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Fallito il sorpasso ma il Napoli sfrutta la scia. Champions momentaneamente acciuffata.

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Con due magie, Zuniga e Cavani rispondono a Maquinho. Purtroppo Simplicio pareggia all’88.

La Lazio è impegnata nell’imprevedibile sfida con l’Udinese. L’Inter in casa col Cesena. La corsa al terzo posto destinata è a promettere emozioni.

Roma-Napoli: il derby del sole all’ombra del Colosseo con vista sulla Champions League è stata una sfida piena di emozioni con tanto di prodezze. Cavani dal piede fatato punisce la Roma con un magico tiro a giro sul secondo palo. Poi esce e il Napoli prima cala e poi cede. Da capogiro è invece il gol di Zuniga dopo un primo tempo decisamente sottotono. Roma apatica nella ripresa ma lo zampino di Simplicio permette ai giallorossi di restare momentaneamente a -4 punti dal terzo posto. Determinante sarà la sfida di domani tra Udinese e Lazio al Friuli. L’Inter quatta può attaccare e intascare tre punti col Cesena. Azzurri un po’ polli dopo essere stati leoni: due gol subiti praticamente identici e il Napoli perde per strada due punti che sarebbero stati fondamentali per essere uno step avanti in più per la corsa al terzo posto che sa tanto di libidine. Pizzico di rammarico ma ci sono ancora nove punti in palio fino alla fine del campionato, nella speranza di poter tagliare il traguardo tanto ambito e desiderato. La perseveranza è ciò che serve. L’obbligo è vincere. I conti si fanno alla fine quando, alla finestra, si spera di avere come panorama ancora l’Europa dei grandi.

De Sanctis, 6.5. Quasi sempre sicuro, limita la potenza giallorossa soprattutto nel primo tempo. Gago lo grazia dopo una sua indecisione ma resta sempre lucido e attento.

Fernandez, 6.5. Personalità di un ragazzo pieno di talento e potenziale. Sempre deciso negli interventi. Cerca il massimo in ogni affronto e i suoi centimetri favoriscono il gioco aereo. Dotato di un piede discreto non fa sentire la mancanza di Campagnaro.

Cannavaro, 6. Si perde centralmente Marquinho in occasione del primo gol subito, prediligendo la marcatura della zona anziché dell’uomo. Tuttavia compie diversi importanti interventi, evitando che si costruissero ulteriori palle gol per la Roma.

Aronica 7. Tra le migliori gare della sua stagione. Ci mette tanta quantità e al contempo non tralascia la classe nella gestione del pallone. Ferma Totti e compagni. Tanto spessore in una partita importante. Ha da poco rinnovato e il contratto è tutto meritato.

Maggio, 6. Impreciso nella gestione del pallone e sciupone sotto porta. Mette in difficoltà Taddei con la sua infaticabile corsa, macinando tanti chilometri. Serve un cross delicato al centro dell’area ma i centimetri del Pocho non permettono al Napoli di doppiare il vantaggio.

Inler, 6. Primo tempo un po’ in ombra ma nella ripresa impiega le qualità e le potenzialità che possiede. Fisico e senso della costruzione del gioco. Un buon secondo tempo, durante il quale stava per trovare anche la gloria del gol ma Lobont è stato bravo a smanacciare il pericolo.

Gargano, 5.5. Pressing come sempre altissimo il suo. Si sente a tratti. Sbaglia spesso in fase di impostazione e cerca di rimediare recuperando i palloni persi.

Zuniga, 6. Assoluto protagonista della gara in positivo e in negativo. Primo tempo disastroso: si lascia passare da Rosi che serve l’assist a Marquinho, siglando il momentaneo gol del vantaggio romanista. Poi muta il suo atteggiamento nella ripresa. Più vivacità e un gol da capogiro che dà il là alla rimonta azzurra. Nel finale si perde Simplicio che lo anticipa e insacca il gol del pareggio, non permettendo al Napoli di avanzare di due passi in più rispetto alla Lazio.

Dzemaili, 5.5. Corre ma non incide più di tanto. Becca falli a destra e a manca per poi lasciare il posto a Pandev.

Pandev, 6. Serve l’assist a Cavani in occasione del gol del Matador. Cerca sempre gli inserimenti centrali dei compagni. Viene più di una volta falciato.

Hamsik, 6.5. Comincia sottotono, praticamente assente nei primi venti minuti. Si riprende gradualmente, contribuendo ad una buona costruzione del gioco e gestione del pallone. Lancia più volte i compagni e cerca anche lo specchio della porta ma Lobont gli chiude la porta.

Cavani, 7. Semplicemente devastante. Fa un gol da playstation: a giro sul secondo palo dal limite dell’area, come a Palermo. Dà il solito inestimabile contributo nelle retrovie soprattutto nel primo tempo quando la squadra era sotto il pressing degli avversari. Segna ma gli viene annullato un gol in posizione dubbia ma difficile da valutare. Poi la magia che vale la momentanea rimonta. Senza lui, il Napoli perde tanto e subisce il gol del pareggio.                                                                                                                                                                    Lavezzi, sv.

Fabio Corsaro

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