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«La Sposa di Gerusalemme» venerdì 6 luglio Cineclub Vittoria ore 20,30

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Venerdì 6 luglio, alle 20.30, sarà presentato al Cinema Vittoria di Casagiove il film «La Sposa di Gerusalemme». Presente in sala la regista Sahera Dirbas che al termine risponderà alle domande del pubblico.
«La Sposa di Gerusalemme», è una docufiction. Attraverso la storia e il lavoro di Reham, un’assistente sociale, racconta la vita quotidiana nella Città Vecchia di Gerusalemme: lavoro, disoccupazione, amore, tossicodipendenza e le conseguenze di tutto ciò per gli abitanti. Una vita intesa e difficile che però la regista rappresenta con toni morbidi, per renderla comprensibile a chiunque. Reham affronta anche un problema personale. Avvia una relazione con un giovane, ma quest’ultimo deve fare i conti con l’opposizione di suo padre che non approva il rapporto con la ragazza perchè sorella di un tossicodipendente. La conclusione sarà positiva, ma gli ostacoli che Reham dovrà superare non saranno pochi e di poco conto.
«La Sposa di Gerusalemme» e’ stato presentato in Francia e in altri paesi europei e arabi e all’Istituto di Cultura Italiano di Haifa. Ha vinto il premio speciale della giuria del Festival del Cinema Arabo di Cagliari, sponsorizzato dalla Regione Sardegna e organizzato dall’Associazione Sardegna-Palestina.

Sahera Dirbas, è nata e cresciuta ad Haifa, ma risiede da quasi venti anni a Gerusalemme, ha cominciato la sua carriera girando documentari. La «Sposa di Gerusalemme» e’ il suo primo film con la partecipazione anche di attori professionisti

Fabio Corsaro

Sono nato e cresciuto professionalmente tra le mura di questa redazione che ha avuto sin da subito l'odore di casa. Ho cominciato a 16 anni a dare adito alla passione per la scrittura e voce alla scrupolosa sete di conoscenza e curiosità attraverso il fascino della carta stampata. Oggi ho 20 anni, sono un laureando alla Facoltà di Scienze della Comunicazione presso l'Università di Salerno, da oltre un anno giornalista pubblicista e da qualche mese direttore di Informare: credo che le passioni che ci portiamo dentro debbano essere coltivate fino in fondo, dando loro la forma del sacrificio e della concretezza. Inoltre, credo che tutto, compreso gli uomini, possa essere soggetto a pratiche di miglioramento: ad maiora semper!

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