“Naples meets the world” l’elitè della produzione di Moda Campana è pronta per dominare il Mondo.

L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”. E ti pare poco; Rè Giorgio Armani guida e ci colora nell’elegante citazione che apre quanto da dirci; nel racconto di una storia vera fatta di persone professionisti sopraffini, artisti e operatori di settore, maestri del fare che hanno voglia di vivere, d’essere grandi all’ombra di un amico Vesuvio e di un amore che è infinito tra Margherita e Maradona; occasione da non perdere quella del “Naples meets the world” evento che si è svolto nei giorni 21, 22 e 23 ottobre nel regno di “Totò e Peppino”, dove una selezionata schiera di giornalisti e buyers internazionali si son trovati all’ombra del Vesuvio per scoprire tutto il fascino dell’industria partenopea della moda. “Assafaddio”….e ci voleva….finalmente; citazione di piena soddisfazione tipicamente legata ai nostri luoghi; il tutto voluto dalla locale Confindustria con il supporto dell’Agenzia Ice e la collaborazione della Price Waterhouse Coopers e patrocinata da Sistema Moda Italia, l’iniziativa intendeva accendere i riflettori su uno dei comparti più dinamici e futuribili dell’industria d’eccellenza campana. Finalmente il bel vestito e l’accessorio del Nostro capoluogo di regione si cuce alla grandissima qualità del design della manifattura alla realizzazione artigianale di quello che fa moda d’élite campana nel mondo, la città che veste e disegna. Non a caso due dei due maggiori eventi sono stati svolti uno, al Teatrino di Corte a Palazzo Reale e l’altro al foyer del Teatro San Carlo. I “numeri 10” della tradizione sartoriale sono stati invitati con grande successo a partecipare, veri e propri ambasciatori di stile e qualità, non più di cinquanta divisi tra grandi marchi – Attolini, Kiton, Isaia, Sartoria Partenopea, Marinella, Tramontano, Finamore, Barba per citarne alcuni – e piccole e medie realtà emergenti del pronto moda, se ho dimenticato qualcuno nessuno me ne voglia; realtà che nella loro produzione investono e hanno investito sempre chi per capitale prima umano; poi, realmente economico, vestendo la voglia di emergere di un sentimento di produttività vero, che nasce cresce elaborandosi a qualità eccessiva nel nostro sud nella nostra amata regione Campana. Racconto di una storia di stile possibile di un “made in Italy” dialettale che è considerato lingua e quindi pertanto linguaggio codificato misurato espressivo vero….e “yamm ya…” a sprono verso una direzione del mercato internazionale che fortunatamente oggi come oggi con tutti i nomi sopracitati non può avere occhi chiusi e mani conserte; ed è in questa fase che un incontro di questo tipo è servito…grazie alla delegazione di cinquanta grandi acquirenti di Stati Uniti, Cina, Emirati Arabi, Francia, Germania, Russia e Gran Bretagna, accompagnata da dieci opinion maker e venti giornalisti specializzati provenienti da tutto il mondo con hanno avuto il piacevole ed annoso compito di dare alla manifestazione e ai suoi attori il massimo risalto possibile. Tante le proposte tante le conferme tanti i progetti di un comparto che è diventato trainante per l’economia regionale e nazionale in Europa e nel mondo. Tanti punti di riflessione e dibattito in giorni dove la tendenza era quella di mostrare il vestito buono il must migliore la qualità vera; sono emersi numeri tendenze progetti valori; nel paese le imprese attive sono più di sessantamila, per circa mezzo milione di addetti, quasi tutte di piccole dimensioni. In tutto il Sud, per fornire qualche altra indicazione utile, le grandi aziende sono appena meno di venti e rappresentano il dieci per cento del fatturato d’area. In Campania il dato si riduce a cinque e l’80 per cento delle imprese ha un giro d’affari inferiore ala decina di milioni. Insomma, l’arte è diffusa ma fragile e richiede una nuova necessaria auspicata utile organizzazione. Su migliaia di imprese esistenti al Sud, la Campania ne ospita più di quattromila che sviluppano un fatturato pari al quaranta per cento dell’intero Mezzogiorno. “E yamm bell” e in questo contesto che il magnifico capoluogo campano e la sua provincia incidono più del cinquanta per cento tanto da guadagnarsi l’attestato di area leader grazie soprattutto al capo spalla maschile e alla lavorazione della pelle. Il principale distretto produttivo fatto di realtà di gusto ed eccellenze produttive di qualità, il più grande dell’intero Meridione, è quello di San Giuseppe Vesuviano specializzato nel pronto moda e nelle lavorazioni conto terzi. Nella nostra amata d elegante regione, terza in Italia nel settore, spiccano anche i cluster di Sant’Agata dei Goti, San Marco dei Cavoti, Solofra per la concia e alta lavorazione delle pelli; Grumo Nevano e l’intero Aversano per il settore calzaturiero. E l’affermazione “yamm yà” a questo punto è ovvia necessaria e beneaugurale, forse tipicamente scaramantica beh… potrebbe pur’essere; pertanto ben vengano azioni di questo tipo, eventi protesi a migliorare e mostrare quanto nel campo della moda di meglio possiamo fare, il made-in-italy nel mondo ovviamente sempre più targato Campania…e alla fine di tutto…non solo più per farsi notare; ma ricordare.

fonti foto: Unione degli Industriali di Napoli -“Naples meets the world”

About Gabriele Arenare

Classe '88. Laureato in Informatica (Tecnologie Multimediali), presso il dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli "Parthenope". Diplomato in Fotografia pubblicitaria, Grafica pubblicitaria ed editoriale e Web Design presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione visiva) a Napoli.