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20 GIUGNO. Giornata mondiale del rifugiato mentre decine e decine sono le tragedie in mare. L’ultima in data odierna al largo delle coste del Salento

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 Nessuno sceglie di essere rifugiato…

Una tragedia annunciata, l’ennesima quella accaduta a sole cinque miglia nautiche dalle coste del Salento. Ancora una volta, un barcone pieno di persone è naufragato al largo della località turistica di Torre Vado, spezzando le speranze di stranieri che scappano via dalle loro drammatiche esistenze nei loro paesi d’origine per trovare rifugio in quelli che vengono definiti “paesi sviluppati”.
Il rifugiato è una persona in pericolo, costretta a fuggire dal proprio paese per un fondato timore di persecuzione a causa della sua religione, razza, opinioni politiche, nazionalità o anche per il gruppo sociale al quale appartiene (definizione contenuta nella Convenzione di Ginevra del 1951 alla quale hanno aderito 145 Stati, tra cui l’Italia).
Il rifugiato quindi non sceglie di spostarsi alla ricerca di migliori opportunità di vita, ma è costretto ad abbandonare il suo Paese, la sua casa e spesso la sua famiglia per trovare protezione fuori dalla propria Patria.
In Italia il diritto di asilo è garantito dall’art. 10 comma 3 della Costituzione:
“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”
In un momento in cui gli sbarchi continuano nel Salento alla Sicilia e Calabria, seminando decine e decine di morti nel Mediterraneo, ed è noto che migliaia sono coloro che sulle coste della Libia sono pronti a partire, il Governo Monti ha calato un velo d’indifferenza sul gravissimo problema.
In particolare, sottolinea Rosalba Bove D’Agata, responsabile dell’Area Dipartimentale “Immigrazione ed Integrazione di Italia dei Valori, moltissimi di coloro che sono arrivati oltre un anno fa dalla Libia in guerra, attende ancora un permesso di soggiorno umanitario.
La gran parte sono cittadini non libici, che da anni vi lavoravano e che erano già fuggite via dal loro paese per gravi motivi.
Per tali ragioni, noi di Italia dei Valori accendiamo i riflettori su questi fatti e in occasione della “Giornata mondiale del Rifugiato” chiediamo immediate risposte a tutela dei loro diritti ed affinché non si verifichino più tragedie quotidiane come quella accaduta in data odierna.
Lecce / Roma, 19 giugno 2012
Rosalba Bove D’Agata
Responsabile Area Dipartimentale
Immigrazione ed Integrazione

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