Cotta la Fiorentina. Napoli, la Coppa è tua! Folle notte nella capitale: festa e degrado hanno spaccato la serata

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Cotta, cottissima la Fiorentina. Coppa al Napoli, la quinta della storia azzurra. In una giornata infinita, di luci ed ombre, di festa e disgusto, di orgoglio e vergogna, di sport e tutto ciò che con il pallone non ha a che fare, di Insigne e Mertens e di Genny ‘a carogna. Pesantissime ed indiscutibili sono le critiche verso le istituzioni che si rivolgono ad un ultrà pregiudicato, chiedendogli se si può giocare o meno… Ma stiamo scherzando?

Meglio lasciar perdere certe cose perchè almeno questa notte non troveremo risposte. Meglio dormire e cullarci in un trofeo, in una grande festa di cui Benitez e i suoi uomini sono gli attori protagonisti. Una partita intensissima nel primo tempo, con 3 gol, 2 dei quali firmati dal talento di Frattamaggiore. La rete di Vargas tiene in bilico gli azzurri fino alla fine, fin quando Mertens infila il definitivo 3-1 che soffoca un secondo tempo vissuto con stress e tensione, soprattutto dopo l’errore di Ilicic sotto porta, l’espulsione di Inler e il pressing asfissiante dell’avversario. Alla fine ce l’ha fatta il Napoli. Ci si coccola il secondo trofeo in 3 anni, il primo al primo anno della gestione Benitez. Questo e la Supercoppa Italia ad agosto potrebbero rappresentare importanti trampolini di lancio per affrontare la prossima stagione con motivazioni ulteriori e magari un’altra coppa nel palmares.

Peccato che la festa non sia stata eccitante per, oltre i tre quarti d’ora di ritardo dopo i quali si è giocato, ciò che è accaduto fuori lo stadio in dinamiche ancora da chiarire e all’interno degli spalti azzurri, dove in curva si è esultato solo al momento dei 3 gol. Pochi cori, poca voce. Rispetto? Mah. La rabbia, tuttavia, arriva nel vedere società ed istituzioni rivolgersi ad un becero tifoso, nel cuore forse il più piccolo di tutti; nel vedere famiglie perquisite e gente che “sforna” allo stadio fumogeni e petardi e, a causa di questi, un vigile del fuoco ferito; nel testimoniare un calcio sbagliato, troppo cambiato, senza dignità. E che figura facciamo con l’Europa e con il mondo?

Fortuna, almeno, che in questa pazza notte che mai dimenticheremo, Marek Hamsik quella Coppa l’ha alzata al cielo.

Fabio Corsaro 

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!