Difficoltà sui rifiuti: il cane che si morde la coda

Mario Fusco
Mario Fusco

Dicevamo nella giornata di ieri del dualismo tra la città di Sessa Aurunca e quella di Mondragone in fatto di gestione della raccolta rifiuti solidi urbani (vedi: Ecological Service. Sessa Aurunca recede, Mondragone affida). Le due città hanno una parte del confine in comune, una amministrazione di colore similare e nell’ultimo periodo la Ecological Service.

La stessa ha prodotto un comunicato stampa in cui manifesta le sue perplessità in merito all’estromissione dal servizio in territorio aurunco, elencando i comportamenti e le difficoltà prodotte da parte del Comune di Sessa Aurunca a suo dire (vedi: Sessa bandisce la Ecological Service, la società fa ricorso). Accuse immediatamente rispedite al mittente da parte del sindaco Luciano Di Meo, che ha mostrato la correttezza delle procedure effettuate dall’Ente (vedi: Ecological Service. Di Meo risponde alle accude).

Ma perché i due Comuni hanno optato per una soluzione così alternativa? Dicotomica, direi?

Lo abbiamo chiesto all’assessore all’Ambiente di Mondragone Mario Fusco, che ha fatto una disamina del problema tenendo a precisare in primis come “La Ecological Service non ha ottenuto un affidamento diretto, ha partecipato ad una gara di appalto ed ha vinto tra sei ditte partecipanti“. In quella sede ha presentato tutti i documenti necessari per rispondere alla gara, tutti in ordine, ma per entrare effettivamente in gestione dovrà presentare un atto fondamentale: il DURC (Documento unico di Regolarità contabile).

Quest’ultimo è un atto fondamentale per chi ottiene la gestione di un servizio pubblico, come nel caso della raccolta rifiuti solidi urbani e spazzamento delle strade cittadine, ed attesta l’avvenuto versamento dei contributi ai dipendenti in carico all’azienda oltre di tutti gli altri adempimenti contributivi. Se non verrà presentato in ordine, l’azienda non potrà prendere servizio in poche parole.

Cosa porta i Comuni in questo frangente a rivolgersi fuori del Consorzio per la gestione della raccolta rifiuti e perché le aziende affidatarie del servizio in molti casi non riescono a stare apposto con i contributi e salari?

Una domanda da un milione di dollari? No, è tutto dovuto al sistema secondo l’assessore Fusco.

“La realtà è che i Comuni sono costretti a far cassa con quello che rimane della finanza pubblica. I Comuni fanno cassa con la TARSU (Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani) perchè le entrate extratributarie (affissioni, suolo pubblico ecc., ndr.) sono poca cosa a fronte dei servizi erogati dagli Enti. I servizi costano.

Sono molto preoccupato per il futuro – esclama Mario Fusco -, se a tutto questo aggiungiamo il federalismo fiscale non so dove andremo a finire. La capacità di produzione e di finanza degli Enti è ridotta davvero al lumicino.  Alcuni sindaci si sono salvati negli ultimi anni tramite gli SWAP (finanza derivata, ndr.), ma la stiamo togliendo di mezzo perché pericolosa. Abbiamo tolto anche le risorse derivanti dai photored (contravvenzioni stradali per l’infrazione semaforica, ndr.) ed ai Comuni non arrivano le compensazioni ICI (Imposta comunale sugli Immobili).

Il Comune di Mondragone ha minori entrate di 800mila euro per l’abolizione dell”ICI sulla prima casa. Inoltre, sulla TARSU abbiamo residui attivi per un importo di 1.800.000 euro ovvero il 40% dei contribuenti non paga la bolletta.

E’ un circolo vizioso su questo punto. Più i cittadini vedono l’immondizia in strada e più aumenta la loro indignazione e propensione non versare gli importi TARSU. Non pagando si aggrava ancora di più la situazione”.

Il solito cane che si morde la coda a cui la popolazione assiste da quasi cinque anni e di cui non si sa più che farne. Serve qualcosa in grado di dipanare la matassa, interrompere i circuiti e ripristinare la situazione, ma “il legislatore non decide cosa fare” riferisce ancora Fusco.

“La GISEC (Gestione Impianti e Servizi Ecologici Casertani) non ha i presupposti per gestire il ciclo dei rifiuti. Il primo gennaio, stante la normativa vigente, dovrebbe entrare in vigore la sua gestione, ma la società non è in grado di farlo” e non si sa cosa avverrà. “Abbiamo affidato per due mesi più due di proroga la gestione dei rifiuti proprio per consentire la raccolta sul territorio e tenerlo pulito. E’ una situazione veramente paradossale. Con tutto il rispetto dell’Africa, ma neppure da loro avviene questo” si sfoga l’assessore.

In tutto il caos si aggiunge anche l’interdizione del commissario liquidatore del Consorzio Unico Tortorano, che sta creando scompiglio su chi deve a questo punto firmare le spettanze dei dipendenti.

Nel pandemonio più generale, il cittadino però vuole i colpevoli e quando aumentano i rifiuti “la colpa è dell’assessore o del sindaco”.

Elio Romano

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About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.