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WWF: «Se spariscono le spiagge addio anche ad animali e piante» – INTERVISTA

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 «La Campania ospita un patrimonio di biodiversità ricchissimo, legato in maniera imprescindibile alle spiagge». Parola del presidente del WWF Campania Alessandro Gatto, per il quale «tutti i cittadini dovrebbero denunciare irregolarità e abusivismi»

Un report pubblicato recentemente dal WWF dimostra che più della metà delle spiagge italiane sta arretrando. Per ovviare a questo problema, l’organizzazione ha lanciato l’iniziativa “Un mare di oasi per te”, finalizzata a salvare tre aree costiere in Sardegna, Puglia e Veneto. Un progetto ambizioso ma utile, adattabile anche alle coste della Campania, anch’esse prosciugate dall’erosione. Ne è convinto il Presidente del WWF Campania Alessandro Gatto, per il quale la salvezza delle spiagge dovrebbe partire innanzitutto dalla volontà dei cittadini di denunciare le irregolarità.

Presidente Gatto, qual è la situazione delle spiagge in Campania?

Il litorale più problematico è senza dubbio quello domitio, storicamente afflitto dall’arretramento della linea di costa. Essendo sabbioso o – in termini tecnici – “incoerente”, è preferibile non toccarlo, cioè evitare di costruire barriere protettive, che nel lungo periodo sarebbero più dannose che altro. Per quanto riguarda invece i litorali napoletano e salernitano, l’erosione è meno insistente.

Quindi le aree più delicate sono quelle del Casertano?

Esatto, da Pozzuoli in su, e più precisamente: Castelvolturno, la zona dei Regi Lagni e a sud di Pineta Mare, a San Bartolomeo. L’erosione colpisce anche la foce del Volturno, mentre la scogliera a “pennello” posta negli anni ‘70 a Pineta Mare ha danneggiato irreversibilmente Ischitella.

La scomparsa di una spiaggia e dei suoi ecosistemi: dune, zone umide, boschi costieri, delta fluviali, che danni può provocare agli animali e alle piante?

Enormi, naturalmente. Pensi che le dune ospitano un patrimonio di biodiversità ricchissimo di fauna e flora. Poco tempo fa sono state avvistate 50 gru nella zona umida di Villa Literno, e non solo. Le spiagge campane e in particolare l’area domitia ospitano uccelli, anatre selvatiche, aironi, tartarughe di terra, orchidee e arbusti della macchia mediterranea. Queste specie sono oggetto di studio anche per i ricercatori stranieri.

Il WWF tutela da anni il territorio marino. Quali sono le aree costiere in Campania che necessiterebbero di diventare delle oasi protette?

La foce del Volturno, per esempio. È una zona già protetta da diversi Enti locali e dal Corpo Forestale dello Stato, ma non basta: servono fondi e una forte organizzazione. Il WWF dà un contributo col Corpo di Guardie Giurate Volontarie.

I cittadini sanno del problema dell’“estinzione” delle spiagge?

Non credo, e questo è un dato preoccupante che solo una corretta informazione può migliorare. Ci vorrebbero delle campagne di sensibilizzazione, anche per responsabilizzare i cittadini e renderli parte integrante del processo di soluzione del problema. A volte basta una telefonata alla capitaneria e alle forze dell’ordine per denunciare una situazione fuori regola, come la costruzione abusiva sulle spiagge. Noi siamo sempre pronti a intervenire.

E la politica?

La difesa dell’ambiente non porta voti, perché il ritorno di immagine non è immediato. I processi di ripristino e bonifica dei territori necessitano di tempi troppo lunghi per incassare un buon risultato alle elezioni. Insomma, si punta su altro per intenderci…

Il problema spiagge spesso non viene affrontato “seriamente”, lo si considera secondario rispetto all’estinzione di animali e all’abbattimento dei boschi.

Ciò è dovuto alla confusione tra spiaggia intesa come “piattaforma di balneazione” e spiaggia come “ambiente”. La definizione “turistica” di un litorale è limitata. Le dune, la macchia mediterranea, devono essere considerate come parte integrante di un’area costiera. Basti pensare allo scempio di tutti i parcheggi abusivi che sorgono in zone che dovrebbero essere protette. Non è pensabile lasciare la macchina “sulla spiaggia” perché è più comodo. Non si possono più concedere libertà arbitrarie, perché finiranno col togliere il respiro alle prossime generazioni.

Dèsirèe d’Alterio

03 Maggio 2012

Officina Volturno

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Comune di Castel Volturno

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