previte-2La più grande vergogna ! .

I disabili fisici ed gli handicappati psichici ancora una volta dimenticati dal Governo Renzi, mentre restano gravi ed urgenti i problemi dell’assistenza, dopo ben 36 anni dall’emissione delle leggi che hanno abolito i “manicomi” !

 

Nell’ultimo “atto” altalenante del Teatrino della Politica, dove i programmi dovevano essere prioritari verso il “popolo” e verso la moltitudine di sofferenti, il Governo in carica è ancora assente su tre problematiche d’ordine sociale per  il mondo della disabilitàmolto rilevante: le strutture architettoniche, la malattia mentale,le insufficienti provvidenze economiche !

 

Le aride ed insufficienti provvidenze economiche “dedicate” al mondo della disabilità ( elencate in fondo a queste riflessioni ), consentono lorosolo la sopravvivenza, malgrado i persistenti ed esosi stipendi e pensioni “d’oro” allegramente goduti, dai “manager” che tutt’ora imperversano.

Le strutture architettoniche di accessibilità urbana, sono “invadenze” varie, che restano ancora irrisolte da molti anni, in particolare : pali sui marciapiedi, passaggi pedonali, parcheggi, servizi igienici pubblici, accessi ai servizi pubblici, e tutte quelle “necessità” che intralciano il cammino e la vita sociale dei disabili fisici nelle n/s città e nei n/s paesi .

Sulla tematica della malattia mentale, il 13 maggio 1978 il Parlamento Italiano approvava la legge 180, mentre oggi 2014 ricorre il 36°anno dell’applicazione di questa legge ispirata dalle teorie dello psichiatra veneziano Franco Basaglia, il quale poneva fine all’istituzione manicomiale attestando che il manicomio non era un luogo di cura, ma un’istituzione da abbattere .

L’esigenza ancora oggi della destituzione dei “manicomi”non è stata sufficiente a lenire le sofferenze di quel mondo per una pseudo integrazione di questi desaparecidos nella n/s società.

La legge 180 priva del Regolamento d’Applicazione e la legge 833 che ne ha proseguito l’iter del non concludere, non hanno previsto strutture alternative ed adeguate, organizzazione dei servizi, perché non vi è stata una serena valutazione dei limiti terapeutici attuati nell’epoca, stabilendo che la malattia mentale è un problema sociale ed il “malato” è assimilato all’emarginato, all’handicappato, all’anziano non autosufficiente.

Oggi, purtroppo, è ancora opportuna ed urgente la realizzazione di strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare onde evitare che sulle famiglie gravino un carico insostenibile di disagi, costi e pericoli, con servizi specifici in strutture adeguate, l’autorizzazione al TSO obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente almeno in determinate condizioni, la prevenzione dei disturbi di comportamento e di psicopatie in età giovanile ed “altro”, moderne innovazione mai realizzate .

 

Un ricordo al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : la malattia mentale necessita di una vera politica e “non disinteresse”, mentre tutto questo è condensato in n/s Petizioni giacenti senza limite di tempo in Parlamento dal 7 ottobre 1998 fino al 18 marzo 2013 !.

Occorre una maggiore valutazione di questo vero ed autentico flagello sociale : lo vuole il popolo

lo anela il mondo della sofferenza, il quale ancora una volta ha avuto una profonda delusione per la mancata possibilità di realizzazione di quei provvedimenti legislativi concreti ed attuabili che tutelino il diritto di questo “mondo” sempre dimenticato.

A tutt’oggi, aprile 2014, non si è riscontrato alcun “movimento” d’iniziativa governativa su tutta la “materia” sopra esposta, ma prevediamo, ripeto, : un totale disinteresse !

 

Aggiungo che a distanza di tempo e malgrado avvenimenti” e “tragedie familiari” quasi quotidiane, ancora una volta dobbiamo constatare che la politica non vuole integrare i sofferenti problemi psicofisici nei privilegi della società, né iniziare un processo di rinnovamento, oggi, tanto declamato.

Solo litigi, disinteresse, sconnessa e dissociata politica e nessun vantaggio è pervenuto per questi sofferenti, per le loro famiglie ed a garanzia, soprattutto, della sicurezza dei cittadini .

