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DOVE ERAVAMO. Vent’anni dopo Capaci e via D’Amelio

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Quest’anno ricorre il ventennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio. 23 maggio e 19 luglio 1992: la mafia e i suoi complici di Stato uccidono Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, otto agenti delle scorte e Francesca Morvillo. Caracò Editore ha voluto ricordare le figure dei due magistrati siciliani pubblicando nella collana Testimoni “Dove eravamo. Vent’anni dopo Capaci e via D’Amelio”.

A partire dai racconti di Salvatore Borsellino e Maria Falcone. Un’antologia a cura di Massimiliano Perna nella quale venti tra magistrati, giornalisti, poliziotti e studiosi della mafia raccontano dove erano al momento delle stragi. Come hanno vissuto quei giorni e cosa hanno significato nel proseguo delle loro vite.

“Dove eravamo” è scritto da Sonia Alfano, Raffaele Cantone, Giuseppe Casarrubea, Giulio Cavalli, Lella Costa, Nando Dalla Chiesa, Pif (Pierfrancesco Diliberto), Antonio Ingroia, Pina Maisano Grassi, Pino Maniaci, FabrizioMoro, Gianluigi Nuzzi, Moni Ovadia, Don Giacomo Panizza, Dario Riccobono, Renato Sarti, Salvo VitaleI. M. D.

Per l’occasione è stato realizzato il sito internet www.caraco.it/doveravamo su cui è possibile leggere un’anteprimaed acquistare il libro e l’ebook in formato Kindle (Amazon).

Se non sei iscritto/a alla pagina Facebook di Caracò affrettati, ti abbiamo dedicato un’offerta speciale per l’acquisto del libro: http://goo.gl/tt6uv

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Fabio Corsaro

Sono nato e cresciuto professionalmente tra le mura di questa redazione che ha avuto sin da subito l'odore di casa. Ho cominciato a 16 anni a dare adito alla passione per la scrittura e voce alla scrupolosa sete di conoscenza e curiosità attraverso il fascino della carta stampata. Oggi ho 20 anni, sono un laureando alla Facoltà di Scienze della Comunicazione presso l'Università di Salerno, da oltre un anno giornalista pubblicista e da qualche mese direttore di Informare: credo che le passioni che ci portiamo dentro debbano essere coltivate fino in fondo, dando loro la forma del sacrificio e della concretezza. Inoltre, credo che tutto, compreso gli uomini, possa essere soggetto a pratiche di miglioramento: ad maiora semper!

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