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POLIZIOTTI COME IL KU KLUX KLAN? IL PROCURATORE DI SAVONA SBAGLIA CATTEDRA ED INSEGNA IL LAVORO ALLE FORZE DELL’ORDINE….

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 “C’è una sola autorità che può indirizzare l’operato delle Forze dell’Ordine: la legge! Un’autorità cui non può sottrarsi nessuna articolazione dello Stato, tantomeno un magistrato. Il rispetto della legge non può essere subordinato a pregiudizi ideologici né ad ostentati pietismi. Per questo lascia francamente sconcertati l’intervento sulla stampa del Procuratore di Savona che, probabilmente salendo sulla cattedra sbagliata, si arroga il compito di insegnare il lavoro alla Polizia, indicando come e su chi intervenire per la prevenzione di reati”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, che prosegue: “Il procuratore si dice scandalizzato da inseguimenti nelle piazze e pattuglioni scagliati contro gli immigrati, quasi i poliziotti fossero un manipolo di appartenenti al Ku Klux Klan scatenati in ronde razziste.         Una raffigurazione, oltre che ovviamente falsa, assolutamente inaccettabile ed offensiva per l’intera Polizia di Stato. Prima di firmare lettere che appaiono molto simili ad inopportuni manifesti politici, invitiamo il Procuratore a lasciare il suo ufficio fresco di aria condizionata ed a scendere in strada al fianco di quelle Forze dell’Ordine che raffigura come feroci persecutori di immigrati: potrà rendersi conto di quanta sia la professionalità, la capacità, ma soprattutto la sensibilità e la grande umanità che gli uomini e le donne in divisa dedicano alla loro unica missione:                  il rispetto della legge e la tutela della sicurezza dei cittadini. Qualunque sia il reato da perseguire, quale che sia il colore della pelle di chi lo commette. Poi ci aspettiamo che il Procuratore, nel suo ruolo, vorrà dedicarsi in prima persona, anziché dare generici suggerimenti, ad indagare sulle fonti della contraffazione, coordinando il lavoro delle Forze di Polizia per scoprire se ‘dietro c’è la criminalità organizzata o più semplicemente laboratori che sfruttano lavoro nero’. Ma con atti di indagine, non con lettere e sortite sui giornali”. 

Fabio Corsaro

Sono nato e cresciuto professionalmente tra le mura di questa redazione che ha avuto sin da subito l'odore di casa. Ho cominciato a 16 anni a dare adito alla passione per la scrittura e voce alla scrupolosa sete di conoscenza e curiosità attraverso il fascino della carta stampata. Oggi ho 20 anni, sono un laureando alla Facoltà di Scienze della Comunicazione presso l'Università di Salerno, da oltre un anno giornalista pubblicista e da qualche mese direttore di Informare: credo che le passioni che ci portiamo dentro debbano essere coltivate fino in fondo, dando loro la forma del sacrificio e della concretezza. Inoltre, credo che tutto, compreso gli uomini, possa essere soggetto a pratiche di miglioramento: ad maiora semper!

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