasmo. È arrivato il momento in cui sbagliare non è concesso.

Il campionato è lungo, Higuain è fortissimo e il Napoli è in gran forma. C’è un vecchio motto latino che potrebbe calzare a pennello per questo Napoli: “Nec spe nec metu“, “Né con speranza, né con timore“. Vivere di sola speranza induce l’uomo ad illudersi; crearsi un muro di paure distruggerebbe lo stato mentale del gruppo. E allora è necessario continuare a lavorare per non perdere la continuità dei risultati, con la semplicità di un trascinatore e l’incoscienza consapevole di un gruppo diventato grande.

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!