Lo scandalo dei “manicomi” prima e la carenza di pianificazione e programmazione della salute mentale dopo, costituiscono la vergogna del secolo scorso e la pacifica continuazione .

Quanti sono responsabili della salute pubblica devono trovare e dare un urgente aiuto a questi malati , dei quali tanti si trovano per le strade delle n/s città e tantissimi nelle loro famiglie dove non possono ricevere l’aiuto legislativo, sociale, economico e di quei strumenti efficaci per difendere l’elementare diritto all’accesso alle cure e all’equità nella salute, nel pieno rispetto della loro integrità e dignità.

E’ augurabile che, come al solito, ripetiamo, non finisca il tutto con quelle belle illusorie parole della politica, trionfo dell’ipocrisia, altrimenti, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, sarebbe come cospargere di miele l’orlo del calice delle parole per trovare in fondo l’amaro della delusione !

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri: la famiglia italiana è turbata, indignata, preoccupata e non può che esprimere la sua protesta, il suo dissenso e rammarico per come e con quale disinteresse non vengono risolti i problemi sopra esposti di enorme rilevanza che investono e coinvolgono la serenità della famiglia stessa .

 

A 36 anni dall’emissione della legge 180, insiste una sola domanda : mentre le famiglie sono rimaste sole e con esse la società su una realtà così sconvolgente, quali risultati qualitativi sono stati raggiunti e quali potranno, ripeto, venire in futuro ?

Purtroppo passeranno molti anni prima di “rivedere” questa situazione che dura da 36 anni, perché con le prossime elezioni politiche ormai alle porte il “problema” verrà ancora ignorato.

 

Ancora una volta dobbiamo ricordare che è anche famiglia quella che continua a mantenere la promessa di fedeltà reciproca dei coniugi, a farsi carico dei propri figli, ad aiutare i propri genitori anziani, soprattutto, a curare i membri disabili o svantaggiati.

Dobbiamo ribadire che non basta solo denunciare sperperi o tagliare spese, è necessario che questi “accorgimenti” portino ad un concreto cambiamento, compreso le conclamate riforme, che purtroppo non avvengono !

Il livello di civiltà si dimostra e si evidenzia nel rispetto della persona, come diceva Dostojevski di ogni persona !

Ecco in sintesi il bilancio, anche se un po’ lungo, che resta al popolo italiano : , dove prevale, purtroppo, la logica gattopardesca che tutto avvenga purché nulla muti !

 

Con le parole ormai del Santo Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza !”

 

Omaggio al Beato Giovanni Paolo II

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Importi invalidità per il 2014, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : ricordi bene!

Provvidenze economiche per invalidi civili, ciechi civili e sordi: importi e limiti reddituali per l’anno 2014 (Circolare INPS n. 7/2014)

 

Ogni anno vengono ridefiniti, collegandoli agli indicatori dell’inflazione e del costo della vita, gli importi delle pensioni, assegni e indennità che vengono erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi e i relativi limiti reddituali previsti per alcune provvidenze economiche.

 

Nella tabella che segue sono indicati gli importi in euro, confrontati con quelli del 2013.

Tipo di provvidenza

Importo

Limite di reddito

2013

2014

2013

2014

Pensione ciechi civili assoluti

298,33

301,91

16.127,30

16.449,85

Pensione ciechi civili assoluti (se ricoverati)

275,87

279,19

16.127,30

16.449,85

Pensione ciechi civili parziali

275,87

279,19

16.127,30 

16.449,85

Pensione invalidi civili totali

275,87

279,19

16.127,30

16.449,85

Pensione sordi

275,87

279,19

16.127,30

16.449,85

Assegno mensile invalidi civili parziali

275,87

279,19

4.738,63

4.795,57

Indennità mensile frequenza minori

275,87

279,19

4.738,63 

4.795,57

Indennità accompagnamento ciechi civili assoluti

846,16

863,85

Nessuno

Nessuno

Indennità accompagnamento invalidi civili totali

499,27

504,07

Nessuno

Nessuno

Indennità comunicazione sordi

249,04

251,22

Nessuno

Nessuno

Indennità speciale ciechi ventesimisti

196,78

200,04

Nessuno

Nessuno

Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major

495,43

501,38

Nessuno

Nessuno

 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.